mercoledì 30 settembre 2020
 
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L'editoriale

Luglio/Agosto 2020 - Non si capisce più niente. C'è chi lo chiama disordine, confusione, trambusto. Chi scompiglio, tumulto, baraonda, parapiglia, subbuglio... per me è solo un gran macello.
Davanti alle ferie, sono saltate tutte le regole, non c'è più virus che tenga, non ci sono casi, non ci importa di nulla, solo di poter andare al mare, di ballare in discoteca, di bere liberamente un cocktail con gli amici.
Come sempre le due teorie si contrappongono: quella di chi reputa il virus una bufala mediatica per far restare il paese nello stato di emergenza, e chi dall'altra parte urla e strepita che così arriverà presto la seconda ondata, con ricoverati e morti.
Non voglio nemmeno ora entrare in polemica nè esprimermi in merito, ma vorrei solo che si analizzassero due dati: i morti di quest'anno, e quelli degli anni scorsi. Tutto qui. Ho cercato online, ma non si trova nulla, niente di ufficiale.
Verrebbe da chiedersi come mai, così come perchè si parla per 20 minuti nei tiggì di 3 morti, e non di migliaia di decessi per altre cause. O no?
Tornando però al titolo e all'argomento di questo mese, volevo evidenziare il marasma di regole che ci ha colto impreparati. Al punto che si fa un pò come si vuole.
Ieri ho dimenticato la mascherina al bar. Niente colazione? Fa niente, mi dicono, entra pure.
Non dobbiamo toccare nulla? Ecco che il giornale passa di mano come una trottola, tutti toccano, nessuno si pone il problema.
Dobbiamo mettere la mascherina e i guanti al supermercato... poi in ascensore il mio vicino starnutisce e tocca il mio stesso pulsante, e tutto va bene, nessuno pulisce mai.
E in spiaggia? Lasciamo perdere, zero regole, vale solo il poter prendere il sole in santa pace e dimenticarci del signor Covid.
Nel frattempo di raccomando di seguire il cartello: niente assembLamenti e mantenete la distanza di 10 metri quadrati! non 9 eh, devono essere 10!

Scherzi a parte, cosa succederà ora non lo sa nessuno. Dobbiamo solo attendere, vedere i dati di settembre e ottobre, e sperare.
Perchè per tornare alla normalità, purtroppo, tempo che ci vorrà ancora molto, molto tempo.

Buon rientro dalle ferie a tutti.
Il direttore


 
Giugno 2020 - La paura di tornare a viaggiare regna sovrana, e in parte (per ora) sembra sia lecito così. Viaggiare è e deve essere un piacere per l'anima e il corpo, si dovrebbe quindi fare solo in piena consapevolezza e serenità, assaporando ogni momento anche per staccare dalla vita quotidiana e tornare rigenerati. Quando però arrivano gli incentivi economici, tutto questo sembra scomparire: voglio viaggiare, voglio partire e chissenefredadelvirus e di ogni altro rischio connesso.
E' il caso del Giappone: in questi giorni ha iniziato a circolare ovunque (social media ma anche quotidiani) la notizia che il governo avrebbe offerta metà vacanza ai turisti, sia per i voli aerei sia per gli hotel, e si è scatenata la caccia alla prenotazione. Era solo un idea, non c'era nulla di concreto, ma in Italia (e non solo) è iniziato subito il tam tam della fake news, e in attimo tutti a voler prenotare e partire per il Sol Levante per le vacanze estive! 
Non sono mancati ovviamente anche i classici furbetti: "Puoi farmi una ricevuta del volo doppia, cosi me ne pagano metà e io vado gratis?". Peccato che nessuno ne sapesse niente.
E' quindi bastata una piccola ricerca in internet per scoprire che l'offerta era valida solo per il turismo interno, quindi solo per i giapponesi che viaggiavano con voli locali all'interno del paese, e che il contributo hotel era appena un terzo del costo della camera. Un incentivo comunque importante, ci mancherebbe, ma nulla a che vedere con i titoloni apparsi ovunque in Italia. Al punto che l'ente del turismo nipponico ha dovuto smentire la notizia ufficialmente. 
https://www.fnn.jp/articles/-/45881
Se pensiamo però al clamore mediatico suscitato, anche se l'iniziativa non dovesse avere un seguito reale, si tratta di un enorme successo pubblicitario di dimensioni planetarie e a costo zero, una pubblicità positiva da milioni di euro a costo zero.
Vi invito però a legare questa notizia ad una considerazione... i nostri voucher vacanza tricolore hanno fatto infuriare gli altri paesi confinanti perchè impongono a chi ne ha diritto di spenderli solo in Italia. Pubblicità quindi negativa. E quando la Germania ha varato un corridorio turistico per portare i tedeschi in Croazia, dal nostro Governo si sono levate ed elevate mille proteste che così non si fa! Pubblicità negativa. 
Capiamo tutti che qualcosa non va, vero?

Buon Giappone a tutti, con o senza voucher...

Il direttore

 
Maggio 2020 - Fino all'anno scorso questo prato sul lago era uno dei miei salvagenti preferiti. A 20 km da casa, prendevo e partivo quando volevo raddrizzare giornate storte o fare il pieno di luce. C'era un'area attrezzata con lettini, ma tutto il resto era libertà verde. Pagavi 3 euro per entrare, ti portavi la tua branda od asciugamano e ti posizionavi dove volevi. Libera di scegliere, di stare e, pure, di risparmiare.
Oggi arrivo e non è più così. Un:opera geometrica, soffocante nella sua millimetrica metratura asfissiante. Non puoi più fare nulla di quello che facevi e sei obbligata, per entrare, a spendere almeno 8 euro per un lettino singolo, senza ombrellone. Altrimenti il prezzo cresce di 4 euro. Dal venerdì alla domenica tutto lievita ulteriormente.
Chi ti riceve alla cassa ti noleggia un semplice lettino, ma ora pomposamente tu occuperai un lotto. C'è il lotto singolo, quello doppio, quello due+due... un sacco di combinazioni che ti fanno girare la testa. Non puoi scegliere, ma scelgono per te. Poi non puoi più spostarti, anche i movimenti del lettino sono controllati a distanza.
Non c'è nessuno, ma ti dicono che la prossima volta è meglio se prenoti. Gli spieghi che sarà difficile che ci sia una prossima volta perché un prezzo quasi triplicato in cambio di una finta libertà è un po' troppo.
Il gestore mi spiega che è colpa del Governo, questo era un posto per 700 persone, ora le nuove disposizioni ne consentono solo 200. Quindi in qualche modo occorre fare quadrare i conti. Ed in effetti il prezzo triplicato è un'ottima partenza per la matematica, ma non credo per il business. Gli dico che se lui ha un terzo dei posti non è che a noi il Governo ha triplicato gli stipendi. Sarebbe stato sufficiente un prezzo a metà strada, tipo 5 euro, giusto per farci credere che la pandemia è un'opportunità per farci diventare persone migliori e favorire il gioco di squadra.
Non è così. Ognuno cerca di riprendersi un poco di quello che gli hanno rubato e sa benissimo che a farne le spese è chi, come lui, ha subito un furto con scasso dei maroni.
L'ago della bilancia è a senso unico. Addio spiaggetta.

Paola Pellai
https://www.facebook.com/paola.pellai
Aprile 2020In questi giorni tragici che stanno colpendo tutti noi come mai prima d'ora, vorrei parlare di qualcosa di allegro... fortunatamente in mio aiuto sono arrivati tutti i “geni” che movimentano i nostri social e le nostre giornate donandoci – volenti o nolenti – almeno un sorriso con il loro comportamento. Ecco allora che facebook, twitter ma anche quotidiani e settimanali si riempiono di scuse poco credibili, di dichiarazioni al limite del ridicolo, e anche di travestimenti che fanno pensare più allo scherzo che non alla realtà per uscire: il top probabilmente è stato raggiunto da chi (vedi foto) ha pensato di travestirsi da siepe umana pur di uscire di casa e non farsi scoprire in caso di controlli!
Premesso che ovviamente è dovere civico di tutti restare a casa per contenere la diffusione del virus, l’Italia è notoriamente il paese dei furbetti (del quartierino e non!), in molti si scatenano nel trovare la scusa più o meno efficace per giustificare l’improvvida uscita di casa.
Ecco allora il genio la cui sincerità non viene premiata:  scrive sull’autodichiarazione che è uscito per comprare la droga, e finisce arrestato su due piedi.
Quell’altro che “beccato” fuori dal proprio comune afferma ingenuamente che sta andando a comprare il pollo nel paese vicino perché li è più magro, o ancora un altro che cambia città perché ha i punti della tessera in scadenza!
L’altro fenomeno che fermato a correre a chilometri di distanza da casa (quando, ricordiamolo, il limite è 200 metri, quindi solo nelle immediate vicinanze) si giustifica dicendo che è dovuto scappare dall’inseguimento di un cane rabbioso.
E ancora, chi con la scusa di portar fuori il proprio animale, non solo esce per ore dalla mattina alla sera obbligando il povero compagno di vita, ma in più di un caso con il solo guinzaglio per poi affermare che il cane (inesistente!) è scappato e lo sta cercando!
C’è anche chi ha portato fuori il gatto o la lucertola, e chi un cane di pezza, al punto che il sindaco di Mamoiada, in Sardegna, nell’ordinanza ha voluto e dovuto specificare che i canidi devono… necessariamente essere in vita!
Ecco, questa è la nostra bella Italia, ma… siamo sicuri che ci sia davvero da riderci su?
 
Buona ripresa a tutti
Il direttore
 

 
Marzo 2020 - E' capitato a tutti, purtroppo, almeno una volta nella vita. Anche a me, in Thailandia, all'arrivo a Bangkok. Ed è una situazione bruttissima che aumenta a mano a mano che il tempo passa. Sei li, davanti al nastro trasportatore dei bagagli da ritirare, e cominci lentamente a vedere la gente che si allontana più o meno felice trascinando chi il proprio trolley sgargiante chi la propria valigia lisa dal peso degli anni. E la tua, quando ormai sembra a che le abbiano già trasbordate tutte, ma proprio tutte, davvero non è ancora arrivata. Quando anche l'ultimo passeggero si allontana, e il nastro si mostra a te con la sua desolante tristezza di chi non ha più nulla da offrire, il tuo incubo si trasforma in realtà: ti hanno rubato la valigia. O meglio, nella peggiore delle ipotesi, l'hanno smarrita in qualche scalo in giro per il mondo, ma in mondo sempre più automatizzato e dotato di mille scanner, ormai è davvero molto più alta la probabilità di un furto che di uno smarrimento.
Ecco allora che il mondo dell'imprenditoria e del turismo si è mosso per trovare una soluzione. C'è chi decide di portare con sè solo un trolley a mano rinunciando a chissà quanti cambi, chi di comprare sul posto solo il necessario... e chi, come il protagonista del nostro editoriale che potte ammirare in foto, di dotarsi di un antifurto incredibile, a prova di qualsiasi ladro. L'idea è sicuramente geniale: anche solo per averla avuta merita rispetto, stima, e soprattutto di non essere mai derubato... all'autore il plauso anche del sottoscritto, e l'augurio di non dimenticarla mai in giro per il mondo, perchè - chissà - magari potrebbe avere problemi a dimostrare che quel trolley è proprio il suo!

Buon bagaglio a tutti!
Il direttore

 
Febbraio 2020 - A volte il lavoro dei sogni esiste. O quantomeno è bello pensare che per almeno uno di noi, sia possibile unire l'utile al dilettevole, ossia i soldi al piacere. Di annunci che proponevano lavori appaganti dall'altra parte del mondo, magari con stipendi altissimi, nel corso degli anni ne abbiamo letti tantissimi (su tutti il famoso bibliotecario alle Maldive!), e puntualmente ogni pubblicazione la ricerca veniva reclamizzata online ovunque facendo il giro del mondo, anche sui giornalei cartacei ovviamente.
Quella che ha però lanciato Matthew Lepre della Ecom Warrior Academy, le batte però tutte: si è messo in cerca di un/una fotografo full time che facesse con lui il giro del mondo, scattando e pubblicando sui social l'esperienza del bell'australiano per un anno intero.
Lo stipendio di 55mila dollari passa sicuramente in secondo piano, considerando che tutte le spese di viaggio sono pagate, e che addirittura sembra che l'esperienza nel campo non sia un requisito così fondamentale.
“Solo nell’ultimo anno sono riuscito a far crescere la mia attività viaggiando negli Emirati Arabi Uniti, in Indonesia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Italia, Francia, Spagna, Svizzera e Tailandia, e fino ad ora ho fatto affidamento sul mio migliore amico per essere lì per scattare foto sul suo telefono “, ha detto Lepre al Daily Mail.

Troppo bello per essere vero? Forse... ma... vogliamo scommettere che il fusto australiano non prenderà un gracile sessantenne filippino, ma molto probabilmente  un avventente giovane fotografa dal fisico mozzafiato?

Sbaglierò? Passo ai lettori l'ardua sentenza, ma naturalmente non manchiamo di seguire Matthew sui suoi social, in attesa della prossima inserzione!

Buon curriculum a tutti!

Il direttore

 
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