martedì 09 marzo 2021
 
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L'editoriale

Novembre 2020 - Sono anni che veniamo ossessionati da una parola che ci fa paura: "privacy"! Sempre e ovunque... firmiamo, autorizziamo, sottoscriviamo moduli lunghi come la famosa carta igienica da 7 piani senza mai averne letto nemmeno uno. E' per questo che ha stupito un pò tutti quando online è apparso l'elenco dei contributi che sono stati devoluti ad agenzie viaggi e tour operator, uno dei settori in assoluto più colpiti... il motivo è semplice: tanto per fare un esempio, un parrucchiere ha lavorato e guadagnato fino al lockdown, per poi riaprire, lavorare e guadagnare, poco o tanto che sia.
Nel settore dei viaggi purtroppo no: i viaggi annullati da marzo in poi non hanno più maturato il guadagno previsto in fase di vendita (la legge ha sostituito gli acconti con dei voucher validi 18 mesi), azzerando di fatto ogni utile. Cassetto vuoto, per capirci, ma in più zero guadagno su tutto il lavoro fatto prima (vendite per l'estate ad esempio), durante (cancellazioni e annullamenti andavano seguiti con enorme dispendio di energie) e dopo (creazione dei voucher, procedure di rimborso verso le compagnie aeree per tutti i biglietti già emessi, ecc).
Per il turismo non c'è alcuna riapertura come per gli altri settori, e il motivo è semplice: non c'è nulla (o quasi) da vendere, tra chiusure di paesi, quarantene, tamponi da fare prima e dopo il volo, regole e limitazioni di tutti i tipi, tra cui la peggiore: non si puà viaggiare per turismo, ma solo per altre necessità.
A questa chiusura-non chiusura per fortuna qualcuno ha pensato bene di istituire un fondo di emergenza per compensare le enormi perdite derivanti dalla cancellazione di tutti i viaggi... ed è qui che nasce il divertentimento: nei social dedicati al settore si sono scatenati tutti contro tutti: quanto ha preso quello, io ho preso poco, io meritavo di più (!), il criterio è sbagliato, e così via.
Questo perchè accanto al nome dell'agenzia e alla partita iva, sono state pubblicate nero su bianco online, disponibili a tutti, le somme erogate. Un numero per tutti? 14 milioni e rotti per Alpitour, il leader delle vacanze. Un piccolo bonifico da ritrovarsi sul conto corrente da un giorno all'altro!
Alla faccia della privacy, o essendo soldi pubblici è giusto che tutti sappiano? Riflettiamoci su, ma... quanto avranno preso bar e ristoranti come ristoro?!? Di questo non è dato sapere a nessuno!

Buona privacy a tutti!

Il direttore





 
Settembre/Ottobre 2020 - Prenoto, parto, volo e atterro. Destinazione? Nessuna! Per i nostalgici del decollo, due compagnie aeree hanno lanciato un iniziativa analoga, ossia un esperienza di volo andata e ritorno dallo stesso aeroporto... nessun visto d'ingresso, nessun problema di tamponi o quarantena all'arrivo, ma un semplice, bellissimo volo sopra i cieli di casa, per ammirare dall'alto il proprio paese, godersi la traversata e sorseggiare l'immancabile drink con noccioline servito magari da una bella hostess (o un affascinante stewart, ovviamente!).
L'idea è venuta sia alla Eva Air, partendo da Taiwan sul popolarissimo aeromobile con livrea dedicata a Hello Kitty, ma soprattutto all'austaliana Qantas con i suoi "voli verso il nulla"... la compagnia volerò infatti da Sydney sorvolando le meraviglie dell'isola continente, tra cui  l'Uluru (il monolite sacro agli aborigeni), le Isole Whitsundays, la Grande Barriera Corallina e naturalmente la Sunshine Coast... 7 ore di volo incredibili, con una un menù stellato ancora a sopresa... i posti sono stati esauriti in appena 10 minuti nonostante il prezzo non proprio economico, segno evidente di una voglia di volare che non conosce paure. Ricordiamo che l'aria sugli aerei è tra le più pure e antivirus in assoluto, grazie ai filtri e al continuo riciclo, almento questo è quanto hanno stabilito molte ricerche...
E in Italia? Lasciamo da parte la situazione, ma lanciamo anche da noi l'idea, perchè in questo modo, ricordiamolo, faremmo lavorare piloti ed equipaggio, chef e catering, movimento aeromobili che altrimenti resterebbe fermi in pista con costi stellari (si parla di 10.000 dollari al giorno per lo stazionamento). 
Se sia fattibile o meno non lo possiamo sapere o stabilire, considerando le mille regole, regolette, regolamentazioni, blocchi, chiusure e balblabla, ma stante l'esperienza delle due compagnie, come dico sempre... perchè non provare?

Buon volo a tutti!

Il direttore

 

Luglio/Agosto 2020 - Non si capisce più niente. C'è chi lo chiama disordine, confusione, trambusto. Chi scompiglio, tumulto, baraonda, parapiglia, subbuglio... per me è solo un gran macello.
Davanti alle ferie, sono saltate tutte le regole, non c'è più virus che tenga, non ci sono casi, non ci importa di nulla, solo di poter andare al mare, di ballare in discoteca, di bere liberamente un cocktail con gli amici.
Come sempre le due teorie si contrappongono: quella di chi reputa il virus una bufala mediatica per far restare il paese nello stato di emergenza, e chi dall'altra parte urla e strepita che così arriverà presto la seconda ondata, con ricoverati e morti.
Non voglio nemmeno ora entrare in polemica nè esprimermi in merito, ma vorrei solo che si analizzassero due dati: i morti di quest'anno, e quelli degli anni scorsi. Tutto qui. Ho cercato online, ma non si trova nulla, niente di ufficiale.
Verrebbe da chiedersi come mai, così come perchè si parla per 20 minuti nei tiggì di 3 morti, e non di migliaia di decessi per altre cause. O no?
Tornando però al titolo e all'argomento di questo mese, volevo evidenziare il marasma di regole che ci ha colto impreparati. Al punto che si fa un pò come si vuole.
Ieri ho dimenticato la mascherina al bar. Niente colazione? Fa niente, mi dicono, entra pure.
Non dobbiamo toccare nulla? Ecco che il giornale passa di mano come una trottola, tutti toccano, nessuno si pone il problema.
Dobbiamo mettere la mascherina e i guanti al supermercato... poi in ascensore il mio vicino starnutisce e tocca il mio stesso pulsante, e tutto va bene, nessuno pulisce mai.
E in spiaggia? Lasciamo perdere, zero regole, vale solo il poter prendere il sole in santa pace e dimenticarci del signor Covid.
Nel frattempo di raccomando di seguire il cartello: niente assembLamenti e mantenete la distanza di 10 metri quadrati! non 9 eh, devono essere 10!

Scherzi a parte, cosa succederà ora non lo sa nessuno. Dobbiamo solo attendere, vedere i dati di settembre e ottobre, e sperare.
Perchè per tornare alla normalità, purtroppo, tempo che ci vorrà ancora molto, molto tempo.

Buon rientro dalle ferie a tutti.
Il direttore


 
Giugno 2020 - La paura di tornare a viaggiare regna sovrana, e in parte (per ora) sembra sia lecito così. Viaggiare è e deve essere un piacere per l'anima e il corpo, si dovrebbe quindi fare solo in piena consapevolezza e serenità, assaporando ogni momento anche per staccare dalla vita quotidiana e tornare rigenerati. Quando però arrivano gli incentivi economici, tutto questo sembra scomparire: voglio viaggiare, voglio partire e chissenefredadelvirus e di ogni altro rischio connesso.
E' il caso del Giappone: in questi giorni ha iniziato a circolare ovunque (social media ma anche quotidiani) la notizia che il governo avrebbe offerta metà vacanza ai turisti, sia per i voli aerei sia per gli hotel, e si è scatenata la caccia alla prenotazione. Era solo un idea, non c'era nulla di concreto, ma in Italia (e non solo) è iniziato subito il tam tam della fake news, e in attimo tutti a voler prenotare e partire per il Sol Levante per le vacanze estive! 
Non sono mancati ovviamente anche i classici furbetti: "Puoi farmi una ricevuta del volo doppia, cosi me ne pagano metà e io vado gratis?". Peccato che nessuno ne sapesse niente.
E' quindi bastata una piccola ricerca in internet per scoprire che l'offerta era valida solo per il turismo interno, quindi solo per i giapponesi che viaggiavano con voli locali all'interno del paese, e che il contributo hotel era appena un terzo del costo della camera. Un incentivo comunque importante, ci mancherebbe, ma nulla a che vedere con i titoloni apparsi ovunque in Italia. Al punto che l'ente del turismo nipponico ha dovuto smentire la notizia ufficialmente. 
https://www.fnn.jp/articles/-/45881
Se pensiamo però al clamore mediatico suscitato, anche se l'iniziativa non dovesse avere un seguito reale, si tratta di un enorme successo pubblicitario di dimensioni planetarie e a costo zero, una pubblicità positiva da milioni di euro a costo zero.
Vi invito però a legare questa notizia ad una considerazione... i nostri voucher vacanza tricolore hanno fatto infuriare gli altri paesi confinanti perchè impongono a chi ne ha diritto di spenderli solo in Italia. Pubblicità quindi negativa. E quando la Germania ha varato un corridorio turistico per portare i tedeschi in Croazia, dal nostro Governo si sono levate ed elevate mille proteste che così non si fa! Pubblicità negativa. 
Capiamo tutti che qualcosa non va, vero?

Buon Giappone a tutti, con o senza voucher...

Il direttore

 
Maggio 2020 - Fino all'anno scorso questo prato sul lago era uno dei miei salvagenti preferiti. A 20 km da casa, prendevo e partivo quando volevo raddrizzare giornate storte o fare il pieno di luce. C'era un'area attrezzata con lettini, ma tutto il resto era libertà verde. Pagavi 3 euro per entrare, ti portavi la tua branda od asciugamano e ti posizionavi dove volevi. Libera di scegliere, di stare e, pure, di risparmiare.
Oggi arrivo e non è più così. Un:opera geometrica, soffocante nella sua millimetrica metratura asfissiante. Non puoi più fare nulla di quello che facevi e sei obbligata, per entrare, a spendere almeno 8 euro per un lettino singolo, senza ombrellone. Altrimenti il prezzo cresce di 4 euro. Dal venerdì alla domenica tutto lievita ulteriormente.
Chi ti riceve alla cassa ti noleggia un semplice lettino, ma ora pomposamente tu occuperai un lotto. C'è il lotto singolo, quello doppio, quello due+due... un sacco di combinazioni che ti fanno girare la testa. Non puoi scegliere, ma scelgono per te. Poi non puoi più spostarti, anche i movimenti del lettino sono controllati a distanza.
Non c'è nessuno, ma ti dicono che la prossima volta è meglio se prenoti. Gli spieghi che sarà difficile che ci sia una prossima volta perché un prezzo quasi triplicato in cambio di una finta libertà è un po' troppo.
Il gestore mi spiega che è colpa del Governo, questo era un posto per 700 persone, ora le nuove disposizioni ne consentono solo 200. Quindi in qualche modo occorre fare quadrare i conti. Ed in effetti il prezzo triplicato è un'ottima partenza per la matematica, ma non credo per il business. Gli dico che se lui ha un terzo dei posti non è che a noi il Governo ha triplicato gli stipendi. Sarebbe stato sufficiente un prezzo a metà strada, tipo 5 euro, giusto per farci credere che la pandemia è un'opportunità per farci diventare persone migliori e favorire il gioco di squadra.
Non è così. Ognuno cerca di riprendersi un poco di quello che gli hanno rubato e sa benissimo che a farne le spese è chi, come lui, ha subito un furto con scasso dei maroni.
L'ago della bilancia è a senso unico. Addio spiaggetta.

Paola Pellai
https://www.facebook.com/paola.pellai
Aprile 2020In questi giorni tragici che stanno colpendo tutti noi come mai prima d'ora, vorrei parlare di qualcosa di allegro... fortunatamente in mio aiuto sono arrivati tutti i “geni” che movimentano i nostri social e le nostre giornate donandoci – volenti o nolenti – almeno un sorriso con il loro comportamento. Ecco allora che facebook, twitter ma anche quotidiani e settimanali si riempiono di scuse poco credibili, di dichiarazioni al limite del ridicolo, e anche di travestimenti che fanno pensare più allo scherzo che non alla realtà per uscire: il top probabilmente è stato raggiunto da chi (vedi foto) ha pensato di travestirsi da siepe umana pur di uscire di casa e non farsi scoprire in caso di controlli!
Premesso che ovviamente è dovere civico di tutti restare a casa per contenere la diffusione del virus, l’Italia è notoriamente il paese dei furbetti (del quartierino e non!), in molti si scatenano nel trovare la scusa più o meno efficace per giustificare l’improvvida uscita di casa.
Ecco allora il genio la cui sincerità non viene premiata:  scrive sull’autodichiarazione che è uscito per comprare la droga, e finisce arrestato su due piedi.
Quell’altro che “beccato” fuori dal proprio comune afferma ingenuamente che sta andando a comprare il pollo nel paese vicino perché li è più magro, o ancora un altro che cambia città perché ha i punti della tessera in scadenza!
L’altro fenomeno che fermato a correre a chilometri di distanza da casa (quando, ricordiamolo, il limite è 200 metri, quindi solo nelle immediate vicinanze) si giustifica dicendo che è dovuto scappare dall’inseguimento di un cane rabbioso.
E ancora, chi con la scusa di portar fuori il proprio animale, non solo esce per ore dalla mattina alla sera obbligando il povero compagno di vita, ma in più di un caso con il solo guinzaglio per poi affermare che il cane (inesistente!) è scappato e lo sta cercando!
C’è anche chi ha portato fuori il gatto o la lucertola, e chi un cane di pezza, al punto che il sindaco di Mamoiada, in Sardegna, nell’ordinanza ha voluto e dovuto specificare che i canidi devono… necessariamente essere in vita!
Ecco, questa è la nostra bella Italia, ma… siamo sicuri che ci sia davvero da riderci su?
 
Buona ripresa a tutti
Il direttore
 

 
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