venerdì 28 luglio 2017
 
 
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Enogastronomia

Luglio/Agosto 2017 - Mancano pochi mesi alla prima edizione milanese di FormaggItalia, manifestazione dedicata alle eccellenze casearie italiane che si terrà a Milano a Palazzo delle Stelline il prossimo ottobre, ci teniamo pertanto a segnalarvi alcune delle realtà casearie italiane che vi prenderanno parte e che testimoniano l’attenzione alla selezione che si sta svolgendo. Con Lombardia, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino, Val D'Aosta, Veneto sono ad oggi 13 le regioni italiane rappresentate e più di 30 i prodotti caseari presenti, tra cui il Canestrato Moliterno IGP, la Casatella Trevigiana DOP, il Parmigiano Reggiano DOP e il Salva Cremasco DOP.
Achille Arioli - Gorgonzola DOP, pasta ripiena
Azienda Agricola Bagnod - Fontina DOP d'alpeggio, Grangessato d'Ayas
Azienda Agricola Monzitta e Fiori - Formaggi tipici sardi
Azienda Agricola San Faustino - Formaggi d'Alpeggio, Formaggio Fatulì
Brema alimentari - Erborinati affinati, freschi a latte crudo
Capriz - Formaggi a pasta morbida di capra Caprizino, Hoffer's e di mucca Truffelo
Caseificio Artigiana - Burrata e altre specialità casearie
Caseificio Castellan Urbano- Stracchino di capra e biologico
Caseificio Cavalli - Canestrato Moliterno IGP
Caseificio f.lli Castellan - Casatella Trevigiana DOP, stracchino, caciotte
Caseificio La Fonte Nuova - Formaggi a pasta filata, freschi, semifreschi e stagionati
Caseificio Lavialattea - Formaggio di capra a latte crudo
Caseificio Pupatella - Mozzarella di Bufala campana e derivati pugliesi
Caseificio Rabbia - Raschera, Bra tenero DOP, (lavoraz. solo a latte crudo)
De Magi - Formaggi affinati
Flavio Fabbris di Business & Co. importatore e distributore di La Senape di Antonio - Varietà di senapi artigianali
La Medesanese - Parmigiano Reggiano DOP, Formaggio "La Medesanese"
La Peta - Formaggi a latte crudo di capra freschi e stagionati
Latteria Sociale Valtellina - Bitto DOP, Valtellina Casera DOP
Le Marmellate di Rosi - Az. Agr. Frutteto Antico -  Composte per formaggi
Mazzoleni formaggi - Taleggio, quartirolo e specialità casearie
MDF Formaggi - Salva Cremasco DOP, San Toscano Cremasco 
Pardor - Formaggi latte vaccino, formaggi latte ovino (crema di ricotta)
Petrucci Formaggi - Formaggi stagionati e semi-stagionati
Progetto Natura - Ragusano DOP, lattiero caseari
Salvatore Bussu - Fiore Sardop Bio DOP (stagionata)
SisAgro - Latte caprino

Aggiungiamo inoltre una dichiarazione dell'organizzatore della mostra Lamberto Rubini, che a questa edizione sta dedicando particolare attenzione:
FormaggItalia nasce da una passione personale nei confronti di un prodotto che è parte integrante del nostro patrimonio agroalimentare italiano: il formaggio. Questa passione mi ha portato a visitare e scoprire tanti piccoli e medi produttori e mi ha consentito di apprezzare ancora più nel profondo realtà che da sole, senza alcun clamore, riescono ancora oggi a portare sulle nostre tavole degli aromi e dei profumi unici e inimitabili, garanti di una qualità fatta di dedizione, sacrificio e grande preparazione tecnica. Tutto questo vorrei trasferirlo e presentarlo a FormaggItalia; i produttori che parteciperanno a questa prima edizione sono il frutto di una ricerca capillare, attenta alla qualità e all'unicità del prodotto e speriamo che il pubblico che ci verrà a trovare il prossimo 27-28-29 ottobre saprà aprezzare le nostre scelte”.
 

Maggio 2017 - Arriva di nuovo Slow Fish 2017, l’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare che coniuga la convivialità alla conoscenza scientifica e alle buone pratiche, dall’educazione al gusto all’impegno per la tutela degli ecosistemi acquatici, offre la possibilità di incontrare i protagonisti della cultura gastronomica e della ristorazione regionale. Come ogni due anni, Slow Fish – organizzato dall’associazione Slow Food Italia e dalla Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – approda al Porto Antico di Genova dal 18 al 21 maggio 2017 con i suoi protagonisti.

La Regione Lombardia partecipa alla manifestazione con uno spazio e un calendario di appuntamenti dedicati al territorio lombardo.
Il programma completo e le ultime novità sono su www.slowfood.it

Due sono gli incontri in cui approfondire le storie legate alla rete dei Presìdi Slow Food lombardi: 

Giovedì 18 maggio, ore 10,30, Blue Food Green Future: Milano e i consumi di pescato, Casa Slow Food, Aula Italia
Milano è uno dei maggiori mercati del pesce in Italia, dove si concentrano arrivi da tutto il mondo e in misura sempre più ridotta dal Mediterraneo. Conoscere le specie ittiche, la loro provenienza, informare i consumatori per un utilizzo consapevole diventa un imperativo. I problemi connessi al consumo di pesce riguardano Milano e i territori non costieri. Blue Food Green Future, nato nel 2015 in contemporanea di Expo, intende sensibilizzare i consumatori rispetto alla tutela della biodiversità marina, patrimonio irrinunciabile per le future generazioni.
Intervengono: Francesco Corretto, segretario Slow Food Milano; Roberto Di Lernia, biologo; Greg Nowell, fondatore Ong Shark Lab Malta; Erika Brighitta, collaboratrice Shark Lab Malta.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sabato 20 maggio, ore 10:30, Porto Antico - Lago di Garda: c’è ben altro oltre il turismo - Casa Slow Food, Aula Italia
Il lago di Garda è un luogo di villeggiatura per gli uni, meta di vacanze e gite per altri ma grande fonte di ricchezza per i gardesani, che da molti secoli ci vivono. Il clima e la morfologia del territorio definiscono vegetazione e coltivazioni tipiche, tra vigna e olivo. La pesca, tra una sponda e l’altra, costituiva un’attività fluente e redditizia. Oggi la comunità di pesca soprattutto sul versante veronese, dove esiste una cooperativa chiamata “Cooperativa fra Pescatori del Garda”, raggruppa una trentina di persone. Mentre sulla sponda bresciana, si contano una cinquantina di pescatori professionisti. Degustando sarde di lago, tartine di lavarello e Bardolino, ne parliamo con: Mauro Pasquali, presidente Slow Food Veneto; Enrica Agostini, presidente Slow Food Lombardia.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

A Slow Fish è possibile cenare con i grandi nomi della gastronomia italiana. Durante gli Appuntamenti a Tavola i protagonisti sono piatti che parlano di acque dolci e mari aperti, godendo dell'affascinante vista di Eataly Genova. E per quest'edizione, la Lombardia la fa da padrona, con un bel tris di appuntamenti:

 ·              Giovedì 18 maggio, ore 20,30, Corrado Scaglione e Valeria Mosca: impasti selvatici, tra terra e mare – Eataly Genova 
Corrado Scaglione, brianzolo doc, ha fatto della verace pizza napoletana una delle sue ragioni di vita. All’Enosteria Lipen, Corrado mette in scena quotidianamente il frutto di studio e passione, sfornando capolavori fatti di lunghe lievitazioni e del giusto mix di lievito madre e lievito di birra. Altra brianzola e altra storia quella di Valeria Mosca, un po’ ricercatrice, un po’ cuoca, un po’ forager, che a Desio ha dato vita al Wood*ing, un wild food lab in cui lei e i suoi collaboratori si occupano di dare valore al cibo selvatico in ogni sua forma. Corrado e Valeria hanno messo a punto per Slow Fish diversi impasti, lavorando con “farine di sussistenza” ricavate da fiori e piante edibili unite a quelle di frumento e diverse guarnizioni in un percorso che tocca la classicità marinara per poi salpare verso il mare aperto.

·              Venerdì 19 maggio, ore 20,30, Luigi Taglienti: Liguria andata e ritorno – Eataly Genova
Graffiante, pulita, netta, affilata, quattro aggettivi che ben rappresentano la cucina dello chef Luigi Taglienti. Savonese puro sangue, ligure nel cuore e nel midollo, Luigi è senza dubbio uno dei talenti più cristallini della cucina italiana. Il suo percorso è costellato da collaborazioni con maestri del calibro di Ezio Santin e Carlo Cracco, per citarne alcuni, dai quali apprende passione e visione, non prima però di aver fatto sue le basi della cucina, le tecniche e la tradizione. Partito dalla Liguria, il suo viaggio prosegue in Piemonte, in quelle Antiche Contrade chiacchieratissime durante il suo soggiorno, e poi in Lombardia, lasciando il segno ovunque, dal Trussardi a Palazzo Parigi. Ora è alla guida del Lume, aperto da meno di un anno e che ha già ottenuto la sua prima stella Michelin. Nell’elegante sala del ristorante Il Marin, Luigi presenta il suo viaggio declinato in un percorso in cui la Liguria è il punto di partenza e quello di arrivo.

·       Sabato 20 maggio, ore 20,30, Capitani coraggiosi – Eataly Genova 
Ci sono un colombiano, un giapponese, un italiano e un italiano emigrato a Copenaghen… Potrebbe iniziare così questa storia, che parla di giovani capitani coraggiosi, pirati di diversi mari ognuno al comando della propria brigata o ciurma. Roy Caceres, colombiano, alla soglia dei 40, propone nel suo Metamorfosi in zona Parioli a Roma, una cucina avvolgente ed emotiva, divertendosi e facendo divertire. Yoji Tokuyoshi, si è ormai liberato definitivamente dell’etichetta di “ex sous chef di Massimo Bottura” e nel suo ristorante, il Tokuyoshi a Milano, i piatti parlano italiano nei prodotti e giapponese nelle tecniche e nell’interpretazione. Elvio Milleri, ha seguito e raggiunto la sua stella a Copenaghen, dove al grido di Era Ora, il nome del suo ristorante, unisce la cultura italiana a quella scandinava. Punteranno la bussola in direzione di Genova Porto Antico, dove, ad accoglierli e a condividere con loro la cambusa del Marin, all’interno di Eataly Genova, c’è Marco Visciola che mette sul piatto la sua cucina contemporanea, fatta di grande tradizione contaminata con metodi e cotture all’avanguardia. 

E non è finita. La Lombardia è al centro dell'attenzione anche per via della pizza. L'evento Pizza n'fish, infatti, dimostra che impastare, condire e sfornare materie prime di stagione del proprio territorio permette di creare alchimie degustative senza pari. Corrado Scaglione, brianzolo dell'Enosteria Lipen, è presente al Porto Antico nella Piazza delle Feste dalle 12 alle 24 di Venerdì 19 maggio, per presentare le sue rivisitazioni della tradizionale pizza napoletana, ovviamente a tema pesce

Febbraio 2017 - Prendiamo a prestito il titolo del concorso internazionale, dedicato al packaging e all’abbigliaggio degli olii da olive organizzato da “Olioofficina”, la creazione di Luigi Caricato, uno dei massimi esperti del mondo oleario italiano ed internazionale, per entrare nell’atmosfera di Olioofficina Festival 2017, di scena a Milano nella sua sesta edizione all’inizio di Febbraio.
Un festival dedicato esclusivamente agli olii ed ai grassi da condimento ma con un focus particolare rivolto all’ olio extravergine d’oliva nelle sue innumerevoli declinazioni.
 
Nelle varie conferenze e forum che si sono succeduti nei tre giorni di kermesse, sono stati trattati diversi temi relativi all’olio, dalla sua produzione al suo impiego ed alla sua degustazione con molte riflessioni sulle responsabilità dei produttori, dei distributori e dei consumatori.
 
Partendo dai numeri – e l’Italia, nel mondo dell’olio extravergine, i numeri li ha – è utile sottolineare che il territorio italiano vanta il maggior patrimonio varietale del mondo per le olive da olio, con più di 500 “cultivar” (le specie diverse di olive) e con ben 45 D.O.P. (Denominazioni di Origine Protetta) riconosciute dall’Unione Europea per gli olii extravergini di qualità.
 
Negli ultimi anni, purtroppo, si è verificato un consistente - ed in alcuni casi drammatico - calo della produzione di olive come conseguenza della comparsa di infestanti come la mosca olearia e la ben più pericolosa Xylella, un devastante batterio che ha fatto scempio di ulivi nel Salento.
Pur non incidendo in maniera sensibile sulla qualità degli olii prodotti, il risultato è stato un calo complessivo, nel 2016, del 50% dell’olio extravergine prodotto in Italia rispetto alla scorsa annata.
Va da sé che anche i prezzi degli olii extravergini italiani subiranno ritocchi consistenti, favorendo ulteriormente l’acquisto di olii di provenienza estera (Spagna e Grecia, in prevalenza) spesso di livello qualitativo piuttosto mediocre. Basti sapere che la Spagna ha raggiunto, nel 2016, un livello produttivo pari a 8 volte quello dell’olio extravergine italiano…
 
Nel mondo però, al nostro olio viene riconosciuta l’indubbia supremazia qualitativa e l’identificazione dei marchi italiani con l’olio di qualità è automatica, anche se molti prodotti con marchi italiani di larga diffusione sugli scaffali dei supermercati sono esclusivamente composti da olii spagnoli ed i marchi stessi sono di proprietà iberica.
 
Purtroppo, come per molte altre categorie di prodotti del comparto agro-alimentare, tra i consumatori c’è molta confusione ed ignoranza e le convenienze dei grandi produttori non favoriscono certo la corretta informazione.
Vedasi, come buon esempio, il recente “caso” dell’olio di palma sul quale si è fatta a nostro avviso (e non solo…), una scientifica opera di disinformazione verso i consumatori, i cui obiettivi erano esclusivamente economici e solo parzialmente riferibili alle millantate pruderie ambientaliste e praticamente per nulla collegati a rischi per la salute dei consumatori.
 
E’ pur vero che, tornando all’extravergine nazionale, anche i casi di frode alimentare sugli olii italiani in commercio, talvolta anche a Denominazione di Origine Protetta, che periodicamente mettono in allarme il pubblico italiano, non stimolano certamente la fiducia del consumatore medio verso i prodotti di qualità ed a quel punto si finisce, purtroppo, per andare sui prodotti a prezzo più basso, immancabilmente di origine estera.
 
E’ quindi a nostro avviso importante una corretta e maggiore informazione sull’olio extravergine made in Italy ma anche una particolare attenzione da parte del consumatore a ciò che acquista e consuma: alla fine tutto ciò entra nel nostro organismo!
 
Ad esempio, un’ottima soluzione per migliorare il livello qualitativo del consumo e contemporaneamente risparmiare qualcosa può essere quella di differenziare gli olii utilizzati in cucina, a casa come nella ristorazione: un olio (sempre extravergine!) più “economico” per le cotture ed un olio italiano, preferibilmente D.O.P., con il gusto preferito per i condimenti a crudo.
 
Fabio Tollis

Novembre/Dicembre 2016 - L’Italia, con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 kg, è il primo Paese produttore di riso dell’Unione Europea e l’alta qualità della produzione lo differenzia nettamente da quello di importazione, con provenienza prevalentemente asiatica.
 
La tutela del prodotto nazionale ed europeo è però poco sentita da parte delle istituzioni comunitarie. Infatti, nonostante le raccomandazioni più volte inviate nel corso del 2015 ai governi di Cambogia e Myanmar, maggiori concorrenti dei produttori europei per quanto riguarda la varietà “Indica”, per un contenimento delle esportazioni verso l’Europa, i due stati asiatici hanno ulteriormente incrementato i loro volumi di export in assenza di dazi, aboliti già dal 2009.
 
Una missione conciliatoria, organizzata dalla Commissione Europea nel mese di Luglio in Cambogia, non ha dato alcun frutto e la preoccupazione dei risicultori italiani cresce.
L’Ente Italiano Risi, organismo che li rappresenta ed attivo fin dal 1931, gioca quindi la sua carta per tentare di salvaguardare le prossime campagne, organizzando un incontro dei produttori europei a Milano, nel gennaio 2017, per fare fronte comune chiedendo alla Commissione Europea il ripristino dei dazi.
 
Le ripercussioni della sensibile diminuzione delle esportazioni di riso Indica prodotto in Italia, sempre di alto livello qualitativo, si sono già fatte sentire pesantemente. Basti pensare che nel corso degli ultimi due anni, la superficie nazionale destinata alla produzione di questa varietà, molto utilizzata soprattutto nel nord Europa, si è praticamente dimezzata, non riuscendo più i produttori a collocare il proprio prodotto sul mercato a causa dei prezzi sensibilmente più ridotti praticati dagli esportatori Cambogiani e Birmani.
 
A memoria della nostra tradizione, è importante ricordare che il riso rappresenta da sempre uno degli alimenti più utilizzati, da nord a sud, nelle specialità gastronomiche della penisola. Il risotto, ad esempio, che si prepara esclusivamente con varietà di riso prodotte in Italia, è un prodotto tipico del “food made in Italy” non a caso celebrato anche nel recente Expo2015. Ma anche gli arancini siciliani, la tiella di patate e cozze barese, il sartù napoletano sono altri esempi di piatti tipici di aree del nostro Paese, per di più non produttrici di riso.

Vale quindi la pena, a nostro avviso, difendere il nostro “mare a quadretti” (come vengono affettuosamente definiti i campi di riso allagati), i nostri eccellenti prodotti, le ben 4265 aziende risicole e le circa 100 industrie risiere italiane della filiera che esportano circa i 2/3 della produzione, sempre molto apprezzata in tutto il mondo.
E non solo per motivi puramente economici ma anche culturali.
 
 Fabio Tollis

Ottobre 2016 - Regione più giovane d’Italia e turisticamente semisconosciuta, almeno nella parte montana della provincia di Isernia, il piccolo Molise nasconde inaspettate sorprese.
 
Le radici storiche sono saldamente ancorate alle popolazioni Sannitiche presenti sul territorio sin dal VI secolo a.C. che ha lasciato importanti testimonianze archeologiche e culturali.
Per molto tempo si è associato il Molise al vicino Abruzzo, con il quale ha in comune molte tradizioni popolari, compresa la cultura gastronomica. Solo recentemente i molisani hanno orgogliosamente iniziato a rivendicare le loro unicità, valorizzando quanto di più tipico offre la loro antica tradizione artigianale e culinaria: abbiamo girovagato nella provincia Isernina alla loro scoperta.
 
Il piccolo borgo di Agnone rappresenta da secoli il centro artigianale più importante della zona. Già conosciuto per una famosa fabbrica di campane e, fino al secolo scorso, per le fonderie di rame e per la sua pregiata lavorazione, oggi conta un buon numero di caseifici dediti alla produzione, tra l’altro, di ottimi Caciocavalli con il latte delle vacche locali e della “Stracciata”, che può essere definita come una striscia di mozzarella sottile ripiegata su sé stessa a formare un piccolo panetto. Due formaggi a pasta filata molto diversi tra loro ma entrambi sublimi al palato.
 
Salendo dagli 800 metri s.l.m. di Agnone verso l’Abruzzo, si incontrano diversi piccoli agriturismi che offrono servizi di ristorazione con prodotti e specialità locali. E’ qui che abbiamo assaggiato le “Pallotte casc’e ova”, deliziose palle di pane e formaggio cotte nel pomodoro ma anche la Trippa in umido, i Fegatini d’agnello, la Scamorza di pasta di Caciocavallo alla brace e le Sagne, pasta fresca di tradizione Abruzzese per lo più condita con il ragù d’agnello.
Sempre degne di nota le selezioni di formaggi tra i quali spicca, insieme a tanti vaccini a pasta filata, un ottimo pecorino dell’unico produttore della zona.
A circa 1.400 metri s.l.m. incontriamo Capracotta, incantevole borgo con panorami a perdita d’occhio sulle montagne molisane e sul massiccio abruzzese della Majella.
Qui, d’inverno, è la neve a farla da padrona, offrendo anche un comprensorio sciistico per gli amanti del fondo.
L’impressione è di essere tornati indietro nel tempo, con ritmi più lenti, silenzi e tanta natura.
 
La tappa successiva è a Vastogirardi, un paesino appoggiato sulla vetta di una montagna a 1.200 metri di altezza. Ci colpisce la particolarità del centro storico, con l’ingresso da una piccola porta, in salita, in una suggestiva piazzetta contornata da case disposte in semicerchio con la chiesa in pietra ed il castello Angioino sul lato opposto.
In un piccolo e caratteristico ristorante con un arredamento che ricorda una stube tirolese, abbiamo degustato altre specialità locali: paste ripiene condite con tartufo e gli immancabili Arrosticini di agnello.
 
Purtroppo le altezze non consentono la coltivazione della vite e per trovare qualche produttore vinicolo siamo scesi vicino ad Isernia.
Abbiamo incontrato nel paese di Pozzilli l’azienda L’Arco Antico, produttrice di vini ed olio. Le uve coltivate sono prevalentemente Montepulciano e l’autoctona e particolare Tintilia per i rossi e Trebbiano e Malvasia per i bianchi. Relativamente giovane e condotta da Alessandro Melone, appassionato oli-viticultore ed ex promotore finanziario, sta iniziando anche la produzione di Pentro d’Isernia, unica D.O.C. della provincia a base di Montepulciano e Tintilia, attualmente ancora in affinamento.
Più blasonata, l’azienda Campi Valerio di Antonio Valerio a Monteroduni,.
Oltre alla produzione dei tradizionali bianchi, rosati e rossi del Molise, di una Tintilia invecchiata in barriques per 24 mesi e di un importante Pentro d’Isernia D.O.C., per i quali si è avvalso anche della collaborazione del famoso enologo Riccardo Cotarella, da qualche anno si cimenta nella creazione di uno spumante a metodo classico da uve Falanghina denominato “Lare” con un importante affinamento di 60 mesi in bottiglia.
 
La produzione vinicola più importante della regione è però situata nella provincia di Campobasso ma questo ve lo racconteremo un’altra volta…
 
Fabio Tollis
 

Settembre 2016 - Dal 23 al 25 settembre la 59° edizione della storica manifestazione enogastronomica, nata per celebrare la fine del lavoro dei campi e della vendemmia. Tra le iniziative in programma, la Marcia dell’Uva e la Gibostorica, tra i vigneti di Müller Thurgau, Schiava, Chardonnay e Pinot Grigio, oltre alla tradizionale sfilata di carri allegorici a tema.
 
Se si è in cerca di un’occasione per visitare la Valle di Cembra, uno dei luoghi più suggestivi e caratteristici ma forse meno noti del Trentino, la Festa dell’Uva di Verla di Giovo è sicuramente l’occasione ideale. Una tre giorni, da venerdì 23 a domenica 25 settembre, in cui la comunità si incontra e apre le porte ai numerosissimi ospiti che accorrono per festeggiare la fine del lavoro nei campi e della vendemmia e per ammirare i tipici terrazzamenti vitati della valle, che corrono lungo quasi 800 km di muretti a secco e recentemente riconosciuti paesaggio storico d’Italia, spennellati dai primi colori dell’autunno.
 
Tra enogastronomia, spettacoli, eventi culturali, grandi appuntamenti sportivi e la immancabile sfilata dei carri allegorici, la Festa dell’Uva rappresenta una delle manifestazioni più longeve del territorio, nata nel lontano 1958.
Nel corso della kermesse, diverse le iniziative per esplorare i borghi arroccati della zona e i vitigni che ne costituiscono l’affascinante cornice, dove nascono Müller Thurgau, Schiava, Chardonnay e Pinot Grigio che qui acquistano caratteristiche ancora più speciali visto il particolareterroir e l’influente presenza del porfido, la roccia rossa tipica di questa valle.
 
Tra gli appuntamenti più rappresentativi, la Gibostorica, ciclostorica vintage su sterrato, dedicata al ciclista Gilberto Simoni, originario di questa vallata, in programma sabato 24 settembre, ore 10.30; l’8° edizione del Palio dei Congiai, la divertente corsa tra le vie del paese con grandi gerle piene di acqua, in programma nella stessa giornata, alle  21.30; la 28° edizione della Marcia dell’Uva, gara podistica non competitiva che ogni anno richiama un migliaio di partecipanti e che si snoda su tre percorsi tra masi e vitigni, in programma domenica 25 settembre alle ore 9.00 ma, soprattutto appunto, la tradizionale sfilata dei carri allegorici, in programma sempre la domenica ma alle 14.30, con la quale – da 59 anni – la Festa dell’Uva rende onore al tema del vino e della vendemmia.
 
Un momento di festa che riunisce intorno alle vie del centro tutti gli abitanti e i visitatori, pronti ad ammirare le creazioni che per un anno hanno occupato i gruppi di volontari che si sono cimentati nella realizzazione, e che – novità 2016 – verrà anticipato in una sfilata notturna in programma per sabato sera, quando un carro allegorico scenograficamente illuminato e animato dai bambini ravviverà la serata con luci e colori.
 
Interessante, inoltre, per tutti i winelovers, la possibilità il sabato sera di accedere alle visite guidate nelle “caneve fonde”, le cantine sotterranee, alla scoperta degli antichi segreti della vinificazione, ma anche la premiazione del II concorso letterario Dalla Terra al Vino, l’esibizioneElgrandeuanelmostdevin, pittura live con mosto e vino, e le degustazioni di vini presso lo stand#Tasto_Dentro e presso la Corte Bacco. Qui, in particolare, vi saranno a disposizione del pubblico le migliori produzioni del territorio: il Müller Thuragu Petramontis e Teroldego Petramontis di Cantina Villa Corniole, il Müller Thurgau, il Pinot Nero, la Schiava, il Sauvignon, l’Ororosso Trentodoc Metodo Classico di Cembra Cantina di Montagna, Cantina La-Vis, il Müller Thurgau e il Kerner di Azienda Agricola Zanotelli, il Trentino Nosiola DOC 2015 di Azienda Agricola Maso Poli, il Nosiola 2015 e il Moscato Giallo 2015 di Bolognani Azienda Vinicola, il Maso Nero, il Nosiola e il Teroldego di Azienda Agricola Zeni, il Sauvignon 2015 e il Pinot Nero 2013 di Azienda Agricola Fontana Graziano, l’Opera Trentodoc Millesimato Brut 2010 e Trentodoc Rosè Noir di Opera Vitivinicola in Val di Cembra.
 
Grazie alla collaborazione con il Trentino Alto Adige dei Bambini, inoltre, anche i più piccoli potranno partecipare ad attività adatte a loro, con giochi e spettacoli orientati a valorizzare uva e in programma sia il sabato che la domenica.
 
Programma completo su www.festadelluva.tn.it
 

 

 

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