giovedì 09 luglio 2020
 
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Musei&Mostre

Maggio 2020 - Il tormentone di questi mesi per gli appassionati di viaggi si è progressivamente trasformato da #iorestoacasa a #torneremoaviaggiare, una speranza tenuta viva dalle innumerevoli iniziative virtuali che ci stanno permettendo di ridurre le distanze fisiche con le mete dei nostri sogni.
A questo proposito anche Tokyo lancia il suo tour virtuale tra bellezze architettoniche, natura e musei.
Da sempre all’avanguardia in campo tecnologico, la capitale del Sol Levante, in questo momento così particolare, ha deciso di portare le proprie meraviglie a migliaia di viaggiatori, comodamente seduti sul proprio divano.
Per chi ha voglia di fare una passeggiata, basta accendere il pc e connettersi al sito di HOKURIKU X TOKYO: qui è possibile immergersi in video panoramici a 360 gradi che offrono un’esperienza visiva senza precedenti e che trasporta gli utenti tra le strade e gli scorci più belli della città.
Sul sito dedicato alla zona di Tama e alle isole di Tokyo si può invece prendere un traghetto virtuale per scoprire un paesaggio tropicale inaspettato, in cui l’intenso blu dell’oceano si unisce a una leggera brezza marina.
Google Arts & Culture offre infine l’opportunità di ammirare le collezioni d’arte di alcuni dei più importanti musei della città, scegliendo tra diverse epoche e correnti artistiche. Il Tokyo National Museum, il più antico museo del Giappone situato all’interno del suggestivo parco di Ueno, offre una vasta collezione di opere d’arte e reperti archeologici giapponesi e di altri paesi asiatici. Il National Museum of Modern Art, conosciuto anche come MOMAT, mette in mostra le opere dei principali pittori e artisti giapponesi da fine Ottocento ai giorni nostri, a cui si affiancano grandi nomi internazionali da Picasso a Mirò e da Kandinsky a Modigliani.
 
V. E.

Aprile 2020 – Celebra anche tu l’anniversario dei 500 anni dalla morte di Raffaello con Musement, servizio leader per la prenotazione di esperienze di viaggio in tutto il mondo.
In occasione di questa importante ricorrenza, la piattaforma inaugura Raffaello500, un percorso museale digitale alla scoperta del genio di Urbino e delle sue opere, custodite nelle più celebri istituzioni culturali del mondo.
Uno strumento che, mai come in questo momento, ha il grande valore di guidare ogni visitatore attraverso un viaggio virtuale in 11 paesi e più di 30 città, senza doversi mai allontanare da casa.
Con un clic si può visitare Milano, Brescia, Bergamo, Modena, Bologna, Firenze, Urbino, Città di Castello, Roma, Città del Vaticano e Napoli, i centri italiani dove ammirare opere del calibro della Stanza della Segnatura, dello Sposalizio della Vergine o della Dama col licorno.
In Francia, nelle sale del Louvre, Museo Condé e Museo delle Belle Arti, sono conservate ben 18 opere di Raffaello, mentre a Londra, presso la National Gallery ed il Victoria and Albert Museum, se ne trovano 15. Il tour europeo si chiude, poi, con il Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo di Belle Arti di Budapest, National Gallery of Scozia di Edimburgo e alcuni importanti centri culturali della Germania come il Gemäldegalerie e il Bode Museum di Berlino e l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.
Ma con Musement anche volare fuori dall’Europa è semplicissimo: tante, infatti, sono le opere di Raffaello custodite negli Stati Uniti d’America, in Brasile e in Russia dove, tra Detroit, New York, Pasadena, Worcester, Baltimora, Boston, Washington, San Paolo e San Pietroburgo, sono disponibili moltissime tavole di finissima pittura.
L’intento è senza dubbio quello di ispirare tutti gli esploratori virtuali e dare loro la possibilità di lasciarsi incantare da uno dei geni più importanti della storia. Il messaggio di Raffaello500 si manifesta quindi forte e chiaro: non dimenticare mai la cultura!
Per visitare il museo virtuale basta seguire il link: https://www.musement.com/it/museo-virtuale-raffaello.
 
V. E.

Aprile 2018 - Il Museo Egizio ospita Rita Freed che presenterà alcuni dei reperti più significativi del Museum of Fine Arts di Boston
Martedì 10 aprile, alle ore 18:00 presso il Museo Egizio - via Accademia delle Scienze 6, Torino - si terrà la conferenza “Nubian Collection Of The Museum Of Fine Arts In Boston”, una panoramica sulla storia nubiana, che è stata strettamente legata a quella egiziana da vincoli commerciali e politici.
Rita Freed, curatrice del Dipartimento di Arte Antica del Museum of Fine Arts di Boston, farà un intervento sulla preziosissima collezione di epoca nubiana del Museo. Grazie agli scavi condotti in Sudan tra il 1913 e il 1932 e la generosità del governo sudanese, il Museum of Fine Arts di Boston, ha la migliore collezione di arte dell’antica Nubia fuori da Khartum con oltre 450.000 oggetti.
La Professoressa, indagherà sulla storia nubiana, attraverso alcuni dei suoi reperti preferiti: statue colossali, bellissimi gioielli d’oro e il sarcofago più grande mai realizzato in Egitto o in Nubia datati intorno al 6.000 a.c.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Per informazioni: tel. 0115617776 – info@museoegizio.it

Febbraio 2018 – E’ un ricordo silenzioso quello di Camilla Cederna, che, a vent’anni dalla sua scomparsa, sembra essere, ancora una volta, dimenticata da Milano, la città che l’ha resa protagonista del giornalismo italiano durante il boom economico e gli anni di piombo.
Debole eco della sua memoria, oltre al giardino in Largo Richini, intitolatole nel 2013, rimangono, però, i suoi articoli, pubblicati su “L’Europeo” e “L’Espresso”, e i saggi politici successivi alla strage di Piazza Fontana.
Ma cosa resiste, oggi, dello stile di Camilla Cederna?
La sua ironia e la mescolanza tra codici linguistici diversi, tutte tecniche sviluppate ancor prima della rubrica socio-politica Il lato debole, sono stati ampiamente imitati nel corso del tempo, fino a diventare un perfetto esempio per le nuove generazioni di giornalisti, ormai abituati a confrontarsi con mezzi di comunicazione piuttosto recenti ed un pubblico di lettori disposto a dedicare sempre meno tempo alla lettura e all’informazione.
La grande eredità della Cederna, tuttavia, non è stata inconsapevolmente raccolta soltanto dai giornali tradizionali, ma anche dal mondo dei blog e delle riviste online, spesso incentrati su moda, costume e satira politica. Si tratta, senza dubbio, di un’influenza trasversale che riguarda perfino pubblicazioni specializzate nel settore viaggi, un tema affrontato all’interno della produzione cederniana secondo due diversi punti di vista, la descrizione di usi vacanzieri, da un alto, e il genere del reportage, dall’altro.
Non resta, dunque, che riscoprire il giornalismo di Camilla Cederna come lente d’ingrandimento attraverso cui comprendere i cambiamenti della società, provando ad immaginare come sarebbe oggigiorno Il lato debole in un’ipotetica edizione digitale e cosa penserebbe la nostra Attenta Osservatrice della sua Milano, ormai fatta di nuove linee metropolitane, happy hour e Car Sharing.
 
Veronica Elia

Novembre/Dicembre 2016 - Sulla scia della rivoluzione tecnologica, ormai in corso da diversi decenni, anche i comparti più istituzionali del sapere si sono lasciati coinvolgere dall’entusiasmo nei confronti di innovazioni destinate a cambiare il tradizionale concetto di cultura.
Sono proprio i musei, templi sacri per critici e intellettuali, ma temibili incubi di studenti lazzaroni, a volersi per primi rinnovare.
Si può infatti parlare di musei 4.0 a tutto tondo che hanno ormai l’obiettivo di migliorare l’esperienza culturale attraverso l’aiuto di tecnologie sempre più avanzate.
Molte sono le proposte messe in pratica per raggiungere questo obiettivo.
Goppion, leader mondiale nelle tecniche di esposizione museale,  ha per esempio presentato alla ventiquattresima conferenza Icom, tenutasi a Milano lo scorso luglio, la vetrina intelligente. Come spiega Andrea Sartori, business development manager dell’azienda, essa è dotata di “un sistema  che la rende interattiva per tutte quelle che sono le funzioni di pertinenza dei curatori come il monitoraggio delle condizioni ambientali, le vibrazioni e al tempo stesso per i visitatori oltre a conciliare le due cose per esempio nella gestione dei flussi”. Inoltre, alla vetrina intelligente è connessa un’app che raccoglie tutti i dati utili ai gestori del museo per verificare lo stato del sistema.
Nella stessa occasione la THK ha mostrato il funzionamento di una speciale vetrina antisismica, fra l’altro già in uso al Castello Sforzesco di Milano per salvaguardare la Pietà Rondanini.
Nella medesima direzione si sono mosse anche la società Guardian che ha presentato il vetro antiriflesso Clarity e la ETT che ha ulteriormente alzato gli standard della cosiddetta “experience room”, applicata anche alla Galleria dell’Accademia di Venezia.
Ma non è ancora finita perché infatti, proprio nel mese di novembre, dal 10 al 12, sarà allestito a Lipsia, in Germania, un Salone per la Tecnologia museale ed espositiva, il MUTEC. In questa sede saranno organizzati workshop, seminari e letture circa numerosi temi connessi alle innovazioni tecnologiche all’interno dei musei e raggruppati attorno a tre nuclei centrali: Secure & Preserve, Light e Access.
E’ certo quindi che i musei contemporanei non vogliono perdere il proprio ruolo di riferimento per il mondo della cultura e per farlo è indispensabile procedere al passo con i tempi in un’ottica di svecchiamento e di maggiore interazione con il visitatore così da rendere il museo, secondo le parole del project manager Giancarlo Cotrufo, “un luogo in cui si ha piacere di ritornare, non come una vaccinazione che uno ci va una volta, mette il timbro e per il resto della vita non ritorna più”.
 
 
Veronica Elia

Novembre/Dicembre 2016 - Si inaugura Mercoledì 16 Novembre a Roma la collettiva fotografica “Indagine ai limiti di una città” a cura del fotografo e docente Massimo Siragusa.
Gli spazi di Officine Fotografiche Roma accoglieranno, fino al 7 dicembre 2016, sette progetti fotografici di altrettanti fotografi italiani che hanno intrapreso un viaggio personale intorno al concetto di confine, di margine, di limite: Daniele Cametti AspriVincenzo LabellarteMauro Quirini,Paolo FuscoMichele MieleGabriele Lungarella e Michele Vittori.
 
L’idea alla base del progetto e di questa riflessione corale e fotografica prende spunto da una frase del sociologo e filosofo Zygmunt Bauman sul tema del confine. I fotografi che partecipano alla collettiva si sono confrontati su questa idea: non solo inteso come confine di spazio, né soltanto come misura di tempo, è un concetto in grado di rappresentare una dimensione altra, multiforme e mutevole. Dalle cinte murarie di Roma alle piccole frazioni, dalle spiagge silenziose agli appezzamenti di terreno, dai quartieri popolari al “drizzagno del Tevere”, fino al Monte Terminillo, il progetto fotografico messo a punto da Siragusa consente un continuo dialogo tra piani e punti di vista diversi su Roma e dintorni, in una dimensione corale che tende più a sottolineare le similitudini piuttosto che a rimarcare le differenze.
 
Il progetto fotografico diventerà presto un libro, dal titolo LìMINE. Indagine ai limiti di una città, a cura di Doll's Eye Reflex Laboratory su progetto della giornalista, critica e curatrice Irene Alison, in uscita nel 2017 e in prevendita sul sito www.dollseyereflex.org.  
 

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