martedì 21 novembre 2017
 
 
Indietro  Pagina 1 di 10  Avanti

Enogastronomia

Ottobre 2017 – E’ arrivato l’autunno e con esso i suoi colori, i suoi profumi e soprattutto le sue manifestazioni enogastronomiche.
Dal Nord al Sud Italia numerose sono le proposte per trascorrere un week end autunnale ricco di sapori.
 
Domenica 1 ottobre si aprono le danze con la tradizionale Festa del Pesce di Caorle, in provincia di Venezia, mentre in contemporanea in Emilia Romagna, rispettivamente a Longiano e a S. Cassiano, imperdibili la Festa dell’Uva e la quarantacinquesima Sagra della Polenta.
 
Domenica 8 ottobre, invece, si terrà la quarantottesima edizione della Sagra delle Castagne a Garbagna (AL); diverse le manifestazioni dedicate alle caldarroste anche in Liguria dove, sempre l’8 ottobre, passando per le province di Savona e di Imperia sarà possibile gustare il frutto simbolo dell’autunno.
 
Da non perdere inoltre, in quello stesso giorno dalle ore 9.30 alle ore 18.00, il celebre Marché au fort in Valle d’Aosta, grande vetrina dedicata alle eccellenze enogastronomiche della regione nel cuore del borgo medievale di Bard.
 
Nella provincia milanese da segnalare le seguenti iniziative: la Festa della Contadina del Riso e del Mais, il Mercatino Enogastronomico della Certosa (8 ottobre) e la Castagnata (22 ottobre) a Morimondo.
 
Il 22 del mese, nei dintorni di Ravenna, si terranno la Sagra della Porchetta di Mora Romagnola e la Fiera delle biodiversità, il 29, invece, avrà luogo la ventunesima edizione della Sagra dell’agnellone e del castrato.
 
A chiudere la rassegna citiamo infine Sapori d’Autunno di Pietrapertosa (PZ) che, dal 31 ottobre all’1 novembre, darà ai suoi visitatori la possibilità di gustare i piatti autunnali tipici del territorio lucano e di scoprire la creatività degli artisti locali e le bellezze naturali del paesaggio immerso all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Lucane.
 
Come dimenticare poi la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba dal 7 ottobre al 26 novembre e, per i più golosi, l’Eurochocolate 2017 che animerà la città di Perugia dal 13 al 22 ottobre.
 
Per quanto riguarda il tour dei vini, dal 6 all’8 ottobre, si consiglia di prendere parte alla più grande panoramica dei vini del Trasimeno: 15 le cantine da visitare e 14 i punti di ristoro allestiti, senza tralasciare i convegni, le premiazioni, la musica e l’animazione per i bambini.
 
In Piemonte numerose sono le degustazioni organizzate nella zona delle Langhe e del Monferrato e caratteristico è l’evento Taste Alba durante il quale, dal 22 settembre all’11 novembre, potrete visitare il centro storico della città in compagnia del Narratore del Vino, uno speciale food shopper che vi guiderà in un percorso a metà strada fra storia e gusto al costo di 22 Euro (17 Euro per i partecipanti minorenni).
 
Ricordiamo infine la celebre Morbegno in cantina, ormai giunta alla sua ventiduesima edizione, che durante l’ultimo week end di settembre e nei primi due di ottobre vi proporrà quattro diversi percorsi degustativi: verde (20 Euro), giallo e rosso (25 Euro) e oro (40 Euro).
 
Insomma, cosa aspettate? Accreditatevi per gli eventi più richiesti, l’estate 2018 è per ora lontana … per mettersi a dieta c’è ancora tempo!
 
Veronica Elia

Settembre 2017 -  Una serata alla scoperta della storia della città, con la visita di alcuni dei suoi edifici più evocativi che vantano un legame con il mondo del vino, ma anche un viaggio virtuale attraverso i territori più vocati alla viticoltura della provincia, con degustazione dei loro prodotti più rappresentativi, e un tuffo finale nella storia del cinema. Così la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino ha scelto di festeggiare la decima edizione di una delle sue rassegne più famose e partecipate, DOC-Denominazione di Origine Cinematografica, nata per celebrare il connubio tra enogastronomia e cinema attraverso visite guidate nelle più belle cantine e distillerie del Trentino seguite dalla visione di film sotto le stelle.
 
L'appuntamento è per venerdì 15 settembre, dalle 17.00 alle 23.00, nel centro storico di Trento. Dopo aver ricevuto ticket e calice presso il Teatro Sociale, i partecipanti potranno iniziare il loro viaggio di gusto alla scoperta delle specialità del Trentino secondo il percorso preferito.
 
Cinque le tappe previsteognuna dedicata ad un vino "testimonial" e al territorio di riferimento, raccontato da chi, giorno dopo giorno, lavora per promuoverli e valorizzarli, anche attraverso le manifestazioni enologiche che durante tutto il corso dell'anno vengono organizzate. In ogni location, l'ospite potrà scegliere tra numerose cantine presenti e tra due proposte food accompagnato da performance musicali live. A completare l'offerta beverage, in tutte le tappe ci sarà a disposizione Acqua Levico.
 
Palazzo Thun e Torre Mirana - Corte del Müller Thurgau
Via Belenzani 19
Tra le più significative residenze gentilizie della città, oggi sede municipale del Comune di Trento, Palazzo Thun ospiterà la Valle di Cembra e il suo vino simbolo, il Müller Thurgau. Dopo aver visitato gli spazi, tra cui le cantine storiche della casa-torre, si potrà degustare un calice di questo straordinario bianco scegliendo tra quelli di Azienda Agricola Marco DonatiAzienda Agricola Francesco MoserAzienda Agricola Pojer e SandriCantina Roverè della Luna AichholzCantine Mezzacorona-RotariCantine MonfortCavitCembra cantina di montagnaGaierhofVilla Corniole e Vivallis, in abbinata al Tortino con verdure dell'orto proposto da Locanda 2 Camini di Baselga di Pinè o al Soufflè di cipolla rossa e Carne Fumada con carpaccio di Carne Fumada su insalatina e citronette alla senape proposto da Maso Franch di Giovo. A raccontare il territorio, la Pro Loco di Giovo, che dal 22 al 24 settembre organizza la Festa dell'Uva a Verla di Giovo, e il Comitato organizzatore della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, in programma dal 28 giugno al 1 luglio 2018 a Cembra Lisignago.

Palazzo Roccabruna - Corte del Trentodoc
Via S. Trinità 24
Importante esempio di architettura manierista e sede dell'Enoteca Provinciale del TrentinoPalazzo Roccabruna omaggerà la zona di Trento e le bollicine di montagna Trentodoc. Dopo la visita guidata, si potrà degustare un Trentodoc a scelta tra quelli di Agraria Riva del GardaAzienda Agricola BalterAzienda Agricola Francesco MoserCantina AldenoCantina di IseraCantina EndrizziCantina Sociale di TrentoCantine Mezzacorona-RotariCavitCembra cantina di montagnaFerrari F.li LunelliGaierhof,  Maso MartisOpera Vitivinicola in Valdicembra, in abbinata agli Spaghettoni caserecci alla farina di mais Spin della Valsugana con ragù di salmerino e finferli di Osteria a "Le Due Spade" di Trento o ai  Canederlotti di pane nero, sesamo e porcini su vellutata di Trentingrana di Antica Trattoria 3 Garofani di Trento. Tra le sale del palazzo spazio anche alla manifestazione di massima valorizzazione del metodo classico trentino, ovvero Trentodoc Bollicine sulla città, in programma tra novembre e dicembre a Trento.
 
Palazzo Lodron Zippel - Corte del Marzemino
Piazza Lodron 31
Edificato sopra un antico quartiere della città, custodisce numerose sorprese, tra cui le impronte di alcuni tini che testimoniano la presenza di una caupona, ovvero la bottega di un vinaio. Quale luogo più adatto, dunque, per omaggiare la Vallagarina e degustare un calice di Marzemino, scegliendo tra quelli diAzienda Agricola GrigolettiCantina d'IseraCantina Mori Colli ZugnaCantine Mezzacorona-RotariCavitConcilioVivallis, abbinato al Fanzelto di Terragnolo con Luganega trentina e cappuccio grestano realizzato da Locanda delle Tre Chiavi di Isera o al piatto "Trilogia di montagna: parla il Vezzena" di Moja Ristorante di Rovereto. Nel corso della serata, si parlerà della prossima edizione de La Vigna Eccellente, in programma dal 27 al 29 ottobre ad Isera.
Palazzo Firmian - Corte del Teroldego Rotaliano
Via Galileo Galilei 1
Risalente ai primi anni del XVI secolo, Palazzo Firmian omaggia il mondo del vino con un ciclo di affreschi di epoca barocca in cui si narra della figura mitologica di Bacco. Gli ospiti potranno ammirarli scoprendo la Piana Rotaliana e degustando un calice di Teroldego Rotaliano, il vino rosso più rappresentativo della provincia, scegliendo tra quello di  Azienda Agricola Endrizzi ElioCantina Rotaliana di MezzolombardoCantina Endrizzi,Cantina Roverè della Luna AichholzCantine Mezzacorona-RotariCavitDorigatiGaierhofVilla Corniole, abbinato al Pane soffice di patate al burro di malga con speck e maionese ai lamponi e aceto di Teroldego creato dallo chef di PerBacco Ristorante di Mezzolombardo o al Tortino di sfoglia con Spressa delle Giudicarie DOP e verdure grestane con la sua fonduta del Ristorante Da Pino di Grumo di San Michele all'Adige.
Castello del Buonconsiglio - Corte di Nosiola e Vino Santo
Via Bernardo Clesio 5
Composto da una serie di edifici di epoche diverse, il Palazzo del Buonconsiglio rappresenta il più vasto e importante complesso monumentale del Trentino Alto Adige. Tante le cose da raccontare durante la visita, che toccherà anche le antiche cantine di Bernardo Clesio, al termine della quale si potrà scoprire il territorio della Valle dei Laghi e degustare un calice di Nosiola o Vino Santo scegliendo fra quelli di Azienda Agricola Gino PedrottiAzienda Agricola Francesco Poli,Azienda Agricola SalvettaCantina ToblinoCavitCembra cantina di montagnaMaxentia, abbinato al Tortino con fichi al Vino Santo Trentino e formaggio erborinato proposto da Hosteria Toblino di Sarche di Madruzzo o al Trittico del Buonconsiglio proposto da Ristorante Alfio di Dro. Spazio infine a DiVinNosiola, quando il vino si fa santo, manifestazione curata dall'APT Trento Monte Bondone e Valle dei Laghi in programma dal 25 marzo al 25 aprile 2018.
 
Il tutto si concluderà nuovamente in Piazza Cesare Battisti per un brindisi finale con la grappa trentina, grazie ad una selezione a cura dell'Istituto Tutela Grappa del Trentino proposta in abbinata al tortino alle noci realizzato da Panificio Pasticceria Tecchiolli oppure alla torta di fregoloti di Panificio Moderno. La piazza sarà dedicata a La notte degli alambicchi accesi, in programma dall'8 al 10 dicembre a Santa Massenza.
 
Spazio infine al cinema, all'interno del Teatro Sociale, con la proiezione di La strada del vino e Lumière! L'invenzione del cinematografo, che catapulteranno il pubblico in un nostalgico passato tutto da scoprire: il primo contributo è infatti un filmato realizzato alla fine degli anni Sessanta lungo la Strada del Vino, mentre il secondo racconta i primi esperimenti di cinema, con un mix di video realizzati tra il 1895 e il 1905 tra cui spezzoni famosissimi, come l'uscita dalle officine o l'arrivo del treno, e altri meno noti ma altrettanto affascinanti.
 
Un omaggio all'eccellenza e alla convivialità, dedicato ai winelovers, ai gastrofanatici, ai cinemaniaci e a chi ama viaggiare con la mente, con il cuore e con il palato.
 
Luglio/Agosto 2017 - Mancano pochi mesi alla prima edizione milanese di FormaggItalia, manifestazione dedicata alle eccellenze casearie italiane che si terrà a Milano a Palazzo delle Stelline il prossimo ottobre, ci teniamo pertanto a segnalarvi alcune delle realtà casearie italiane che vi prenderanno parte e che testimoniano l’attenzione alla selezione che si sta svolgendo. Con Lombardia, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino, Val D'Aosta, Veneto sono ad oggi 13 le regioni italiane rappresentate e più di 30 i prodotti caseari presenti, tra cui il Canestrato Moliterno IGP, la Casatella Trevigiana DOP, il Parmigiano Reggiano DOP e il Salva Cremasco DOP.
Achille Arioli - Gorgonzola DOP, pasta ripiena
Azienda Agricola Bagnod - Fontina DOP d'alpeggio, Grangessato d'Ayas
Azienda Agricola Monzitta e Fiori - Formaggi tipici sardi
Azienda Agricola San Faustino - Formaggi d'Alpeggio, Formaggio Fatulì
Brema alimentari - Erborinati affinati, freschi a latte crudo
Capriz - Formaggi a pasta morbida di capra Caprizino, Hoffer's e di mucca Truffelo
Caseificio Artigiana - Burrata e altre specialità casearie
Caseificio Castellan Urbano- Stracchino di capra e biologico
Caseificio Cavalli - Canestrato Moliterno IGP
Caseificio f.lli Castellan - Casatella Trevigiana DOP, stracchino, caciotte
Caseificio La Fonte Nuova - Formaggi a pasta filata, freschi, semifreschi e stagionati
Caseificio Lavialattea - Formaggio di capra a latte crudo
Caseificio Pupatella - Mozzarella di Bufala campana e derivati pugliesi
Caseificio Rabbia - Raschera, Bra tenero DOP, (lavoraz. solo a latte crudo)
De Magi - Formaggi affinati
Flavio Fabbris di Business & Co. importatore e distributore di La Senape di Antonio - Varietà di senapi artigianali
La Medesanese - Parmigiano Reggiano DOP, Formaggio "La Medesanese"
La Peta - Formaggi a latte crudo di capra freschi e stagionati
Latteria Sociale Valtellina - Bitto DOP, Valtellina Casera DOP
Le Marmellate di Rosi - Az. Agr. Frutteto Antico -  Composte per formaggi
Mazzoleni formaggi - Taleggio, quartirolo e specialità casearie
MDF Formaggi - Salva Cremasco DOP, San Toscano Cremasco 
Pardor - Formaggi latte vaccino, formaggi latte ovino (crema di ricotta)
Petrucci Formaggi - Formaggi stagionati e semi-stagionati
Progetto Natura - Ragusano DOP, lattiero caseari
Salvatore Bussu - Fiore Sardop Bio DOP (stagionata)
SisAgro - Latte caprino

Aggiungiamo inoltre una dichiarazione dell'organizzatore della mostra Lamberto Rubini, che a questa edizione sta dedicando particolare attenzione:
FormaggItalia nasce da una passione personale nei confronti di un prodotto che è parte integrante del nostro patrimonio agroalimentare italiano: il formaggio. Questa passione mi ha portato a visitare e scoprire tanti piccoli e medi produttori e mi ha consentito di apprezzare ancora più nel profondo realtà che da sole, senza alcun clamore, riescono ancora oggi a portare sulle nostre tavole degli aromi e dei profumi unici e inimitabili, garanti di una qualità fatta di dedizione, sacrificio e grande preparazione tecnica. Tutto questo vorrei trasferirlo e presentarlo a FormaggItalia; i produttori che parteciperanno a questa prima edizione sono il frutto di una ricerca capillare, attenta alla qualità e all'unicità del prodotto e speriamo che il pubblico che ci verrà a trovare il prossimo 27-28-29 ottobre saprà aprezzare le nostre scelte”.
 

Maggio 2017 - Arriva di nuovo Slow Fish 2017, l’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare che coniuga la convivialità alla conoscenza scientifica e alle buone pratiche, dall’educazione al gusto all’impegno per la tutela degli ecosistemi acquatici, offre la possibilità di incontrare i protagonisti della cultura gastronomica e della ristorazione regionale. Come ogni due anni, Slow Fish – organizzato dall’associazione Slow Food Italia e dalla Regione Liguria, in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – approda al Porto Antico di Genova dal 18 al 21 maggio 2017 con i suoi protagonisti.

La Regione Lombardia partecipa alla manifestazione con uno spazio e un calendario di appuntamenti dedicati al territorio lombardo.
Il programma completo e le ultime novità sono su www.slowfood.it

Due sono gli incontri in cui approfondire le storie legate alla rete dei Presìdi Slow Food lombardi: 

Giovedì 18 maggio, ore 10,30, Blue Food Green Future: Milano e i consumi di pescato, Casa Slow Food, Aula Italia
Milano è uno dei maggiori mercati del pesce in Italia, dove si concentrano arrivi da tutto il mondo e in misura sempre più ridotta dal Mediterraneo. Conoscere le specie ittiche, la loro provenienza, informare i consumatori per un utilizzo consapevole diventa un imperativo. I problemi connessi al consumo di pesce riguardano Milano e i territori non costieri. Blue Food Green Future, nato nel 2015 in contemporanea di Expo, intende sensibilizzare i consumatori rispetto alla tutela della biodiversità marina, patrimonio irrinunciabile per le future generazioni.
Intervengono: Francesco Corretto, segretario Slow Food Milano; Roberto Di Lernia, biologo; Greg Nowell, fondatore Ong Shark Lab Malta; Erika Brighitta, collaboratrice Shark Lab Malta.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sabato 20 maggio, ore 10:30, Porto Antico - Lago di Garda: c’è ben altro oltre il turismo - Casa Slow Food, Aula Italia
Il lago di Garda è un luogo di villeggiatura per gli uni, meta di vacanze e gite per altri ma grande fonte di ricchezza per i gardesani, che da molti secoli ci vivono. Il clima e la morfologia del territorio definiscono vegetazione e coltivazioni tipiche, tra vigna e olivo. La pesca, tra una sponda e l’altra, costituiva un’attività fluente e redditizia. Oggi la comunità di pesca soprattutto sul versante veronese, dove esiste una cooperativa chiamata “Cooperativa fra Pescatori del Garda”, raggruppa una trentina di persone. Mentre sulla sponda bresciana, si contano una cinquantina di pescatori professionisti. Degustando sarde di lago, tartine di lavarello e Bardolino, ne parliamo con: Mauro Pasquali, presidente Slow Food Veneto; Enrica Agostini, presidente Slow Food Lombardia.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

A Slow Fish è possibile cenare con i grandi nomi della gastronomia italiana. Durante gli Appuntamenti a Tavola i protagonisti sono piatti che parlano di acque dolci e mari aperti, godendo dell'affascinante vista di Eataly Genova. E per quest'edizione, la Lombardia la fa da padrona, con un bel tris di appuntamenti:

 ·              Giovedì 18 maggio, ore 20,30, Corrado Scaglione e Valeria Mosca: impasti selvatici, tra terra e mare – Eataly Genova 
Corrado Scaglione, brianzolo doc, ha fatto della verace pizza napoletana una delle sue ragioni di vita. All’Enosteria Lipen, Corrado mette in scena quotidianamente il frutto di studio e passione, sfornando capolavori fatti di lunghe lievitazioni e del giusto mix di lievito madre e lievito di birra. Altra brianzola e altra storia quella di Valeria Mosca, un po’ ricercatrice, un po’ cuoca, un po’ forager, che a Desio ha dato vita al Wood*ing, un wild food lab in cui lei e i suoi collaboratori si occupano di dare valore al cibo selvatico in ogni sua forma. Corrado e Valeria hanno messo a punto per Slow Fish diversi impasti, lavorando con “farine di sussistenza” ricavate da fiori e piante edibili unite a quelle di frumento e diverse guarnizioni in un percorso che tocca la classicità marinara per poi salpare verso il mare aperto.

·              Venerdì 19 maggio, ore 20,30, Luigi Taglienti: Liguria andata e ritorno – Eataly Genova
Graffiante, pulita, netta, affilata, quattro aggettivi che ben rappresentano la cucina dello chef Luigi Taglienti. Savonese puro sangue, ligure nel cuore e nel midollo, Luigi è senza dubbio uno dei talenti più cristallini della cucina italiana. Il suo percorso è costellato da collaborazioni con maestri del calibro di Ezio Santin e Carlo Cracco, per citarne alcuni, dai quali apprende passione e visione, non prima però di aver fatto sue le basi della cucina, le tecniche e la tradizione. Partito dalla Liguria, il suo viaggio prosegue in Piemonte, in quelle Antiche Contrade chiacchieratissime durante il suo soggiorno, e poi in Lombardia, lasciando il segno ovunque, dal Trussardi a Palazzo Parigi. Ora è alla guida del Lume, aperto da meno di un anno e che ha già ottenuto la sua prima stella Michelin. Nell’elegante sala del ristorante Il Marin, Luigi presenta il suo viaggio declinato in un percorso in cui la Liguria è il punto di partenza e quello di arrivo.

·       Sabato 20 maggio, ore 20,30, Capitani coraggiosi – Eataly Genova 
Ci sono un colombiano, un giapponese, un italiano e un italiano emigrato a Copenaghen… Potrebbe iniziare così questa storia, che parla di giovani capitani coraggiosi, pirati di diversi mari ognuno al comando della propria brigata o ciurma. Roy Caceres, colombiano, alla soglia dei 40, propone nel suo Metamorfosi in zona Parioli a Roma, una cucina avvolgente ed emotiva, divertendosi e facendo divertire. Yoji Tokuyoshi, si è ormai liberato definitivamente dell’etichetta di “ex sous chef di Massimo Bottura” e nel suo ristorante, il Tokuyoshi a Milano, i piatti parlano italiano nei prodotti e giapponese nelle tecniche e nell’interpretazione. Elvio Milleri, ha seguito e raggiunto la sua stella a Copenaghen, dove al grido di Era Ora, il nome del suo ristorante, unisce la cultura italiana a quella scandinava. Punteranno la bussola in direzione di Genova Porto Antico, dove, ad accoglierli e a condividere con loro la cambusa del Marin, all’interno di Eataly Genova, c’è Marco Visciola che mette sul piatto la sua cucina contemporanea, fatta di grande tradizione contaminata con metodi e cotture all’avanguardia. 

E non è finita. La Lombardia è al centro dell'attenzione anche per via della pizza. L'evento Pizza n'fish, infatti, dimostra che impastare, condire e sfornare materie prime di stagione del proprio territorio permette di creare alchimie degustative senza pari. Corrado Scaglione, brianzolo dell'Enosteria Lipen, è presente al Porto Antico nella Piazza delle Feste dalle 12 alle 24 di Venerdì 19 maggio, per presentare le sue rivisitazioni della tradizionale pizza napoletana, ovviamente a tema pesce

Febbraio 2017 - Prendiamo a prestito il titolo del concorso internazionale, dedicato al packaging e all’abbigliaggio degli olii da olive organizzato da “Olioofficina”, la creazione di Luigi Caricato, uno dei massimi esperti del mondo oleario italiano ed internazionale, per entrare nell’atmosfera di Olioofficina Festival 2017, di scena a Milano nella sua sesta edizione all’inizio di Febbraio.
Un festival dedicato esclusivamente agli olii ed ai grassi da condimento ma con un focus particolare rivolto all’ olio extravergine d’oliva nelle sue innumerevoli declinazioni.
 
Nelle varie conferenze e forum che si sono succeduti nei tre giorni di kermesse, sono stati trattati diversi temi relativi all’olio, dalla sua produzione al suo impiego ed alla sua degustazione con molte riflessioni sulle responsabilità dei produttori, dei distributori e dei consumatori.
 
Partendo dai numeri – e l’Italia, nel mondo dell’olio extravergine, i numeri li ha – è utile sottolineare che il territorio italiano vanta il maggior patrimonio varietale del mondo per le olive da olio, con più di 500 “cultivar” (le specie diverse di olive) e con ben 45 D.O.P. (Denominazioni di Origine Protetta) riconosciute dall’Unione Europea per gli olii extravergini di qualità.
 
Negli ultimi anni, purtroppo, si è verificato un consistente - ed in alcuni casi drammatico - calo della produzione di olive come conseguenza della comparsa di infestanti come la mosca olearia e la ben più pericolosa Xylella, un devastante batterio che ha fatto scempio di ulivi nel Salento.
Pur non incidendo in maniera sensibile sulla qualità degli olii prodotti, il risultato è stato un calo complessivo, nel 2016, del 50% dell’olio extravergine prodotto in Italia rispetto alla scorsa annata.
Va da sé che anche i prezzi degli olii extravergini italiani subiranno ritocchi consistenti, favorendo ulteriormente l’acquisto di olii di provenienza estera (Spagna e Grecia, in prevalenza) spesso di livello qualitativo piuttosto mediocre. Basti sapere che la Spagna ha raggiunto, nel 2016, un livello produttivo pari a 8 volte quello dell’olio extravergine italiano…
 
Nel mondo però, al nostro olio viene riconosciuta l’indubbia supremazia qualitativa e l’identificazione dei marchi italiani con l’olio di qualità è automatica, anche se molti prodotti con marchi italiani di larga diffusione sugli scaffali dei supermercati sono esclusivamente composti da olii spagnoli ed i marchi stessi sono di proprietà iberica.
 
Purtroppo, come per molte altre categorie di prodotti del comparto agro-alimentare, tra i consumatori c’è molta confusione ed ignoranza e le convenienze dei grandi produttori non favoriscono certo la corretta informazione.
Vedasi, come buon esempio, il recente “caso” dell’olio di palma sul quale si è fatta a nostro avviso (e non solo…), una scientifica opera di disinformazione verso i consumatori, i cui obiettivi erano esclusivamente economici e solo parzialmente riferibili alle millantate pruderie ambientaliste e praticamente per nulla collegati a rischi per la salute dei consumatori.
 
E’ pur vero che, tornando all’extravergine nazionale, anche i casi di frode alimentare sugli olii italiani in commercio, talvolta anche a Denominazione di Origine Protetta, che periodicamente mettono in allarme il pubblico italiano, non stimolano certamente la fiducia del consumatore medio verso i prodotti di qualità ed a quel punto si finisce, purtroppo, per andare sui prodotti a prezzo più basso, immancabilmente di origine estera.
 
E’ quindi a nostro avviso importante una corretta e maggiore informazione sull’olio extravergine made in Italy ma anche una particolare attenzione da parte del consumatore a ciò che acquista e consuma: alla fine tutto ciò entra nel nostro organismo!
 
Ad esempio, un’ottima soluzione per migliorare il livello qualitativo del consumo e contemporaneamente risparmiare qualcosa può essere quella di differenziare gli olii utilizzati in cucina, a casa come nella ristorazione: un olio (sempre extravergine!) più “economico” per le cotture ed un olio italiano, preferibilmente D.O.P., con il gusto preferito per i condimenti a crudo.
 
Fabio Tollis

Novembre/Dicembre 2016 - L’Italia, con i suoi 234 mila ettari coltivati a riso e un consumo pro capite annuo di 6 kg, è il primo Paese produttore di riso dell’Unione Europea e l’alta qualità della produzione lo differenzia nettamente da quello di importazione, con provenienza prevalentemente asiatica.
 
La tutela del prodotto nazionale ed europeo è però poco sentita da parte delle istituzioni comunitarie. Infatti, nonostante le raccomandazioni più volte inviate nel corso del 2015 ai governi di Cambogia e Myanmar, maggiori concorrenti dei produttori europei per quanto riguarda la varietà “Indica”, per un contenimento delle esportazioni verso l’Europa, i due stati asiatici hanno ulteriormente incrementato i loro volumi di export in assenza di dazi, aboliti già dal 2009.
 
Una missione conciliatoria, organizzata dalla Commissione Europea nel mese di Luglio in Cambogia, non ha dato alcun frutto e la preoccupazione dei risicultori italiani cresce.
L’Ente Italiano Risi, organismo che li rappresenta ed attivo fin dal 1931, gioca quindi la sua carta per tentare di salvaguardare le prossime campagne, organizzando un incontro dei produttori europei a Milano, nel gennaio 2017, per fare fronte comune chiedendo alla Commissione Europea il ripristino dei dazi.
 
Le ripercussioni della sensibile diminuzione delle esportazioni di riso Indica prodotto in Italia, sempre di alto livello qualitativo, si sono già fatte sentire pesantemente. Basti pensare che nel corso degli ultimi due anni, la superficie nazionale destinata alla produzione di questa varietà, molto utilizzata soprattutto nel nord Europa, si è praticamente dimezzata, non riuscendo più i produttori a collocare il proprio prodotto sul mercato a causa dei prezzi sensibilmente più ridotti praticati dagli esportatori Cambogiani e Birmani.
 
A memoria della nostra tradizione, è importante ricordare che il riso rappresenta da sempre uno degli alimenti più utilizzati, da nord a sud, nelle specialità gastronomiche della penisola. Il risotto, ad esempio, che si prepara esclusivamente con varietà di riso prodotte in Italia, è un prodotto tipico del “food made in Italy” non a caso celebrato anche nel recente Expo2015. Ma anche gli arancini siciliani, la tiella di patate e cozze barese, il sartù napoletano sono altri esempi di piatti tipici di aree del nostro Paese, per di più non produttrici di riso.

Vale quindi la pena, a nostro avviso, difendere il nostro “mare a quadretti” (come vengono affettuosamente definiti i campi di riso allagati), i nostri eccellenti prodotti, le ben 4265 aziende risicole e le circa 100 industrie risiere italiane della filiera che esportano circa i 2/3 della produzione, sempre molto apprezzata in tutto il mondo.
E non solo per motivi puramente economici ma anche culturali.
 
 Fabio Tollis

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano al n.236-01/06/12 - Direttore responsabile: Luca Mantegazza
© Giv sas edizioni, Milano - P.i. 04841380969