domenica 24 settembre 2017
 
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L'editoriale

Luglio/Agosto 2017 - Scordatevi Cuba e la Giamaica, dimenticatevi della perdizione in Thailandia e di altre mete esotiche: se siete alla ricerca di un luogo dove poter tradire il partner durante un weekend o una breve vacanza, bhè, le mete più facili sembrano essere quelle più vicine a noi. Questo almeno secondo il sito Incontri-ExtraConiugali.com, portale dedicato a chi cerca un'avventura al di fuori della coppia, ha condotto un inedito studio sulle mete più indicate per coloro che in vacanza vogliono tradire i loro partner.
 
In prima posizione si posiziona una meta al sole: la Costa del Sol nel sud della Spagna, in Andalucia. «Qui le spiagge sono affollate da splendide ragazze che adorano gli italiani e che sono molto aperte a relazionarsi con un uomo sposato. Ed anche gli uomini sono focosi e non disdegnano una scappatella con una donna italiana sposata» puntualizza Alex Fantini, fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com, il sito più sicuro dove cercare un'avventura in totale discrezione e anonimato.
 
Al secondo posto si classifica Amsterdam. Per loro fare sesso con un uomo sposato non è affatto un tabù e pare siano anche molto romantiche. Un po' meno lo sono gli uomini, ma anche loro hanno una mentalità aperta e sono ben lieti di soddisfare una donna che voglia tradire il marito.
 
Altre città  ideali per tradire il partner sono: Minsk sul podio in terza posizione, Cracovia al quarto posto, Mosca al quinto posto, Kiev al sesto posto, Stoccolma al settimo posto, Varna all'ottavo posto, Timisoara al nono posto e Roma che si posiziona decima.
 
A Varna in Bulgaria, situata sulla splendida costa del Paese del Mar Nero, durante il periodo estivo la città si riempie di bellissime bulgare, che tendenzialmente sono alte, con occhi chiari e propense ad un'avventura con un italiano sposato. Così come a Timisoara in Romania dove le ragazze sono dalla pelle molto chiara e bellissime: qui per l'uomo è più facile perché il rapporto maschi/femmine è di uno a 5. Mentre a Roma, che chiude poi la classifica, tra ragazze del posto e le turiste provenienti da tutto il mondo, vi è solo l'imbarazzo della scelta. Per lui e anche per lei le possibilità sono davvero tantissime. Oppure se si vuole concludere più velocemente basta andare sul portale Incontri-ExtraConiugali.com e in pochi click si organizza un incontro: le romane ed i romani iscritti al portale sono numerosissimi.

Insomma, se un tempo si approfittava delle vacanze della moglie magari solo per una breve scappatella serale nella propria città, ora grazie a voli low cost e ad una grande propensione a viaggiare anche solo per un weekend, il tradimento sembra essere davvero a portata di mano.

Buona estate a tutti allora!
 
Giugno 2017 - La compagnia British Airways messa ko per due e più giorni, con centinaia di voli e decine di migliaia di passeggeri a terra (si parla di oltre 75.000). Si è pensato subito a un attacco di hacker, ma purtroppo la verità si è rivelata ancora peggiore, se così si può dire: le sue reti, i suoi sistemi informatici hanno fatto harakiri con il risultato che è stato impossibile far decollare anche un solo aereo. Niente pirati informatici quindi, ma una realtà ancora più semplice da raccontare, ossia la ricerca di un risparmio sempre più drastico, individuato nel dare in outsorcing il proprio IT, sembrerebbe in Polonia e in India, due paesi notoriamente dalla manodopera a bassissimo costo rispetto a una Gran Bretagna sicuramente dagli stipendi fino a 10 volte più elevate.
Non voglio quindi pensare a quanto possa essere facile, magari per un concorrente o per chiunque voglia causare un danno a una delle più grandi compagnie del mondo, corrompere qualche dipendente sottopagato a Delhi e causare un vero putiferio come quello registrato a Londra nei giorni scorsi. Sicuramente è fantapolitica, ma qualcuno questo dubbio l'ha sollevato, essendo questo non il primo ma il quinto caso dopo quelli delle americane Southwest, Delta, JetBlue e United
Quello che interessa a noi passeggeri sono i disagi, i problemi, le ferie perse, le ore e i giorni passati in aeroporto con la speranza di vedere comparire il proprio volo sui tabelloni spenti... un danno enorme che naturalmente ora la compagnia dovrà risarcire a tutti, e non si tratta di pochi euro, o megli sterline... 
Siamo quindi davvero sicuri che la scelta di delocalizzare sia sempre quella vincente, quando c'è di mezzo anche la sicurezza di tutti noi?
Ai posteri l'ardua sentenza, ma che tutto questo serve da monito e da severa lezione anche per tutte le altre concorrenti.

Buon volo a tutti.
Il Direttore
Luca Mantegazza

 

Maggio 2017 - Tutti a Cuba, con il libro dell'amico Maurizio Ferrini, comico dall'intelligenza sopraffina (anche se forse un pò sottovalutato negli ultimi anni) che non ha mai perso il suo smalto e la verve dai tempi de "Quelli della Notte" con Arbore e compagni. E compagni è proprio il termine adatto in questo caso, perchè Maurizio nel suo "...O no?" (Edito da Manfredi, 336 pagine, 18 euro) porta il suo protagonista Politico De Lirio, comunista romagnolo figlio nientepopodimenoche di Emma Coriandoli e di Adelmo, alla scoperta degli ultimi veri comunisti rimasti, ossia all'Havana. O almeno questo è quello che pensa lui alla partenza, mentre il resto del suo divertissimo romanco è naturalmente tutto da scoprire!
Mi sia quindi perdonato se ho dedicato al suo libro un editoriale anzichè la rubrica dei libri, ma adoro e stimo Maurizio da quando abbiamo girato insieme per tutti i ristoranti sushi sui Navigli (ne è un vorace divoratore), da quando mi ha raccontato sogni, successi e delusioni della sua vita, e da li al suo exploit all'Isola dei famosi ho sempre voluto parlare di lui. Il suo libro, che racconta di un viaggio e di una delle destinazioni più belle per chi vuole unire un tour culturale ad un mare da sogno, è quindi la scusa per unire tutto questo e regalargli in questo poche righe tutta la mia stima. Grande Maurizio!

Buona lettura a tutti!

Il Direttore
Luca Mantegazza

 

Aprile 2017 - Il video con il passeggero della United fatto scendere forzatamente dal volo 3411 ha fatto il giro del web in pochissime ore. A tutti è capitato o prima o poi capiterà (purtroppo) di vivere in prima persona il fenomeno dell’overbooking, ossia di quella pratica con cui le compagnie aeree lasciano a terra qualche passeggero perché hanno venduto più biglietti rispetto ai posti disponibili. Perché lo fanno? La spiegazione è semplice: statisticamente c’è sempre una percentuale di viaggiatori che non si presenta, quindi se si vendessero il 100% dei posti sul volo si finirebbe per volare con dei sedili vuoti, quindi perché non venderne di più (di norma tra il 105 e il 108%) e… sperare che la statistica sia rispettata? Qualora non lo sia, qualche passeggero sarà quindi lasciato a terra, appunto citando il famigerato “overbooking”. La legge prevede una compensazione pecuniaria a quanti non verranno fatti partire (poche centinaia di euro in base alle ore di volo previste, ma molte compagnie fanno finta di niente e non lo dicono nemmeno), o qualche compagnia invece propone in anticipo una somma a quanti decidano di rinunciare spontaneamente al volo per imbarcarsi sul primo disponibile.
Torniamo però a quanto avvenuto sul volo United: personalmente è la prima volta che sento di un passeggero fatto scendere una volta imbarcato. Di norma si viene bloccati al checkin, non una volta a bordo, ma stavolta qualcosa deve essere andato storto, e bisogna assolutamente imbarcare qualche altro passeggero, probabilmente un raccomandato dell’ultimo minuto, viene da sospettare, chissà.
Ma mai si sarebbe pensato di vedere ricorrere alla forza bruta per far scendere un passeggero pagante, che – ripeto – non ha commesso alcun reato né infrazione, avendo pagato un biglietto ed essendo a bordo ben seduto sul sedile regolarmente assegnato. Soprattutto se dichiara di essere un medico e di avere delle visite urgenti a destinazione.
Si poteva trattare di un normale incidente di percorso se qualche passeggero non avesse ripreso e postato tutta la scena. Quello che ne è seguito è un incidente che la compagnia ha pagato a carissimo prezzo: indignazione di milioni di viaggiatori, cancellazioni a raffica, flessione nelle prenotazioni, e un tonfo delle azioni in borsa senza precedenti… tutto questo perché anziché scusarsi, dalle alte sfere (leggasi Oscar Munoz, Ceo di United) hanno pensato bene di dare la colpa al passeggero e alle sue intemperanze! E vorrei vedere che festeggiasse, anzichè lamentarsi a gran voce!
Il finale a tutto questo è che ora il malcapitato ha ricevuto un enorme indennizzo per chiudere la questione senza ulteriori strascichi, mentre la compagnia ha promesso 10.000 dollari a chi dovesse trovarsi in casi analoghi: un incentivo tale per cui c’è davvero chi ha sperato e spera di essere finalmente il prescelto. Ma tutto questo è solo pubblicità positiva pensata per tentare un recupero d’immagine. Quello che è certo è che è davvero vergognoso trovarsi buttati fuori da un aereo come un pacco, quando dovremmo essere noi clienti serviti e riveriti perché è con i nostri soldi e i nostri voli che le compagnie aeree vivono, sopravvivvono o fanno utili.

Buon volo a tutti, overbooking permettendo…
 
Il direttore,
Luca Mantegazza

 

 
 
Febbraio 2017 - Avevo già parlato in passato della vergognosa pratica tutta italiana degli adeguamenti. Dietro questa piccola deliziosa parolina si nasconde uno dei malcostumi del turismo italiano, che proprio in questi mesi sembra essere tornato prepotentemente alla ribalta. In pratica si fa una cosa semplicissima: si pubblica un catalogo con dei prezzi, e nelle note si scrive in piccolo piccolo che sono stati usati determinati parametri sia per il cambio valutario (quasi sempre dollaro) sia per il calcolo del posto-sedile sull'aereo (!) ossia il costo del carburante utilizzato dall'aeromobile per il vostro viaggio, diviso per le ore di volo secondo una formula complicatissima che blocca ogni possibilità di calcolo. E già su questo ci sarebbe molto da dire.
Ma lo scandalo, se così si vuole chiamarlo, è nella determinazione di questi parametri: basta infatti tenerli molto bassi, sicuramente molto inferiori rispetto a quelli di quando si stampa il catalogo, e voilà il gioco è fatto. Il viaggio sembra più economico, voi clienti lo comprate, e a 20 giorni dalla partenza eccovi la sorpresina: vi trovate a pagare quasi il 10% in più! Quasi il 10% significa che casualmente non si supererà mai questo valore, perchè la legge dice che in questo caso sareste liberi di cancellare il tutto senza penale!
Dopo lamentele, reclami, denunce varie, ecco però che i nostri baldi tour operator hanno studiato la soluzione: pagare di più per non avere adeguamenti! Basta infatti scegliere - ovviamente al momento della prenotazione - di aggiungere un ulteriore balzello, e voilà, il gioco è fatto: non avrete più il secondo balzello, quello dell'adeguamento!
Non sarebbe più facile dare un costo finito, calcolato con i costi reali? Si, certo, ma farebbe guadagnare molto meno.
Pensateci, mentre sfogliate l'ennesimo catalogo per le vostre ferie estive.

Il Direttore,
Luca Mantegazza


 

Gennaio 2017 - E' la bellissima Shakira la protagonista del nuovo spot di Costa Crociere, destinato non tanto all'Italia quanto ad altri paesi europei dove la compagnia è molto conosciuta e apprezzata. E allora la domanda che mi sono subito fatto io e tantissimi altri spettatori su Facebook e altri social network è una sola: PERCHE'?
Perchè, perchè, perchè mai spendere una montagna di soldi (non solo per la colombiana, ma anche per la location e per il cast di attori locali dei borghi amalfitani dove lo spot è stato girato a dicembre), per poi farci prendere in giro da tutti, sopratutto all'estero? Il riferimento, per i pochi che ancora non l'abbiamo visto nel bombardamento televisivo, è per quella nave che passa così vicino alla costa per fare il saluto (o meglio l'inchino) alla cantante, sfiorando amabilmente quelli che sulla sinistra delle immagini possono sembrare (anzi, sono) degli scogli.
Ogni riferimento è purante casuale? O qualche mente perversa ha minuziosamente studiato ogni dettadlio proprio per far parlare tutti di questo (a mio avviso) increscioso errore? Non voglio pensare che sia cercato e voluto, ricordiamoci sempre delle tante vittime che quel malaugurato "saluto" ha causato, quindi se così fosse si tratta di un cattivo gusto inaudito, inopportuno, e da censurare.
Non me ne voglia quindi la bella Shakira: io voto No. E se qualcuno ci vuole vedere un riferimento al recente referendum, bhè, si rivolga anche in questo caso agli autori dello spot.

Buona crociera a tutti!

Il Direttore
Luca Mantegazza

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