venerdì 28 febbraio 2020
 
 
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Reportage di Viaggio

Maggio 2019 – Se pensiamo alla Tunisia come alla prossima meta per le nostre vacanze ci vengono subito in mente i villaggi All Inclusive e le lunghe spiagge dorate. Niente male direi, ma la Tunisia offre altre numerose sorprese, adatte per un viaggio in una qualsiasi delle quattro stagioni.
La Tunisia, infatti, destinazione perfetta per uno splendido soggiorno balneare, è anche una terra di inesauribili tesori da scoprire, con escursioni all’aperto e visite all’interno dei musei.
Di grande valore archeologico è la zona Occidentale del Paese, dove, tra le palme e gli uliveti, si trovano El Kef e Sbeitla, testimonianze della presenza romana nel passato. El Kef, antica città cartaginese, diventa ben presto un’importante roccaforte romana; solo dal 1881 passa sotto il dominio francese in qualità di presidio militare e durante la Seconda Guerra Mondiale diviene capitale provvisoria della Tunisia. Oggi El Kef, oltre ad essere uno strategico snodo commerciale verso l’Algeria e ad essere conosciuta per le coltivazioni di grano, per l’allevamento di bestiame e per le miniere, spicca per la presenza di siti di notevole interesse quali Le Temple des Aux (Il Tempio delle Acque), un complesso termale di epoca romana, la piazza di Ras el-Ain e la grande Fonte di Kef che ha permesso alla città antica di svilupparsi floridamente.
A 125 chilometri da El Kef, situata a 525 metri di altitudine, sorge Sbeitla, una cittadina con una forte impronta storica legata alla Roma Antica. Nei dintorni di Sbeitla si trova il sito archeologico di Sufetula, caratterizzato dal complesso del Capitolium, un tempo centro politico, sociale e commerciale della città. L’accesso al sito è formato da tre templi affiancati, dedicati alla Triade Capitolina Giove, Giunone e Minerva; l’ingresso al Foro è invece conosciuto come la Porta di Antonino, con iscrizioni a lui dedicate, mentre l’Arco Trionfale costituisce il passaggio che porta alle abitazioni, alla città, alle Terme, al teatro e all’anfiteatro che emerge solo parzialmente.
Impossibile, inoltre, non concedersi del tempo da trascorrere in giro per Tunisi tra il Museo del Bardo, con la più grande collezione di mosaici al mondo, e la Medina, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità insieme alla Medina di Kairouan e Sousse. Numerose sono, poi, le escursioni possibili: si può semplicemente passeggiare nei souk per assaporare lo street food tunisino tra le profumate e coloratissime bancarelle di spezie, oppure partire alla volta di Dougga, Cartagine o del Sahara Tunisino, meta ideale per raid e rally in moto, 4x4 e quad.
Qui hotel, accampamenti e agriturismi sono pronti ad accogliere non solo avventurieri ma anche visitatori in cerca di relax, dato che la Tunisia vanta una cultura millenaria in tema di talassoterapia, benessere e cura del corpo.
 
Veronica Elia

Aprile 2019 – Se volete trascorrere un viaggio in famiglia tra parchi a tema, acquari spettacolari ed escursioni avventurose nella natura, il Sudafrica potrebbe rivelarsi la scelta giusta per voi!
Tra le numerose esperienze possibili, ecco le sette da vivere insieme, grandi e piccini, per scoprire il territorio divertendosi.
 
1. Dinokeng Game Reserve
Ad appena un’ora di macchina da Johannesburg, la riserva privata di Dinokeng è un’oasi di biodiversità, dove godere della vegetazione lussureggiante e svolgere attività all’aria aperta, come crociere al calare del sole, visite guidate nel Bushveld, picnic, birdwatching e safari.
 
2. uShaka Marine World
Situato ad Addington Beach, vicino al porto di Durban, è il quinto acquario più grande al mondo. Qui i bambini possono interagire con gli animali che popolano l’oceano, accarezzando delfini e stelle marine, nuotando con gli squali e provando l’ebbrezza delle immersioni. Il centro propone anche numerosi eventi e attività di gruppo, come feste a tema e workshop di pittura. Inoltre, è presente un grande parco acquatico con scivoli e giochi adatti a tutte le età.
 
3. Gold Reef City
Costruito intorno ad una miniera d’oro ancora attiva, questo parco tematico, situato a Johannesburg, fa da sfondo a 30 itinerari tra passeggiate nella natura, tour nei sotterranei e visite guidate nei musei.
 
4. Kruger National Park
È un parco famoso in angolo del mondo, ma non tutti sanno che il Kruger è adatto anche alle famiglie. Alla vista di leopardi, elefanti, rinoceronti, bufali, giraffe e antilopi, è infatti impossibile per un bambino non rimanere a bocca aperta.
 
5. Two Oceans Aquarium
Apprezzato sia dai turisti che dagli abitanti della città, il Two Oceans Aquarium di Cape Town, così denominato poiché custodisce varie specie di fauna e flora marina provenienti dall’Oceano Atlantico e dall’Oceano Pacifico, pianifica attività e visite guidate su misura, pensate proprio per realizzare i sogni dei più piccini.

6. Boulders Beach e i pinguini del Capo
Da gennaio ad agosto, sulle spiagge nei dintorni di Cape Town è possibile fotografare intere colonie di pinguini africani. Per osservarli la spiaggia migliore è quella di Boulders Beach, ma vale la pena esplorare anche le calette circostanti: queste infatti, oltre ad essere meno affollate, permettono anche di fare il bagno con i pinguini. A partire da giugno invece, visitando la Bird Island, un isolotto raggiungibile in barca da Port Elizabeth, si può avere l’opportunità di ammirare oltre 250.000 esemplari di sula del Capo, balene, foche e delfini.

7. Le sorgenti di acqua calda di Bela-Bela e il Waterberg
Bela-Bela è un centro abitato situato nel distretto di Waterberg, nella provincia di Limpopo. Qui si trovano le famose sorgenti di acqua calda che in passato venivano utilizzate a scopo terapeutico e curativo dalla tribù degli Tswana. Dichiarata Riserva della Biosfera dall'Unesco, il Waterberg offre un mosaico di paesaggi e panorami eccezionali, un affascinante patrimonio culturale e, non ultima, un’immensa varietà faunistica. La zona offre poi diverse opzioni di safari malaria-free, tramonti spettacolari e una natura selvaggia tutta da ammirare.
 
Veronica Elia

 

Febbraio 2019 – Non sempre concedersi un viaggio nell’emisfero opposto è possibile, ma una soluzione per chi d’inverno non resiste alla tentazione di ritagliarsi qualche giorno di relax esiste e non necessita di attraversare l’intero globo!
Le Isole Baleari sono una meta perfetta da visitare durante tutto l’anno, compreso d’inverno quando offrono ai loro visitatori un clima mite e numerose attività da svolgere tra cui escursioni nell’entroterra ed eventi sportivi. Da gennaio a marzo, a Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera, sono infatti tantissimi gli appuntamenti da non perdere.
 
A MAIORCA ALL’INSEGNA DELLE FESTE POPOLARI
Tra il 16 e il 17 gennaio l’isola festeggia Sant Antoni, patrono degli animali, una festa popolare che rimanda agli antichi riti della fertilità, durante la quale non mancano falò, manifestazioni di poesia e cene per strada a base di sobrassada alla griglia e altri piatti tradizionali. Il 17 gennaio, in particolare, sfilano carri allegorici rappresentativi delle scene del mondo rurale di Maiorca, mentre gli animali domestici vengono benedetti. Nello stesso mese si celebra, inoltre, San Sebastián, patrono della città di Palma. Per l’occasione il capoluogo delle Baleari si accende grazie ad eventi dedicati a grandi e piccini, tra cui la Revetlla de Sant Sebastià, vale a dire un’intera notte di festeggiamenti in cui tutte le piazze, illuminate dai celebri foquerons (falò), diventano teatro di concerti e banchetti locali. Il 3 febbraio è la volta del Trail dei Fari, un percorso di 44 chilometri lungo la via dei fari, che offre la possibilità di partecipare a diverse iniziative e godere di un panorama mozzafiato.
A marzo, invece, si apre la nuova stagione dell’opera lirica e del balletto al Teatro Principal di Palma.
 
L’ISOLA DI MINORCA FRA TRADIZIONI, GUSTO E SPORT
Anche a Minorca gennaio è il mese delle tradizioni e delle feste popolari; il 17 gennaio non può di certo mancare la celebrazione di Sant’Antonio Abate, patrono dell’isola. Alla vigilia della festività si accendono i foquerons nelle piazze, così da poter gustare tutti insieme i piatti della tradizione. Dal 16 al 18 e dal 23 al 25 febbraio, l’isola organizza le giornate gastronomiche del pesce, durante le quali i ristoranti offrono speciali promozioni per permettere ai visitatori di assaggiare i prodotti tipici della cucina minorchina. Sempre in ambito culinario, meritano di essere ricordate anche le giornate gastronomiche del prodotto locale di stagione. Da non perdere, invece, per gli amanti dello sport sono il Camì de Cavalls Epic 360°, una corsa a tappe in montagna che si svolge dall’8 al 10 febbraio, e la regata SAR Princesa Sofia, una tradizionale e prestigiosa competizione velica. Infine, a partire da marzo fino a primavera inoltrata, Minorca balla a ritmo di musica jazz con il Festival Jazz Obert.
 
AD IBIZA SPETTACOLI FOLKLORISTICI E MUSICA ROCK
A gennaio Ibiza, l’isola più mondana e festaiola dell’arcipelago, in occasione delle feste patronali di Sant Antoni de Portmany, accoglie uno spettacolo di cultura e danze folkloristiche nel cinema Regio; il 17 febbraio ospita la Fiera dell’Artigianato nella cittadina di Puig de Missa e, nello stesso mese, organizza la Camminata notturna Llum D'Ametllers, un percorso escursionistico di circa due ore e mezza che si estende dalla città di Sant Antoni a Santa Agnes. Nel mese di marzo, a chiudere la stagione invernale di Ibiza, troviamo poi le icone del rock sul palco del Sant Pepe Rock e, in ambito gastronomico, la Fiera del Zerro a Sant Eulalia, un evento realizzato dalle associazioni di pescatori per far conoscere ai visitatori il zerro, il pesce tradizionale dell’isola.
 
FORMENTERA PER UNA VACANZA A TUTTO SPORT
Durante i primi mesi dell’anno, Formentera si prepara ad accogliere i maggiori eventi sportivi delle Baleari, che hanno luogo proprio a marzo. Celebre è il percorso aperto a tutti del tradizionale Trofeo di ciclismo che si snoda tra gli splendidi paesaggi dell’isola, dalla cittadina bohèmienne di La Mola alle turchesi acque di Es Calò, passando attraverso Sant Ferran, Es Pujols e Sant Francesc. Della competizione All round Trail, invece, fanno parte diverse gare: la principale si staglia lungo tutta l’isola fino al porto La Savina per 72,5 chilometri, mentre da Es Arenales e da Es Calò partono due percorsi più brevi rispettivamente di 40,5 e 21 chilometri.
 
Non perdete tempo, questo inverno scoprite l’autenticità delle Isole Baleari e concedetevi una fuga tra folklore, gusto ed eventi sportivi.
 
Veronica Elia

Febbraio 2019 – A San Valentino le possibilità di deludere le aspettative della propria dolce metà sono davvero elevate: ristoranti affollati e regali dell’ultimo minuto sono sempre in agguato, pronti a sabotare il giorno più romantico dell’anno.
Stavolta, però, per evitare qualsiasi flop, concedetevi una fuga romantica in piena regola in un vero paradiso terrestre, le Isole Cook, 15 atolli posti a metà strada tra Nuova Zelanda e Hawaii.
Lontani da rotte turistiche convenzionali, godrete dell’irresistibile bellezza di spiagge incontaminate, vette vulcaniche e lussureggianti foreste.
Per rendere ancor più indimenticabile la vostra vacanza, regalatevi una minicrociera giornaliera ad Aitutaki o una cena vista oceano a Rarotonga, l’isola principale dell’arcipelago, dove potrete rilassarvi in uno degli esclusivi ristoranti dell’isola come, ad esempio, l’Antipodes, con una vista mozzafiato a 180° sulla scogliera. Altrettanto romantica ma decisamente più intima è la cosiddetta The Ultimate Romantic Dinner, una cena a piedi nudi sulla spiaggia organizzata dal Pacific Resort Aitutaki che potrebbe, all’occorrenza, trasformarsi in una splendida occasione per fare una proposta di matrimonio davvero speciale alla vostra Lei, omaggiandola magari con il souvenir più prezioso dell’arcipelago, le perle nere “Avaiki”.
Per chi, invece, non è San Valentino se non si trascorre del tempo in una SPA, consigliamo di far visita al Te Manava Luxury Villa & Spa, sulla costa sud-orientale di Rarotonga, all’Aitutaki Lagoon Resort & Spa, con la sua “SpaPolynesia” o, ancora una volta, al Pacific Resort Aitutaki, premiato in passato per essere tra i migliori Boutique Hotel al mondo.
Vi sembra tutto troppo romantico e al limite del cliché? Allora provate ad unirvi ad uno scooter safari nella laguna o alle emozionanti immersioni guidate per osservare da vicino fondali corallini e nuotare con le tartarughe. 
Se non state più nella pelle, non vi resta che prenotare uno dei diversi pacchetti per un “San Valentino in Paradiso”.
 

Veronica Elia

Novembre 2018 – Come si può raccontare la Sicilia a chi non ci è mai stato?
La Storia ci parla di successive fasi di colonizzazione: Greci, Romani, Bizantini, Islamici e Normanni si sono susseguiti nei secoli, gli uni dopo gli altri, definendo un tessuto culturale in cui trama e ordito restituiscono ai visitatori di oggi un disegno unico e perfetto.
La Letteratura, dal canto suo, cita personaggi del calibro di Luigi Pirandello e Tomaso di Lampedusa come esempio di eccellenza siciliana.  Ma come si descrivono i colori, i profumi, i sapori e le sensazioni inebrianti che questa isola sa regalare?
Mi ritrovo così, con queste domande, di fronte al ricordo di un lontano viaggio in famiglia e, in men che non si dica, la valigia è pronta, resta solo da scegliere da dove cominciare! Impensabile, infatti, visitare tutta la Sicilia in due settimane, poiché con i suoi quasi 26 mila chilometri quadrati di superficie, compresi gli arcipelaghi circostanti, si classifica come la più grande isola del Mediterraneo e, addirittura, la quarantacinquesima per estensione in tutto il mondo. Ma non sono tanto le dimensioni a farmi abbandonare l’idea di un tour completo, quanto i numerosi monumenti e le spiagge da scoprire. Così, particolarmente incuriosita dalla città di Siracusa, decido, per questa volta, di concentrare la mia attenzione sulla costa ionica dell’isola e, affittato un alloggio nella provincia siracusana, a circa una trentina di chilometri da Catania, può finalmente avere inizio il mio viaggio.
Siracusa si rivela immediatamente una destinazione di grande fascino. Tra i principali luoghi di interesse, per esempio, troviamo il Teatro Greco e l’Anfiteatro Romano, entrambi all’interno del Parco archeologico della Neapolis (costo biglietto intero € 10, ridotto € 5); in prossimità del Parco, invece, sono situate la Basilica e le Catacombe di S. Giovanni (ingresso 8/5 Euro) e il Museo Archeologico Paolo Orsi (ingresso 8/4 Euro). Ma ciò che forse colpisce maggiormente della città è l’isola di Ortigia, il cuore antico di Siracusa. L’area pedonale, collegata alla terraferma dal Ponte Umbertino, si estende in un labirinto di viette e palazzi storici, dalla Porta Marina fino ad arrivare a Castello Maniace; lì potrete passeggiare sul lungomare, fare acquisti e godere della magica atmosfera del luogo in uno dei numerosi locali e ristoranti. Da non perdere, inoltre, il Duomo, piazza Archimede, Fonte Aretusa e la Giudecca, vale a dire il quartiere ebraico. Ampliando lo sguardo su tutto il versante ionico, invece, vero protagonista appare l’Etna: risalendo la costa da Siracusa a Messina, passando per Catania, il vulcano si afferma come una presenza fisica costante, offrendoci, al tempo stesso, una prospettiva sempre nuova attraverso cui osservarlo. Diverse le compagnie che organizzano escursioni sull’Etna durante tutto l’anno, a voi la scelta dell’itinerario e del mezzo più adatto alle vostre esigenze. E se ancora vi restasse del tempo da passare in zona, non dimenticate di fare un giro per Catania, la “Milano della Sicilia”, così definita per la sua mentalità imprenditoriale. In questa città i segni della colonizzazione greca sono meno evidenti rispetto alle zone limitrofe a causa degli eventi storico-naturali che ne hanno determinato la scomparsa; si tramanda, infatti, che Catania sia stata distrutta ben sette volte tra colate laviche dell’Etna e terremoti, anche se gli avvenimenti disastrosi realmente documentati possono essere ricondotti ad un numero inferiore di episodi. Più accentuata, invece, è l’influenza romana, così come quella normanna e sveva in epoca medievale. Tuttavia, in seguito al terremoto del 1693, Catania è stata ricostruita secondo uno stile tardo barocco, grazie all’intervento di celebri artisti e architetti del tempo, i quali hanno saputo inglobare la città antica nella nuova rete urbana, fatta di ampi corsi come ad esempio via Vittorio Emanuele II, via Plebiscito, via Giuseppe Garibaldi e via Etnea. Passeggiando proprio per quest’ultima strada fate un salto da Savia, una pasticceria e rosticceria attiva dal 1897, dove potrete gustare il vero arancino siciliano; al confronto tutte le altre arancine assaggiate altrove vi sembreranno impallidire! Ottimi, ovviamente, anche i cannoli e tutti gli altri dolci.
Procedendo con la scoperta della costa, d’obbligo anche una gita a Taormina. Non considerate la città un banale cliché turistico, Taormina è uno di quei luoghi che vale sempre la pena visitare per la prima volta o rivedere a distanza di anni. La principale attrazione è, senza dubbio, il Teatro Greco (costo della visita 10/5 Euro) che, con la sua forma a ferro di cavallo sospeso tra cielo e mare, diviene d’estate palcoscenico di concerti e manifestazioni. Ma Taormina gode di per sé di una indescrivibile bellezza, grazie alla sua posizione geografica arroccata alla montagna e alla vista mozzafiato sul mare. Visitato il teatro e fatta una pausa pranzo all’insegna di una delle infinite specialità culinarie siciliane, potrete proseguire il vostro tour con la visita all’Isola Bella, anche detta “Perla del Mediterraneo”, oppure spostarvi a Giardini Naxos, rinomata meta balneare e, soprattutto, prima colonia greca in Sicilia.
A sud di Siracusa, si trovano, invece, le più belle spiagge del litorale, tutte caratterizzate da finissima sabbia bianca o dorata e il fondale basso e cristallino. Dal Lido Arenella fino ad arrivare all’estremità meridionale della costa, degne di nota sono le spiagge nell’area di Cassibile, in particolare Fontane Bianche, Spiaggia della Marchesa e Spiaggia Gallina, e quelle di Avola Marina, dove vi consiglio di fare un break a Il Terrone, un bar-ristorante che, con ironia, celebra il più comune stereotipo del Sud: l’abbondante, oltre che ottimo, cibo! Splendide anche Lido di Noto e Noto, capitale del barocco siciliano.
Da lì si passa, poi, alle numerose spiaggette della Riserva naturale orientata Oasi faunistica di Vendicari: si susseguono, così, lungo sette chilometri, Eloro, la naturista Marianelli, Calamosche e la spiaggia di Vendicari con la Tonnara e Torre Sveva. All’interno della riserva è possibile seguire diversi percorsi a seconda dei propri gusti; quelli consigliati sul sito ufficiale www.riserva-vendicari.it sono tre: il blu vi condurrà dall’ingresso di Eloro fino a Calamosche, l’arancio vi guiderà nella scoperta della Tonnara e di Torre Sveva e il verde, il più impegnativo, vi permetterà di immergervi in un vero itinerario archeologico. Durante la vostra visita, se sarete fortunati, potrete anche avvistare qualche esemplare di fenicottero rosa.
Nel caso voleste spingervi ancora più a sud, non tralasciate le spiagge di San Lorenzo e Marzamemi, un caratteristico comune dal gusto greco, dove godervi il mare ma anche una romantica passeggiata o, meglio ancora, una cena a due passi dalla riva; per un pratico pranzo vi suggerisco, invece, di fare tappa a Fritti in un coppo e provare una delle svariate ricette in vero stile “sicilian street food”. Ultime mete, Portopalo di Capo Passero e Isola delle Correnti, un isolotto connesso alla costa da un braccio artificiale più volte distrutto dal mare; durante la bassa marea, l’isola si trasforma in una penisola così da permettere ai visitatori di raggiungerla direttamente a piedi e osservare da vicino il faro e la casa del guardiano ormai disabitata. La particolarità del suo nome deriva dal fatto che l’atollo rappresenta il confine ideale in cui si incontrano Mar Ionio e Mar Mediterraneo aperto, dando vita ad increspature e colori dell’acqua in continuo mutamento. Vale la pena menzionare, infine, per gli amanti della costa alta e rocciosa, l’Area marina protetta Plemmirio e la Grotta della Pillirina.
La descrizione della costa ionica ha ormai preso forma e, giunta quasi al termine, ci suggerisce l’idea che un viaggio in Sicilia non sia da intendersi semplicemente come un viaggio attraverso la Storia e la Letteratura, ma anche un viaggio nella natura e nel gusto. Sì, perché visitare la Sicilia significa, tra le altre cose, non temere la bilancia, avere uno stomaco allenato ed essere pronti ad assaggiare tutto: arancini, fritture, cuscus di pesce, cannoli, gelati e granite artigianali al pistacchio, alla mandorla o ai gelsi con brioche annessa. Siate pronti a partecipare alle sagre di paese, quella del tonno ad Avola o quella degli arancini di Rosolini, e ad accettare di buon grado l’ennesimo invito da parte di un siciliano a provare un manicaretto fatto in casa dalla moglie.
E mentre, ancora, cerco di trovare una soluzione alla mia domanda iniziale, “come si può raccontare la Sicilia a chi non ci è mai stato?”, mi accorgo di una grande verità: la risposta esatta era già lì, nella mia memoria, in una citazione freudiana appresa durante una lezione di filosofia al liceo, la Sicilia non è altro che “La più bella regione d’Italia: un’orgia inaudita di colori, di profumi, di luci, una grande goduria”.
 
Veronica Elia
Agosto/Settembre 2018 – Dopo tre anni dal primo viaggio a Cipro, torno a Paphos, Capitale Europea della Cultura 2017, per raccontarvi tutto ciò che ancora non vi ho detto di questa sorprendente isola.
Atterrati all’aeroporto di Larnaka, non avendo trovato voli diretti per Paphos nelle date preferite, e noleggiato la nostra auto con guida a sinistra, ci siamo subito diretti verso la destinazione prescelta.
Paphos ci accoglie, ormai all’ora di cena, con quell’atmosfera calda e ospitale, mai dimenticata dopo la precedente esperienza sull’isola. Decidiamo, così, di trovare un posto in cui mangiare e, casualmente, ci fermiamo in quella che sarebbe poi diventata la nostra taverna favorita nel corso della vacanza, The New Kings of Aphrodite. A rendere speciale questo ristorante, oltre agli ottimi piatti di carne e di pesce, i proprietari estremamente cordiali e i balli tipici greci e ciprioti, nei quali io stessa mi sono più volte lanciata, accompagnati da musica suonata dal vivo con il bouzouki, strumento greco a corde, simile al mandolino.
A differenza della prima visita, avvenuta nel mese di marzo, durante questo nuovo soggiorno, essendo ormai cominciata l’alta stagione, che qui si protrae da maggio fino a ottobre, è stato possibile godere appieno della vita balneare dell’isola.
Nel distretto di Paphos vantano il primato delle migliori spiagge Lara Beach, quasi del tutto priva di strutture turistiche per preservare il litorale sabbioso e le acque calme e pulite, ma soprattutto per tutelare la stazione di cova della tartaruga verde e di quella caretta. Lara, tuttavia, è difficilmente raggiungibile in auto a causa delle strade sterrate che la collegano alle principali cittadine della zona; è perciò consigliabile noleggiare un quod o partecipare ad un safari in jeep o in barca, un sistema di spostamento da prendere in considerazione anche per raggiungere la Blue Lagoon, nella penisola di Akamas. Decisamente più percorribili le strade che conducono alla sabbiosa Coral Bay Beach e ad Agios Georgios Beach, poco più a nord della spiaggia precedente. Anche la stessa Paphos regala piacevoli distese di sabbia, basti pensare a Vrysoudia Beach, Sodap Beach, alla spiaggia municipale, situata al centro di Kato Paphos, e alla spiaggia di Faros. Procedendo verso la Chrysohou Bay, invece, vale la pena fare un salto a Latchi Beach e alla spiaggia municipale di Polis; celebre, inoltre, Baths of Aphrodite Beach, anche se, in realtà, le aspettative dei turisti restano immancabilmente deluse, in quanto, a parte il giardino botanico intorno alla grotta, vi non si riconosce il luogo lussurioso che suggerirebbe l’immaginazione, suggestionata dal mito secondo cui la dea Afrodite si recherebbe in questa spiaggetta per fare il bagno dopo gli incontri con i suoi amanti.
Sulla strada verso Limassol si incontrano, poi, Petra tou Romiou Beach, la ciottolosa spiaggia dove, secondo la leggenda, è nata Venere, e Pissouri Beach, una tranquilla spiaggia di sabbia e sassolini, attrezzata ad accogliere i turisti ma, non per questo, eccessivamente presa in assalto nel periodo estivo. Lì, se volete fare una pausa nelle calde ore centrali della giornata, potrete fermarvi a mangiare al ristorante Captains Bay, dove provare piatti ben eseguiti e accuratamente presentati; in particolare, gustare la meze di pesce con vista sul mare è un’esperienza da non perdere!
Impossibile, infine, non fare una gita anche dalle parti di Ayia Napa e Famagusta. Meravigliose le bianche spiagge, lambite da acque basse e limpidissime, di Nissi, di fronte alla quale si trova un isolotto roccioso collegato alla costa da un sottile istmo da percorre a piedi, della Fig Tree Bay, dove fare snorkelling, di Ayia Thekla Beach, Konnos Beach e Makronissos Beach.
Perché Paphos sia stata nominata Capitale Europea della Cultura 2017 è presto spiegato: girovagando per le sue strade si possono incrociare, qua e là, resti archeologici ed antiche rovine, insomma, si tratta di un grande museo a cielo aperto!
Senza poi dimenticare le famose Tombs of the Kings, uno dei più importanti siti archeologici di Cipro, protetti dall’UNESCO. Affascinanti e misteriose queste tombe furono utilizzate dagli abitanti di Nea Paphos durante i periodi ellenistico e romano e, per quanto il nome parrebbe suggerire il contrario, le camere sotterranee non ospitarono mai corpi di stirpe reale, ma assunsero tale definizione per il loro aspetto grandioso. All’ingresso del porto, invece, attorniato da negozietti più o meno turistici e colorati locali dove bere un bicchiere, si trova il Castello di Paphos, una piccola fortezza abbandonata, accessibile tramite un ponticello di pietra che scavalca il fossato, e dal cui tetto è possibili ammirare il panorama circostante. L’edificio, costruito inizialmente nel 1391, fu distrutto dai veneziani circa cento anni dopo e, in seguito, gli ottomani usarono il piano terra come prigione. Per gli appassionati di storia da non perdere, inoltre, la visita al Museo Archeologico, al Museo Bizantino e al santuario di Afrodite. Qualora, poi, il vostro desiderio fosse quello di immergervi nella natura, allo zoo di Paphos avrete l’occasione di osservare specie animali inaspettate, come il canguro o il wallaby albino, nella penisola di Akamas potrete concedervi bellissime escursioni, mentre alle Adonis Falls vi attende un rinfrescante bagno tra piccole cascate. Contrastanti, a questo proposito, i pareri dei visitatori, ecco perché, per noi, la visita non poteva che essere d’obbligo. Se non vi lascerete spaventare dalle cattive condizioni dello sterrato da percorrere per raggiungerli, i Bagni di Adone saranno per voi una piacevole sorpresa: al costo di 9 Euro a persona, potrete addentrarvi nella fitta vegetazione, dove scoprirete due laghetti, uno superiore ed uno inferiore, collegati tra loro da una cascata. Qui, insieme alla bellezza del paesaggio, l’atmosfera romantica la fa da padrona, infatti ovunque aleggia il mito secondo cui, in questo magico luogo, si sarebbero incontrati Adone e Afrodite; si dice, inoltre, che nuotando in quelle acque, gli uomini riescano ad acquisire la stessa forza del dio e le donne possano ritrovare, a qualunque età, bellezza, giovinezza e verginità.
Leggenda, storia o finzione? Ad ognuno il compito di trovare la risposta che più gli si addice. Per me, però, Cipro rimane davvero un’isola magica, un luogo in cui è impossibile non fermarsi a guardare le infinite scoperte e le innumerevoli meraviglie con occhi increduli; un luogo dove abbandonarsi sulle bianche spiagge a prendere il sole, vagare per le strade in cerca di reperti archeologici e gustare cibo e buon vino in compagnia dei suoi abitanti. Paphos, in particolare, rappresenta perfettamente la doppia natura cipriota: antichità e storia, da un lato, e modernità e turismo, dall’altro, il tutto in un clima di completa armonia. Unica minuscola pecca, soprattutto per un italiano, la quasi totale assenza di caffè espresso, infatti, a meno che non vi siate portati con voi una moca di emergenza o non amiate il caffè greco o il caffè frappè, non perdete tempo da Starbucks o Costa Coffee, da Binni Danz Espresso Bar troverete un ottimo espresso da accompagnare con un croissant rigorosamente salato.
Tuttavia, a parte questo trascurabile dettaglio, l’isola di Cipro merita, senza dubbio, una visita, anche se, a mio avviso, un solo viaggio non basta per comprendere la sua duplice anima, greca e turca, antica e moderna, turistica e locale, ma vi occorrerà tornarci almeno due volte: la prima visita sarà una meravigliosa scoperta, la seconda una folgorante illuminazione.
 
Veronica Elia
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