mercoledì 30 settembre 2020
 
 
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Enogastronomia

Agosto/settembre 2020 - Nel cuore della Val d’Orcia, il Castello di Velona Resort - Thermal Spa & Winery offre ai suoi ospiti l’opportunità di vivere una vera e propria esperienza di vita, raccogliendo l’uva con i ragazzi della cantina, assaporando salumi e formaggi tipici e degustando il magnifico Brunello!
Questo castello medievale, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è oggi valorizzato da un’accoglienza tipicamente Made in Italy, all’insegna del buon gusto e del benessere.
La cura dei dettagli nell’arredamento si sposa, infatti, con la natura del paesaggio, caratterizzata da una sorgente di acqua vulcanica che sgorga a 85° C dal vicino Monte Amiata.
Da qui è nata l’idea di creare un’area del Castello dedicata al benessere, con camere dotate di vasca da bagno con acqua termale disponibile a uso privato, cabine massaggi, piscine e Spa.
La OliSpa, in particolare, è un’oasi di puro relax che si estende su una superficie di 1500 mq. Al suo interno, ogni angolo è pensato per offrire un’esperienza sensoriale completa, arricchita dalla presenza di terapiste esperte.
Parte dell’offerta del Castello consiste, poi, nella ricerca enogastronomica, proposta dal Ristorante Il Brunello, nell’ala storica della struttura, e dal Ristorante Settimo Senso, sorto nella nuova ala. Qui, immersi nel paesaggio, è possibile degustare vini pregiati e dell’ottimo olio d’oliva, tutti prodotti dall’azienda agricola del Castello.
Inoltre, proprio per il periodo della vendemmia, l’executive chef Riccardo Bacciottini ha realizzato un menu composto dalle ricette antiche della tradizione contadina toscana, abbinate a dei vini della Cantina del Castello di Velona.
Impossibile, quindi, non rimanere affascinati da questa location unica, pronta ad accogliere i suoi ospiti dal 6 al 30 settembre con un pacchetto esclusivo, per vivere in prima persona l’esperienza inimitabile della vendemmia.
 
F. M

Luglio 2020 – Questa estate, a partire dal mese di luglio, gli ospiti delle Suite del Relais Villa Crespi possono godere di un nuovo servizio esclusivo, la Cena sotto le Stelle.
Il giardino del Relais si trasformerà, infatti, nel nuovo spazio da sei tavoli per due del ristorante di Antonino Cannavacciuolo.
La Cena sotto le stelle, totalmente immersa nella privacy del parco privato di Villa Crespi, propone i Menu Degustazione Carpe Diem e Itinerario dal Sud al Nord Italia, oppure un menu à la Carte, per ritrovare i piatti tradizionali stellati dello Chef Antonino, abbinati ad una esclusiva degustazione di vini.
Gli ospiti saranno rapiti da un emozionante viaggio tra i sapori e la magica atmosfera delle sei principesche suite, dotate di letto a baldacchino, preziosi tessuti e storiche strutture, rigorosamente affacciate sul Lago d’Orta.
Nei pressi della Dimora è, inoltre, possibile visitare meravigliosi scorci, come il borgo di Orta San Giulio, l’omonima Isola, la Val Strona, il Monte Mottarone o il Lido di Gozzano che quest’anno ha conquistato l’ambita Bandiera Blu.
Per un soggiorno davvero indimenticabile è possibile prenotare su richiesta anche un percorso benessere all’interno della Wellness Suite o l’Esperienza in Cucina, dove nascono i piatti di Chef Antonino.
 
Veronica Elia

Maggio 2020 – Anche in Canton Ticino, il “salotto al sole” della Svizzera, il mangiar bene è una vera e propria arte. Che sia in un tipico grotto o in un ristorante stellato, la cucina è senza dubbio uno dei fiori all'occhiello del territorio, in quanto promuove l’utilizzo di materie prime locali genuine e gustose.
Al mercato del sabato, Bellinzona svela i suoi tesori. Lì circa 120 produttori della zona, dalle ore 8 alle ore 13, offrono i loro prodotti: frutta e verdura di stagione dalla Piana di Magadino, specialità di formaggio dalla Valle Leventina e dalla Valle di Muggio, insaccati prodotti secondo le antiche ricette della tradizione, pane croccante tipico ticinese e miele. Alla fine del mercato, da sempre luogo di incontro sia per cittadini che per turisti, i ristoranti del centro invitano i visitatori a fermarsi per pranzo con l’offerta de “il Piatto del mercato”, una sorta di menu del giorno ad un prezzo moderato.
Sempre in questa zona, nella suggestiva cornice dei castelli di Bellinzona, si ha anche l’occasione di gustare l’inimitabile salame, reso unico dalla sua stagionatura nelle cantine a volta del Castello di Montebello, che garantiscono il clima ideale per la sua maturazione. Ma il modo migliore per scoprire più da vicino questa deliziosa specialità ticinese è partecipare al workshop dedicato all’arte salumiera della legatura del salame, un evento unico nel suo genere che comprende anche la visita al castello e un aperitivo finale a base di vino e salumi locali. Chi lo desidera può inoltre visitare gratuitamente Sasso Corbaro e Castelgrande, gli altri due castelli che compongono il suggestivo complesso medievale dichiarato nel 2000 patrimonio mondiale UNESCO.
In uno scenario completamente diverso nel nord del Ticino sull’Alpe Piora, raggiungibile con una delle funicolari più ripide al mondo, è possibile scoprire i segreti del rinomato prosciutto crudo e visitare le caratteristiche cantine di affinamento.
Ad Airolo, invece, conoscere i formaggi più tipici e pregiati del Ticino è un’esperienza simpatica e curiosa grazie a un workshop “fai da te”: sotto la guida di un esperto casaro, i partecipanti hanno la possibilità di trasformare con le proprie mani il freschissimo latte alpino del San Gottardo in un delizioso formaggio. In seguito, le creazioni vengono messe a stagionare nelle cantine del Caseificio dimostrativo del Gottardo, ai piedi del passo omonimo, ed una volta raggiunta la giusta maturazione vengono spedite direttamente a casa, purché entro il territorio svizzero.
Sempre a proposito di formaggi, un’altra saporita scoperta è lo Zincarlìn della Valle di Muggio. Questo formaggio dal gusto intenso, prodotto in ogni casa fino al XIX secolo, con il passare del tempo è andato perduto, ma nel 2005 un gruppo di entusiasti locali ne ha rilanciato la produzione, conferendogli il marchio Slow Food.
E chi ha detto che nel Canton Ticino non si possano assaggiare un ottimo piatto di pasta o un gustoso risotto?
Al Pasta e Pesto di Lugano, per esempio, la pasta fatta in casa è una vera prelibatezza, mentre l’Azienda Agricola Terreni alla Maggia produce non solo polenta di mais, ma anche pasta fatta con farina di grano duro e riso confezionato in pacchi da un chilo, con cui sono riforniti tutti i negozi con l'etichetta “Riso nostrano ticinese”.
Infine, per i consumatori gluten-free, nella Valle Onsernone si assiste alla rinascita di una gustosa tradizione tipica di Vergeletto, la Farina Bóna, ottenuta dal mais tostato e usata per preparare torte, biscotti, spätzle, pane, pasta, zuppe, gelato, birra, liquori e creme spalmabili in un vero trionfo di creatività!
 
Veronica Elia

Aprile 2020 – La guida The WineHunter Award, premio ufficiale di Merano WineFestival, è ormai un punto di riferimento per gli appassionati dei prodotti enogastronomici di altissima qualità. Essa, oltre ad annoverare prodotti vitivinicoli, culinari, distillati e birre di assoluta eccellenza e qualità, permetterà di accedere alla rosa di prodotti che parteciperanno a Merano WineFestival (6-10 novembre 2020e alle sue anteprime.
Inoltre, il frutto della continua ricerca del suo ideatore, Helmuth Köcher, presenterà alcune novità anche nei criteri e nel formato. Per il 2020, infatti, la guida si regalerà un’imperdibile edizione cartacea che affiancherà quella digitale; mentre, per quanto riguarda l’assegnazione del punteggio, da quest’anno, per entrare nella guida, i prodotti nazionali e internazionali candidati dovranno raggiungere un punteggio minimo di 90/100.
Ecco quindi le tre storiche categorie delineate dalle nuove fasce di punteggio: Award Rosso (da 90 a 92,99 punti)Award Gold (da 93 a 94,99 punti) e Award Platinum (da 96 a 100 punti)
Durante il processo di valutazione dei vini interverranno nove commissioni (più una centrale) composte da tre persone scelte fra tecnici, sommelier, operatori di settore e giornalisti, che non potranno vedere le etichette, ma conosceranno soltanto i dati relativi al vitigno, al processo di vinificazione, all’annata, alla zona di provenienza e alla tipologia. La valutazione è di tipo visivo, olfattivo e gustativo e si basa sui criteri UIOE (Unione Internazionale degli Enologi) e OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino). 
Per le categorie Food, Spirits, Beer saranno presenti le tre relative commissioni, ognuna delle quali formata da tre valutatori e capeggiata da un esperto di settore.
Altri criteri fondamentali per la valutazione saranno, poi, la tradizione, l’artigianalità, il rispetto della territorialità e la sostenibilità dei processi produttivi. Del resto, come spiega lo stesso Helmuth Köcher: “È la qualità in più, quella che riesce a distinguere le cose e a renderle uniche nel tempo, l’elemento che io e le mie commissioni d’assaggio ricerchiamo durante le degustazioni del nostro percorso di selezione”.
 
F. M. 

Marzo 2020 – Si avvicina la primavera e, come ogni anno, in Trentino si celebra il suo arrivo con A tutto Nosiola, un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del buon bere e delle bellezze naturali.
Questa kermesse della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che nel 2020 si terrà dal 2 al 13 aprile nella zona della Valle dei Laghi e di tutto il territorio provinciale, promuove e valorizza il Nosiola, unico vitigno autoctono a bacca bianca trentino, e il Vino Santo, prezioso nettare ottenuto dalla torchiatura degli acini appassiti e dal successivo riposo per almeno 50 mesi in piccole botti di legno.
Tra le varie iniziative comprese all’interno della manifestazione ricordiamo le serate a Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino, a Trento, gli eventi Santo Nosiola (8 aprile) e Passito è passione (dal 9 all'11 aprile); da non perdere anche le giornate dedicate a La Nosiola a nord di Trento (2 e 3 aprile e dal 6 al 10 aprile) e quelle pensate per La Nosiola delle colline avisiane a Pressano di Lavis (dal 2 al 4 e dal 9 al 12 aprile).
Madonna delle Vittorie di Arco organizza, invece, Bouquet di Nosiola (dal 2 al 4 e dal 6 all'11 aprile) e Sfumature di Nosiola, (dal 2 al 4, il 6 e dall'8 all'11 aprile), due occasioni per degustare la Nosiola, il Vino Santo della Cantina di Toblino e la Grappa di Nosiola della Distilleria Marzadro.  
Dal 2 al 4 e dal 6 all'11 aprile si svolge, poi, Nosiola da gustare, un aperitivo presso Briciole Food&Drink di Rovereto, dove i prodotti locali incontrano la Nosiola di Castel Noarna; dal 2 al 13 aprile, l’Azienda Agricola Donati Marco di Mezzocorona invita gli enoappassionati a partecipare ad Aromi di Nosiola, mentre Hosteria Toblino di Sarche di Madruzzo propone Chi ben comincia…, sfizioso aperitivo con la Nosiola di Cantina di Toblino abbinato a proposte food. 
Tre Chiavi di lettura del Nosiola è il nome scelto dalla Locanda delle Tre Chiavi di Isera per gli aperitivi in programma dal 2 al 4 e dal 6 al 13 aprile; Dolcemente Nosiola è invece quello scelto da Dolcemente Marzari di Trento per le giornate dal 2 al 5 e dal 7 al 12 aprile. 
Inoltre, come da tradizione, in occasione di A tutto Nosiola alcuni ristoranti associati della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino proporranno sfiziosi abbinamenti tra piatti realizzati con prodotti trentini e Nosiola di diverse cantine, mentre sul versante vacanze non mancheranno allettanti proposte costruite su misura per ogni tipo di “winelover”. Quattro le alternative previste, tutte valide dal 2 al 13 aprile:
 

  1. Nosiola con gusto presso l'Hotel Garnì Lillà di Terlago di Vallelaghi: due notti e focus sulla Nosiola di Azienda Agricola Casimiro

  2. Tra Nosiola e sapori locali del B&B Alla Loggia dell'Imperatore di Levico Terme: tre notti e focus sulla Nosiola di Cavit

  3. Grappoli di Nosiola, presso l'8 Grappoli Agritur di Povo di Trento: due notti con focus sulla Nosiola di Cantine Monfort;

  4. Profumi di Nosiola e Vino Santo di Agriturismo Maso Petener di Vigo Lomaso di Comano Terme: due notti con focus sulle grappe di Nosiola e di Vino Santo di Maxentia.

 
Per maggiori informazioni sul #trentinowinefest visitate il sito Internet astetrentino.it/atuttonosiola.
 
F. M.

Febbraio 2020 – Presentata al Sigep la quarta edizione della Guida Gelaterie d’Italia 2020 del Gambero Rosso.
I maestri del freddo, per il 2020, hanno pensato ad un gelato sempre più “scientifico”, ma allo stesso tempo sempre più buono, sano e sostenibile, a conferma che studio, ricerca, sperimentazione e confronto sono indispensabili per dar valore a questa professione. 
“La guida Gelaterie d’Italia di Gambero Rosso è l’unica nel panorama italiano che valorizza quest’arte. Il gelato è un prodotto simbolo dell’italianità, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, capace di esaltare le straordinarie materie prime di alta qualità made in Italy.” afferma il Presidente di Gambero Rosso Paolo Cuccia.
Ma quanti e quali sono i vincitori dei famosi Coni del Gambero Rosso?
A vincere i Tre Coni sono ben 55 locali, di cui 12 nuovi ingressi: all’interno di questa classifica troviamo in testa la Lombardia con 11 gelaterie premiate, seguita da Emilia-Romagna con 8, Piemonte, Veneto e Lazio con 6, Toscana con 5, Liguria, Friuli-Venezia-Giulia, Campania e Sardegna con 2 e Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia con 1.
Per quanto riguarda i premi speciali, il Miglior Gelato Al Cioccolato è Lo Gnomo Gelato di Milano; il Gelatiere Emergente è Martina Francesconi della Gelateria Gelatina a Genova; il premio di Miglior Gelato Gastronomico lo conquista Golosi Di Natura a Gazzo (PD); mentre il Premio Sostenibilità va a Maison Corsini di Torino.
 
F. M.

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