mercoledì 18 luglio 2018
 
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L'editoriale

Aprile 2018 - Una vera rivoluzione. Dopo il passaporto con il chip, la rivoluzione digitale italiana è passata alle carte d'identità, che abbandonato lo scomodo quanto sgualcibile formato cartaceo con piega, finalmente diventa elettronica.  Tutto bene, penserete voi? Certo che no, tanto per cambiare! Perchè i tempi di emissione sono ormai biblici, e chi deve partire a breve non solo rischia di non poterlo fare per mancanza del documento di espatrio, ma addirittura le partenze estive sono state dichiarate a rischio. Il perchè è resto detto: non solo i tempi di prenotazione in Comune sono lunghissimi (non si può più andare allo sportello direttamente, si viene reindirizzati al sito internet per la prenotazione, previa registrazione, una follia per chi non mastica di internet e web!) ma anche quelli di rilascio, per colpa dei macchinari di stampa totalmente inadeguati alla richiesta.
In alcune città per capirci, i tempi per la prenotazioni sono dilatati fino ai primi di luglio, e c'è da scommettere quindi che la stampa e la consegna non avverranno in tempo per l'estate.
Come attrezzarsi quindi? Con il passaporto innanzitutto, dato che sostituisce ovviamente in pieno la carta d'identità. Oppure controllando fin da ora la scadenza del documento e mettendosi quanto prima in riga. State già correndo a verificare nel portafoglio o in borsetta, vero?!? :-)

Buon documento a tutti!

Il direttore
Luca Mantegazza

 
Febbraio/Marzo 2018 - Dici Valtur e subito pensi ai villaggi italian style che per oltre 50 anni hanno significato tanto per il turismo del Belpaese. Poi vai a vedere la storia e i bilanci degli ultimi 10, 15 anni, e ti accorgi che qualcosa è cambiato, che più di una cosa non va e non andava. I conti. Facile accusare un management presunto incapace di gestire una società un tempo ricca e che ora perde oltre 120 milioni di euro. Villaggi pieni, casse vuote Qualcosa non va, è chiaro. Ma intanto che si apre il dibattito, che si cerca il colpevole, la società gestita ora dal fondo private equity Investindustrial finisce in concordato preventivo liquidatorio, le prenotazioni ovviamente sono bloccate e i lavoratori tutti a rischio.
Ci sono già stati vari rilanci negli anni, tutti finiti male, chi si assumerà di nuovo l'onere di far ripartire questo gigante d'argilla?
La risposta è nessuno. 
O meglio, ci sarà la solita caccia al marchio da acquistare per quattro soldi, da abbinare magari a qualsiasi cosa (tanto l'italiano rimane affezionato al nome e non sa minimamente cosa ci sia dietro) ma nulla più. Nessuno metterà mano al portafoglio per investire milioni e milioni di euro su un rilancio che partirebbe da una formula ormai sbagliato, con costi di gestione molto elevati e nessuna garanzia di riempimento.
Anche perchè - e qui arrivano le dolenti note - chi ha già prentoato e versato lauti acconti molto probabilmente (per non dire sicuramente, lasciamo accesa una piccola speranza) perderà tutto e non partirà per le meritate vacanze.
Le associazioni consumatori si scaglieranno contro Valtur, poi non trovando nulla devieranno verso l'agenzia di viaggi rea di aver proposto e venduto quel viaggio su quel catalogo maledetto, e il malcapitato banconista si troverà alla sbarra a dover restituire di tasca sua dei soldi non suoi che ha puntualmente versato al tour operator. 
Fine della storia, fine dei giochi, fine di Valtur. 

E buon villaggio a tutti.

Il direttore
 

Dicembre 2017/Gennaio 2018 - Per Gerard il cliente ha sempre ragione. Lui interpreta il detto italico con un espressione ancora più forte, "The customer is King and he's always right".
Ci sono però delle eccezioni a questa regola, come in questa storia che sembra tragicomica che invece è assolutamente reale. La premessa è che Gerry è il direttore di un bellissimo hotel in Polinesia Francese, anche se non diremo quale, e adesso capirete perchè.
Ebbene, dopo il check out di una coppia di neo sposini, la sicurezza è andata nel loro bungalow per accertarsi che non avessero dimenticato nulla, cosa che capita abbastanza spesso. Quello che non si aspettavano è che dalla camera fosse sparito un grande e prezioso piatto di legno delle isole Marchesi, una rarità, che certo non poteva essere confuso con un regalo, essendo parte dell'arredamento!
Il furto era inaccettabile per Gerry, che ha così subito pensato di chiamare la polizia aeroportuale per denunciare l'accaduto. La coppia è stata individuata e prelevata dal check in a Papeete, portata in una sala appartata e perquisita, e ovviamente è stato subito trovato nel loro bagaglio il prezioso oggetto. Spaventandoli con l'idea di un arresto che gli avrebbe fatto perdere il volo intercontinentale la coppia ha ammesso il furto, e questo è bastato per rilasciarli non senza fargli prendere uno spavento che si ricorderanno per tutta la vita.
Il maltolto è stato recuperato, Gerry ha tirato un bel sospiro di sollieco, la coppia è rientrata regolarmente... 
Tutto bene quel che finisce bene quindi? Quasi.
Perchè chi di voi potrebbe mai immaginare una recensione negativissima all'hotel da parte della coppia di ladruncoli?!? Pazzesco vero? Attenzione quindi a quello che si legge, dietro a un "fa tutto schifo" potrebbe nascondersi davvero di tutto... e io riesco ancora a stupirmi...

Buon Natale a tutti!

Il direttore
Luca Mantegazza

 

Novembre 2017 -  Il buco dell'ozono avanza... i terroristi dell'Isis minano la serenità dei turisti... la peste dilaga in Madagascar... la caduta delle noci di cocco continuano a essere tra le prime cause di mortalità nel mondo...  eppure a tutti è sfuggito il grande, dilagante, enorme, terrificante problema che attanaglia il pianeta: chi fuma in spiaggia. Ovviamente la mia ironia può essere in parte condivisa da chi come me odia il fumo e si infastidisce se nel ristorante all'aperto il mio vicino decide di accendersi la sigaretta proprio mentre io assaggio il mio primo boccone... ma mai avrei pensato di difendere la categoria dei fumatori dal divieto che proprio oggi, 1° novembre 2017, è stato introdotto in Thailandia: sulle 20 spiagge più note (da Pattaya a Patong e tante altre) e frequentate dai turisti vietato fumare. Si tratta di un progetto pilota, che se verrà ritenuto funzionale sarà esteso nel prossimo futuro a tutte le spiagge del Paese. Quello che colpisce non è tanto il divieto in sè, quante le pene assolutamente sproporzionate: i trasgressori colti a fumare in una delle spiagge menzionate (e potete scommetterci che li i controlli li faranno davvero, non come da noi in Italia!) rischiano l'arresto fino al giorno del processo (dai 30 ai 60 giorni) e in caso di colpevolezza (e come potrebbe essere altrimenti, se sono colti in fraglante???)  fino ad un anno di carcere o ad un' ammenda pari a THB 100.000 (circa euro 2.700), oltre alle spese processuali in carico al trasgressore.
Ha senso tutto questo? Se il divieto è stato varato per fare cassa (le previsioni parlano di miliardi di bath, milioni di euro quindi), bastava che la multa fosse più contenuta per esempio per poterla incassare subito, mentre così potete scommetterci che non mancherà il solito italiano che si rifiuterà di pagare e che invoicherà l'intervento della nostra ambasciata, del Presidente della Repubblica, del Papa e di chissà chi altro per non pagare e ovviamente per non finire in carcere per un anno... per molti tutto questo sarà comunque un buon motivo per cambiare meta in vista delle prossime vacanze, forse è questa la reazione migliore a una vera assurdità in un paese dai mille problemi...

Buon fumo a tutti!

Il Direttore

 

Ottobre 2017 - Mamma siamo arrivati? Nei voli a lungo raggio i bambini al disotto dei 12 anni si annoiano dopo 49 minuti. E' questo il risultato (forse un pò scontato) che la compagnia Emirates svela con il Child Boredom Quotient, il segreto per intrattenere i bambini in aereo.
 
·         Sotto i 12 anni i bambini si annoiano dopo appena 49 minuti e 47 secondi del loro viaggio a lungo raggio.
·         Le prime 3 preoccupazioni dei genitori quando viaggiano con i loro figli in aereo includono far divertire i loro figli (64%), la paura di disturbare altri passeggeri (43%), mantenere i bambini idratati (23%).
·         Seduti “dolcemente”: il 41% dei genitori ammette di aver offerto ai loro figli dolci, cioccolato e patatine in cambio di un buon comportamento durante il volo.
·         Un terzo dei genitori (33%) si avvale di “babysitter elettronici” caricando nel proprio telefono o tablet i giochi preferiti dei bambini tra cui app, episodi televisivi e film.
·         Emirates lancia il Child Boredom Quotient- un aiuto per i genitori nel gestire i momenti di noia dei loro bambini e consigliando come intrattenerli.

Il dottor Sandi Mann, uno psicologo e specialista della noia presso la University of Central Lancashire ha lavorato con la compagnia aerea per creare il Child Boredom Quotient (CBQ), ed aiutando così i genitori a identificare l'esatto momento in cui i loro ragazzi iniziano ad annoiarsi in modo da intervenire e poter passare un viaggio rilassante e senza stress.
 
Lo studio ha coinvolto più di 2.000 genitori britannici con i loro bambini al di sotto dei 12 anni, i bambini sono stati osservati durante i momenti di gioco. Il dottor Sandi Mann ha aiutato a categorizzare le attività in Active (A), Passive (P), Interactive (I), Creative (C) o Sensory (S) formulando così il CBQ ed aiutando i genitori a gestire lo stato d’animo del bambino mescolando come una miscela perfetta la diverse attività per riuscire a prevenire la noia.
 
I risultati hanno dimostrato che due terzi dei genitori (64%) si preoccupano di far divertire i loro figli e il 43% esprime preoccupazione per i bambini che potrebbero disturbare altri passeggeri, tra questi i piccoli viaggiatori tra i 3 ai 4 anni sono i più capricciosi.
 
Le tecniche di “ricatto”, come dare spuntini (41%) in cambio di un buon comportamento, sono spesso usate per mantenere la tranquillità.
 
Altri metodi di distrazione utilizzati dai genitori includono: l'impiego di dispositivi elettronici (33%) anche se non sono ammessi a casa, comprare nuovi giocattoli (27%) per mantenere un clima sereno  e infine stancare i bambini correndo in aeroporto prima dell'imbarco (16%). 
 
"I genitori dei bambini tra i 3-4 anni riusciranno a capire quando i loro figli saranno fisicamente troppo attivi, quando lasciargli indipendenza e quando dargli giochi più sofisticate per intrattenersi rispetto precedenti fasce d’età”.
 Ad esempio, la "babysitter elettronica", di uso comune durante il volo, potrebbe non funzionare per tutte le fasce d'età. I genitori dei bambini più piccoli potrebbero infatti osservare meno attenzione per il dispositivo rispetto bambini più grandi. Interrompere questa attività passiva con attività più dinamiche e creative impedirà ai bambini di diventare annoiati, inquieti e distruttivi. 
 
Tuttavia, i genitori non ricorrono solo a piccoli ricatti quando viaggiano con i propri figli in aereo. Un onesto 7% ha rivelato che cercano semplicemente di rilassare i bambini con una mascherina sugli occhi per evitare eventuali capricci.
Tra le attività, i film sono il metodo più popolare per mantenere i bambini occupati a bordo, l’intento risulta efficace per circa 40 minuti nel caso di bambini più piccoli (0-2) e per 1 ora 45 minuti per i più grandi (11-12). A questo seguono i giochi su un dispositivo o sul sistema di intrattenimento a infrarossi (che tengono i bambini occupati da 30 minuti per i più piccoli a 1,5 ore per i più grandi). Nello stesso tempo, un’attività creativa come il disegno è la più coinvolgente per i bambini fino ai 9 anni quando i quiz e gli enigmi diventano più coinvolgenti.  I libri per colorare o da decorare con degli adesivi sono i più attraenti per i piccoli.
 
Il dottor Sandi Mann ha aggiunto ulteriori indicazioni: "I bambini molto piccoli non hanno bisogno di giocattoli molto sofisticati durante un viaggio aereo e sanno divertirsi con cose disponibili nell'ambiente che li circonda, tra cui la persone e, naturalmente, i genitori. Un esempio, potrebbe essere il metodo 'I Spy', che consiste in camminate regolari lungo la navata utili sia per l’esercizio fisico dei bambini che per far cambiare visuale ai bambini che camminano da poco. Sono molto utili e non devono essere sottovalutati anche i giochi cantati o interattivi.  I bambini più grandi possono utilizzare semplici materiali come carta e penna o libri, puzzle e fumetti. Inoltre bisognerebbe fare spesso delle pause per camminare su e giù per l'aereo, cercando di limitare una visione passiva proprio come si farebbe a casa. Non abbiate paura di annoiarli preferendo ai dispositivi elettronici dei materiali di base, troveranno modi creativi per impegnare il loro cervello. ''
 
Jade Cobbs, supervisore di cabina Emirates, commenta: "Comprendiamo che i genitori spesso temano l'idea di viaggiare su un volo a lungo raggio con dei bambini annoiati. Tuttavia, i genitori non devono aspettare l’arrivo della noia. L'equipaggio di bordo è sempre disponibile ad offrire ai bambini delle scatole gioco ed è possibile guardare spettacoli televisivi e film per famiglie sul sistema di intrattenimento Ice di Emirates. Per evitare la noia le famiglie hanno a disposizione alcune attività dedicate, giochi interattivi o intrattenimento a bordo”.
 
Il Dott. Sandi Mann ha creato una guida per strutturare un viaggio aereo sereno a secondo delle fasce d'età. Le attività sono classificate come Active (A), Passive (P), Interactive (I), Creative (C) o Sensory (S) e l'idea è che mescolandole e cambiando attività al momento giusto, la noia e l'irrequietezza saranno minimizzate. Qui in basso una sintesi dei consigli, in allegato la tabella completa e i suggerimenti a seconda dell’età.
 
Passivo - guardare film, ascoltare musica
Attivo - camminare su e giù per l’aereo, giocare con le carte
Creativo - disegnare, colorare
Sensoriale- Rinfrescarsi
Interattivo- leggere un libro, parlare

Buon volo a tutte le famiglie!
 
Settembre 2017 - Il grande risveglio. Anche Ryanair è costretta a svegliarsi dal suo lungo sogno, quello che la rappresentava come una compagnia modello, con migliaia di rotte, milioni di passeggeri felici, tariffe in stile taxi urbano e personale sempre sorridente in cabina. Non è così. Probabilmente non è mai stato così, ma erano in pochi ad essersene accorti. L'ultimo in ordine di tempo il suo Ceo O'Leary, risvegliatosi sicuramente con mille incubi dopo le centinaia di defezioni e dimissioni dei "suoi" piloti, che hanno costretto la compagnia a cancellare oltre 2000 voli lasciando a terra quasi 400.000 passeggeri, un evento di portata tale che mai si era visto nella storia dell'aviazione.
Il motivo di questa debacle, chiamiamola così, sono proprio i piloti. Sottopagati, costretti a orari e turni logoranti (se non voli non guadagni, è la prima regola della low cost irlandese), in massa hanno deciso di licenziarsi per trasferirsi nella neonata Norwegian, e contemporaneamente chi è rimasto ha rivendicato ferie e permessi, forte del fatto di sentirsi finalmente indispensabile. C'è chi parla di ricatto, chi di diritti negati, chi deride qualcuno che dall'alto si è abbassato a promettere sostanziosi bonus a chi tornava subito a volare promettendo amore eterno (almeno 1 anno!) alla compagnia...
Ci sarebbe da aprire un lungo dibattito su tutto questo, ma quello che deve essere ben chiaro è sempre un concetto basilare: non si può volare con 1 euro... i voli hanno un costo, i piloti anche, il personale di bordo idem... qualcuno ha tirato troppo la corda, e ora che è spezzata sta cercando di riannodarl, ma il rischio è che ormai sia marcia...
In attesa di migliaia di cause collettive o individuali di passeggeri incazzati (molti dei quali hanno perso l'hotel prepagato per esempio) ci mettiamo alla finestra (di internet ovviamente!) per vedere se cambierà qualcosa o se torneremo presto a volare con pochi euro senza più pensare a tutto questo...

Buon volo a tutti!

Il direttore


 
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