lunedì 26 agosto 2019
 
Home  >  L'editoriale
 
Indietro  Pagina 1 di 13  Avanti

L'editoriale

Maggio 2019 -  Esiste un'sola al mondo dove si vive senza orari. Ci si sveglia quando si vuole, si mangia quando lo stomaco brontola, ci si tuffa in mare anche alle 2 di notte, e ovviamente si va a letto quando morfeo reclama dentro ciascuno dei suoi abitanti. A Sommaroy, nel Nord della Norvegia, si vive infatti senza orologi, perchè qui l'ora non ha nessuna importanza. Qui il sole d'estate non tramonta per quasi tre mesi, la luce del giorno è quindi una presenza costante, e portare al polso un orologio non serve quindi assolutamente a nulla. Tutto questo si ripete da generazioni, ma ora è statp deciso di formalizzare tutto questo chiedendo che l'isola venga ufficialmente dichiarata "time-free", ossia dove non esiste il tempo.
A cosa serve tutto questo? In realtà non solo agli abitanti che godrebbero così di una libertà unica al mondo, ma anche all'isola stessa, che in questo modo potrebbe attrarre con questa soluzione migliaia di turisti alla ricerca di una vacanza senza stress, all'insegna del "quando voglio", una rarità che nella frenetica modernità del nostro tempo potrebbe davvero fare la differenza.
E ovviamente, per chi varcherà il confine, un doveroso segnale: lasciare appeso al ponte non il solito lucchetto d'amore ma il proprio orologio. A patto che non sia un costoso Rolex, ovviamente!

Buon relax a tutti!
Il direttore
Luca Mantegazza

 

Aprile 2019 - Ryanair torna a far discutere: dopo le liti sui bagagli, è ora la volta del supplemento per i neonati.
Sì, perché la compagnia aerea low-cost ha reso esplicito nel documento su ‘termini e condizioni’ che per i bambini di età inferiore ai due anni è necessario pagare il supplemento di Euro 25, sia per il viaggio di andata che per quello di ritorno. Il sovrapprezzo compare nei ‘supplementi facoltativi’ e sembrerebbe non esserci modo di sviarlo, né per le prenotazioni online né per quelle in loco.
Federconsumatori, inoltre, sottolinea come i 25 Euro per tratta appaiano solo nella schermata di pagamento, una prassi, se vogliamo, non del tutto trasparente.
"Non si tratta di una novità, esisteva già in passato e nell'ultimo anno non ci sono stati rincari" questa la replica di Ryanair alle polemiche sollevate, ma i consumatori non ci stanno, soprattutto dal momento che la vicenda rasenta il ridicolo se si pensa che infanti e neonati sarebbero costretti a viaggiare a bordo dell’aereo, come tra l’altro potremmo normalmente aspettarci, in braccio ai genitori con un’apposita cintura di sicurezza. Dov’è quindi questo servizio aggiuntivo? O peggio ancora, può essere considerato un supplemento facoltativo il proprio bebè, al pari di un bagaglio di troppo?
Di fronte a questa ricerca sfrenata del guadagno, l’unico supplemento facoltativo sembra essere l’etica commerciale…
 
Veronica Elia

Marzo 2019 - Malati di smartphone, girano liberi per terra e per cielo... lo impugnano osservandolo come fosse una guida ma non stanno usando il navigatore... lo ascoltano come fosse un messia, ma stanno ascoltano solo musica techno rock... usano la sua tastiera come stesso scrivendo le proprie ultime volontà, ma in realtà stanno commentando quel gattino che a Sydney esegue una sonora pernacchia al canarino del portinaio del vicino di casa di una vecchia zia... ogni volta che vado in viaggio non faccio altro che vedere intere famiglie a tavola dove tutti i componenti sono perennemente al telefono - pardon, allo smartphone - il record è durante una cena a Mauritius lo scorso maggio: nel tavolo a fianco 2 adulti e 4 figlie, in cinque a digitare e una impegnata a leggere un libro, evento raro quanto inspiegabile, forse per spezzare la noia dell'osservare i componenti della sua famiglia.
Siamo così distratti e drogati da quello che doveva essere uno strumento di comunicazione per chiamare e scrivere qualche sms, che il comune di Bolzano ha pensato bene di installare dei paracolpi colorati sui pali della luce... lo scopo non è però (solo) quello di evitare sonore testate ai propri cittadini, ma probabilmente quello di sensibilizzare ad un uso corretto del telefonino (che io continuo impropriamente a chiamare così!)...
E a tal proposito, secondo voi, è un uso corretto riprendere e postare sui social network una coppia intenta a fare sesso su un volo davanti a tutti, immagini e video che hanno ormai fatto il giro del mondo nelle ultime settimane?
Forse non c'è davvero più alcun limite, dobbiamo tutti arrenderci e anche in vacanza passare il tempo in spiaggia a postare e commentare? Io dico di no, nè ora nè mai!

Buono smartphone a tutti!
Il direttore


 
Febbraio 2019 - Faceva freddo quel mattino di gennaio, molto freddo. L'atrio della stazione di Washington, DC, Stati Uniti, non era certo il luogo ideale per ripararsi, ma cercare un rifugio dal vento gelido non era certo lo scopo di quel ragazzo vestito in modo anonimo con in testa un semplice cappellino con visiera. Estrasse infatti dalla custodia un violino, lasciandola aperta per ricevere qualche offerta, e iniziò a suonare davanti ai passeggeri sempre di corsa, ben 6 pezzi di Bach per quasi un'ora. Una scelta vista e rivista da tutti noi, se non fosse per il protagonista di questa storia, Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti al mondo, che in quella stazione stava imbracciando (si dice così vero?!?) uno strumento del valore di quasi 4 milioni di dollari.
L'esperimento aveva uno scopo ben preciso: verificare come migliaia di persone ormai non facciano più caso a quello che li circonda, correndo di fretta ovunque, spesso con lo smartphone in mano... pochissimo si sono fermati ad ammirare questo genio del violino, appena una ventina quelli che hanno lasciato un offerta scappando subito dopo aver lanciato la moneta... gli unici ammirati dal suono magico del suo strimento, quasi fosse il pifferario della favola, sono stati - nemmeno a dirlo! - i bambini, subito strattonati da un adulto che li invitava a riprendere il cammino verso chissà quale meta.
Ebbene questo esperimento ci deve fare molto riflettere.  E non certo peri 32 dollari raccolti rispetto al tutto esaurito in teatro del giorno prima, con biglietti a 100 dollari l'uno... deve farci riflettere sul tempo, ma anche sulla percezione che abbiamo delle cose belle, del talento, della musica... scegliete voi il finale migliore di questa storia, e valutate ovviamente l'importanza del contesto rispetto a tutto il resto...

Fatto? Bene, scommetto allora che la prossima votla che sentirete un musicista in una qualsiasi stazione, italiana o in una qualsiasi città in giro per il mondo, vi fermerete sicuramente ad ascoltare e a riflettere almeno per qualche istante!

Buon ascolto a tutti!
Il direttore

 
Dicembre '18/Gennaio '19 - D'inverno fa freddo. Si sa. E a volte nevica. Si sa. Pensate che in alcuni casi capita anche che di notte si formi del ghiaccio, soprattutto sul parabrezza delle nostre auto. Vi siete stupiti? Immagino di no. Ma potrete farlo pensando all'aeroporto di Brindisi, dove il ghiaccio sulle ali di un aereo è stato rimosso con un sistema italico, ossia con dei secchi di acqua calda gettata sulle ali. Il tutto ripreso da un parlamentare che ha immediatamente postato il video, aprendo un'interrogazione. Dalla direzione dell'aeroporto di Puglia fanno sapere che  "al fine di evitare immotivate preoccupazioni in materia di sicurezza e di chiarire, si spera in via definitiva, quanto emerso dalla pubblicazione del video, l'esecuzione del de-icing, procedura standard (SAE International) in vigore che consente - con temperature al suolo maggiori o uguali a 0°C - l'utilizzo di acqua calda a 60°C".
Vi siete tranquilliazzati ora? Io non tanto, perchè è risaputo che l'acqua raffreddandosi forma altro ghiaccio, dipende quindi da come viene effettuata l'operazione. Vero che si tratta di un aeroporto del sud, ma non posso credere che nessuno abbia mai previsto l'eventualità che le temperature possano andare sotto lo zero termico!
Il punto è però un altro: come al solito il video ha fatto il giro del mondo e come regalo di Natale da tutto il mondo ci hanno regalato una bella serie di prese in giro come non ne arrivavano da tempo. 

E allora buon anno nuovo a tutti, anche all'aeroporto di Brindisi!

Il direttore
 

Novembre 2018 - D&G fanno harakiri in Cina. Colpa di uno spot che ormai tutti abbiamo visto e rivisto, ma che sta avendo e avrà forti ripercussioni non solo per l'industria italiana della moda, ma anche per gli altri brand italiani presenti nel paese più popoloso del mondo.

Un autogol clamoroso, non solo per gli spot tacciati di razzismo da parte dei cinesi (l'intendo era scherzoso, ma non si scherza sul cibo e sulle bacchette!), ma probabilmente perchè non si è minimamente pensato di analizzare usi e tradizioni, cultura e società, ma si è solo preteso di portare internazionalizzazione ad ogni costo all'interno di un paese molto differente dal nostro.  Può una multinazionale così grande commettere un simile errore? I cinesi sono un popolo che ha un fortissimo senso di appartenza alle tradizioni, è un pò come se loro fossero venuti da noi a venderci i loro prodotti e prendessero in giro pasta e pizza mangiate con forchette e coltello... anzi no, a dirla tutta noi non siamo in grado di capire il danno fatto, ci avremmo riso su, e avremmo stappato una bottiglia di vino ridendo a crepapelle.
Ma l'errore sicuramente più grosso lo ha commesso Stefano Gabbana insultando via social chi aveva osato criticarlo, insulto che si è trasformato in un boomerang verso tutto il popolo cinese, in pratica come versare un enorme bidone di benzina su un fuoco che arde in piazza Tien An Men davanti ai carrarmati... una figura ancora più ridicola quanto ha pensato bene di dare la colpa del post ad un fantomatico hacker! Si poteva sbagliare ancora di più? NO!
Risultato: evento promozionale cancellato, prodotti D&G banditi dai siti di vendita cinesi. milioni di fatturato sfumati e chissà per quanti anni...

La morale perchè che dobbiamo imparare da tutto questo è una sola: da loro in governo conta molto, moltissimo, e l'unità del paese esiste davvero, al contrario di noi che l'abbiamo persa da decenni...

Buon viaggio in CIna a tutti, tranne a Stefano&Domenico, che chissà per quanti anni non potranno metterci piede...

Il Direttore
Luca Mantegazza

 

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano al n.236-01/06/12 - Direttore responsabile: Luca Mantegazza
© Giv sas edizioni, Milano - P.i. 04841380969