venerdì 28 luglio 2017
 
 

Il riso italiano, tra gioie e dolori

Novembre/Dicembre 2016 - L’Italia, con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 kg, è il primo Paese produttore di riso dell’Unione Europea e l’alta qualità della produzione lo differenzia nettamente da quello di importazione, con provenienza prevalentemente asiatica.
 
La tutela del prodotto nazionale ed europeo è però poco sentita da parte delle istituzioni comunitarie. Infatti, nonostante le raccomandazioni più volte inviate nel corso del 2015 ai governi di Cambogia e Myanmar, maggiori concorrenti dei produttori europei per quanto riguarda la varietà “Indica”, per un contenimento delle esportazioni verso l’Europa, i due stati asiatici hanno ulteriormente incrementato i loro volumi di export in assenza di dazi, aboliti già dal 2009.
 
Una missione conciliatoria, organizzata dalla Commissione Europea nel mese di Luglio in Cambogia, non ha dato alcun frutto e la preoccupazione dei risicultori italiani cresce.
L’Ente Italiano Risi, organismo che li rappresenta ed attivo fin dal 1931, gioca quindi la sua carta per tentare di salvaguardare le prossime campagne, organizzando un incontro dei produttori europei a Milano, nel gennaio 2017, per fare fronte comune chiedendo alla Commissione Europea il ripristino dei dazi.
 
Le ripercussioni della sensibile diminuzione delle esportazioni di riso Indica prodotto in Italia, sempre di alto livello qualitativo, si sono già fatte sentire pesantemente. Basti pensare che nel corso degli ultimi due anni, la superficie nazionale destinata alla produzione di questa varietà,...

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