venerdì 15 novembre 2019
 
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Piccoli e grandi fallimenti aerei che lasciano a terra migliaia di passeggeri

Ottobre 2019 - Il quadro è molto semplice: fallisce la compagnia aerea, chi deve partire o rientrare non troverà l'aerobile ad attenderlo, mentre chi ha comprato il biglietto si ritrova in mano un pezzo di carta inutilizzabile. L'ultima in ordine di tempo a lasciare a terra nei vari scali migliaia di passeggeri (si parla di oltre 13000, non pochi direi) è la francese Aigle Azur, che a noi italiani dirà poco, ma se ci mettiamo a scavare in un passato nemmeno troppo lontano verrà fuori di tutto di più anche per chi volava dai nostri aeroporti. Nomi grandi e altisonanti come Swiss e Sabena, ma tante, troppe piccole realtà che hanno spesso messo nei guai passeggeri, dipendenti e anche aeroporti, dato che normalmente volano da aeroporti cosiddetti minori.
Scavando nella mia memoria in ordine assolutamente sparso (spero quindi di non sbagliare, non me ne vogliate) ricordo la piccola Minerva Airlines da Genova... la più nota Air Sicilia, poi sostituita dalla WindJet... un vecchissimo tentativo della Ciao Fly con un solo aeromobile da Parma, impensabile idea nemmeno mai decollata che probabilmente ricordo io e pochissimi altri addetti ai lavoro... passando da Alpi Eagles e Azzurra air  fino alla Federico II che faceva felice solo il mio vicino di casa per toranre nella natia Foggia... e cosa dire dei bellissimi aeromobili della Gandalf Airlines,  nome altisonante con all'interno solo posti di business? Li ho provati personalmente da Cannes, e il fatto di essere l'unico passeggero del volo insieme a mio fratello Fabio non mi ha fatto una buona improvvisione sul proseguio...

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