domenica 24 settembre 2017
 
 

La magia di Rio de Janeiro, tra adrenalina e caipirinha!

Marzo 2017 - Rio de Janeiro venne raggiunta e quindi scoperta nel gennaio del 1502 dai portoghesi. Pensando che la Baia di Guanabara fosse la foce del fiume la chiamarono – letteralmente tradotta –  "fiume di gennaio". Da allora inizia la sua storia, la mia, in questa città e in questo paese, inizia molto tempo dopo e come in ogni viaggio è sempre troppo veloce il tempo che scorre. Nell’immaginario collettivo quando si pensa a Rio si pensa sempre solo a una cosa: il Carnevale che è e resta una delle espressioni culturali più significative di questo paese per i suoi quatto giorni di “piacevole follia”, per il divertimento, per la sua arte, i suoi costumi e la sua musica coinvolgente, ma vi assicuro che non è solo questo. 
Il volo di Tap Air Portugal che mi porta a destinazione con scalo a Lisbona arriva alle 5 del mattino. 
E’ buio pesto, non mi è mai piaciuto arrivare col buio in una nuovo posto, ma l’eccitazione dell’arrivo attiva in me una scarica di adrenalina che mi fa appiccicare la faccia al finestrino. 
Già da lontano quello che mi colpisce di più di tutto e mi lascia a secco di parole è la vastità, la grandezza di questa città. Luci a perdita d'occhio che sembrano stelle di mille colori, estensione oltre i limiti immaginabili, per una che vive in un paese di dimensioni piccolissime, confini invalicabili e impossibili da definire anche dall’alto hanno qualcosa di totalmente inconcepibile, ma reale. Sono sopra Rio la vedo perfettamente, ci siamo, me la inizio a godere da lì, perchè le manovre per l’atterraggio durano almeno 30 minuti e penso che se non fossi arrivata...

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