venerdì 22 novembre 2019
 
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Il cliente viaggiatore ha sempre ragione. Davvero? O quasi?

Giugno 2019 - Cambia la legge, cambia l'itinerario della crociera. L'amministrazione Trump vara infatti un decreto in base al quale le navi in partenza dagli States non posso più raggiungere Cuba, e di conseguenza MSC Armonia, così come altre compagnie (si parla di 800.000 passeggeri interessati), si vede costretta a modificare il proprio itinerario che partendo da Miami prevedeva (tra le altre tappe) di raggiungere l'Havana per una sosta di due giorni. 
Un cambio di rotta inevitabile, direte voi, si può contestare la decisione degli U.s.a. ma certo non la scelta della compagnia di crociera di seguire le legge. Il problema è che non l'hanno pensata così i passeggeri a bordo, che hanno lanciato una vera e propria rivolta.
Per la tappa cancellata? Per il mancato sogno di poter vedere la capitale cubana?
Niente di tutto questo. Semplicemente perchè hanno ritenuto poco congruo il rimborso di 200 dollari sotto forma di buono da spendere a bordo per sopperire al "disagio". Nemmeno quando l'importo è stato portato a 400 si è pacata rabbia, perchè chi era in formula all inclusive ha contestato il fatto che avrebbe potuto utilizzarlo solo per servizi magari non rischiesti come nella Spa o per la gioielleria di bordo, piacevole ma futile.
Dov è allora il confine tra disagio e rimborso? E' vero che spesso le compagnie di crociera sono molto caute nel concedere rimborsi, buoni e regalie (considerando che i passeggeri sono sempre migliaia e migliaia è facile intuire il perchè) ma in questo caso non posso schierarmi con i clienti, perchè non si è certo trattato di una mancanza da parte della nave e del suo equipaggio.
Il...

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