mercoledì 30 settembre 2020
 
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Natura

Agosto/settembre 2020 - Il U.S. National Park Service (NPS) celebra quest’anno il suo 104° anniversario. Istituito nel 1916 per preservare le risorse naturali e culturali del paese, è da allora incaricato della tutela dei parchi nazionali degli Stati Uniti. Oggi, il NPS protegge più di 400 parchi, visitati da oltre 325 milioni di persone ogni anno.
Per celebrare questa data importante GoUSA TV, il servizio gratuito di video streaming on-demand di Visit The USA, ha lanciato 10 video che permettono di immergersi nel cuore dei paesaggi più remoti e mozzafiato degli Stati Uniti. Inoltre, è stata annunciata l’istituzione del Great American Outdoors Day, che ogni anno offrirà ai visitatori l’ingresso gratuito ai parchi nazionali nella giornata del 5 agosto.
In questa occasione, Visit The USA ha, quindi, deciso di accendere i riflettori su cinque delle aree protette meno conosciute degli Stati Uniti. Vediamo di quali zone si tratta!
 
Theodore Roosevelt National Park, North Dakota
Dopo essere diventato presidente nel 1901, Theodore Roosevelt ha protetto circa 230 milioni di acri di terreno pubblico del North Dakota. Così, il 25 aprile 1947, il presidente Truman istituì il Theodore Roosevelt National Memorial Park, che comprende le colorate e selvagge Badlands del North Dakota, dove bisonti, cervi, alci, cavalli selvaggi, longhorn, coyote e linci rosse vagano in complete libertà.
 
Hot Springs National Park, Arkansas
L’Hot Springs National Park, conosciuto per le sue 47 sorgenti termali, ha un ricco passato culturale. Questo parco è la più antica riserva nazionale d’America. Istituito nel 1832, è poi diventato Parco Nazionale nel 1921. Il parco comprende più di 30 miglia di sentieri escursionistici nei Monti Ouachita, strade panoramiche e campeggi al Gulpha Gorge Recreation Area & Campground. Inoltre, le antiche sorgenti termali, i panorami sulle montagne, l'incredibile geologia, le escursioni nella foresta e gli abbondanti ruscelli rendono l’Hot Springs National Park una destinazione davvero imperdibile.
 
Cuyahoga Valley National Park, Ohio
Anche se si trova a breve distanza dalle aree urbane di Cleveland e Akron, il Cuyahoga Valley National Park sembra un altro mondo. Il parco è un rifugio per piante autoctone e fauna selvatica e offre ai visitatori numerosi percorsi escursionistici. Il tortuoso fiume Cuyahoga, il “fiume sbilenco”, lascia il posto a 33.000 acri di folte foreste, dolci colline e ampi terreni coltivati. Istituito come area ricreativa nazionale nel 1974 e dichiarato parco nazionale nel 2000, ha una ricca eredità culturale: i resti dell’Ohio & Erie Canal fanno, infatti, intravedere come è stato trasformato il Paese nel corso del tempo.
 
Indiana Dunes National Park, Indiana
Designato 61° Parco Nazionale del paese nel febbraio 2019, l’Indiana Dunes National Park è uno dei parchi nazionali più recenti degli Stati Uniti. Si estende per 24 chilometri lungo la sponda meridionale del Lago Michigan e ha molto da offrire in fatto di avventure all’aria aperta. Nel parco si trovano una vasta gamma di habitat che offrono un rifugio a molti tipi di piante e animali, mentre il lago fornisce anche l’habitat ideale per molte specie acquatiche.
 
Mt. Rainier National Park, Washington
Salendo a 4.392 metri sopra il livello del mare nella catena delle Cascate, il Monte Rainier è un’icona del paesaggio di Washington. Vulcano attivo, il Monte Rainier è la vetta più ghiacciata tra gli Stati circostanti, e genera cinque grandi fiumi. Qui gli appassionati di alpinismo possono mettere alla prova le loro abilità di arrampicata, mentre coloro che preferiscono tenere i piedi per terra possono percorrere quasi 400 chilometri di sentieri.
 
B. P.

Maggio 2020 – Il clima mediterraneo della Svizzera italiana permette alla flora subtropicale di crescere splendida e rigogliosa, alternando fioriture esotiche, natura fiorita e natura selvaggia.
 
Parco delle Camelie, Locarno
Tra parchi e giardini, un’attrazione internazionale, sia per il suo alto valore paesaggistico che per i suoi preziosi contenuti botanici, è il Parco delle Camelia di Locarno. Il parco, inaugurato nel 2005, è strutturato in maniera molto scenografica, tanto che recentemente il parco ha ricevuto il premio Gardens of Excellence della Società internazionale della Camelia e fa parte della rete dei Gardens of Switzerland, che riunisce i più bei giardini della Confederazione.
 
Parco Botanico San Grato, Carona
Il Parco botanico di San Grato, a soli dieci chilometri da Lugano, vanta un panorama eccezionale sulle vette della catena alpina. Lì, i colori e i profumi delle azalee, delle camelie e dei rododendri vi faranno vivere emozioni indimenticabili. Si accede al parco percorrendo il cosiddetto "sentiero dei fiori", che inizia dalla vetta del Monte San Salvatore e prosegue in direzione del parco attraversando il nucleo di Carona. All'interno del parco vi è inoltre una villa, ora sede di un bar e di un ristorante.
 
Isole di Brissago
Le Isole di Brissago, sul Lago Maggiore, costituiscono il Parco botanico del Cantone Ticino ed hanno una storia molto particolare. Nel 1885 la baronessa Antonietta Saint-Léger trasformò le isole in dimora dove convennero pittori, scultori, musicisti, scrittori. Nel 1927 il nuovo proprietario, il commerciante amburghese Max Emden, fece costruire l'attuale palazzo, la darsena e il bagno romano, potenziando sull’Isola Grande la coltivazione di piante esotiche, come azalee, rododendri, palma giapponese, camelie, banano giapponese, bambù, ginkgo, protee del Sud Africa. L'Isola Piccola, invece, è ricoperta da vegetazione spontanea, mantenuta allo stato naturale.
 
Parco botanico del Gambarogno, a Vairano, San Nazzaro
Sulla Riviera del Gambarogno, tra Piazzogna e Vairano, si estende una superficie complessiva di oltre 17.000 metri quadrati, dove sorge un parco che contiene circa 950 qualità diverse di camelie e quasi altrettante di magnolie, azalee, peonie e rododendri, attorniate da pini, ginepri, edere e abeti esotici.
 
Parco Monte Verità, Ascona
Il Parco Monte Verità di Ascona è stato donato al Canton Ticino dal barone Eduard von der Heydt nel 1964. Il parco, frequentato nel corso del tempo da ospiti di spicco quali Herman Hesse, Rainer Maria Rilke, Erich Maria Remarque e lo psicanalista Otto Gross, è ricco di piante esotiche.
 
 
Parco Scherrer, Morcote
Visitando il parco ideato da Arthur Scherrer, facoltoso commerciante, si ha l'impressione di entrare nel giardino delle meraviglie. Qui arte e vegetazione si sono fuse mirabilmente: passeggiando tra il fresco di caratteristici fusti prealpini, mediterranei ed esotici, si possono ammirare sculture e creazioni artistiche, originali e imitazioni, ispirate a epoche e culture più o meno lontane. Al suo interno sorgono inoltre la Casa del Tè siamese, detta anche la "Casa delle 10.000 delizie", e un piccolo tempio egiziano.
 
Parco Ciani, Lugano
Affacciato sulle rive del Ceresio, a pochi passi dal movimentato centro di Lugano, si estende il Parco Ciani, parco civico della città, suddiviso in due zone ben distinte. La prima ha caratteristiche sia del "giardino all'italiana" che del "giardino all'inglese". La seconda parte ha un carattere più naturalistico della precedente, con essenze arboree autoctone. All'interno di Parco Ciani si ergono anche diversi edifici: la Villa, sede del Museo Civico di Belle Arti, il Palazzo dei Congressi, la darsena, il Museo Cantonale di Storia Naturale e la Biblioteca Cantonale.
Parco degli Ulivi, Lugano
Il Parco degli Ulivi si trova a Castagnola, sul fianco del Monte Brè, e si estende su una superficie di 20.000 metri quadrati. Il clima mite favorisce una vegetazione fatta da ulivi, cipressi, alloro, rosmarino, oleandri e altri arbusti. Vi si accede dal Sentiero di Gandria o dal Sentiero dell'olivo, che si snoda tra Gandria e Castagnola lungo il lago, tra boschi e uliveti. Il percorso lungo 7 km è arricchito da 18 tavole informative che spiegano la storia e la botanica del luogo.
 
B. P.

Luglio 2019 - Ritornano al Parco Nazionale del Gran Paradiso due imperdibili appuntamenti per scoprire storie, miti e leggende del Parco più antico d’Italia: Una Valle Fantastica e Noasca da Re.
 
UNA VALLE FANTASTICA - Masche, prodotti e biodiversità
Valle Soana, 6-7 e 13-14 luglio
In Valle Soana, la meno conosciuta e la più selvaggia delle cinque valli del PNGP, le tradizioni antiche sono ancora vive: basti pensare che qui si parla diffusamente il patois e che gli anziani del luogo raccontano ancora le vecchie contie, le leggende che narrano le storie delle masche, le streghe locali. Qui, inoltre, si possono ancora gustare i veri sapori di un tempo, come la burrosità agrumata delle paste di meliga, il sapido e morbido delle tome d’alpeggio, il pane profumato di legna, il bouquet floreale e dolce del genepì.
Per scoprire il programma completo http://www.pngp.it/una-valle-fantastica-2019.
 
NOASCA DA RE
Noasca, 13 e 14 luglio
Con l’evento Noasca da Re ritorna magicamente in vita un’epoca lontana in cui il re Vittorio Emanuele II si recava in montagna insieme al suo folto seguito per lunghe battute di caccia. Un’esperienza davvero unica!
Per scoprire il programma completo http://www.pngp.it/noasca-da-re-2019.

B. P.

Giugno 2019 - La Polinesia Francese, a migliaia di chilometri di distanza dal continente più vicino, è una vera e propria oasi di vita. L’isolamento dei suoi arcipelaghi e la trasparenza delle sue acque hanno contribuito a mantenere protette la flora e la fauna marina, tanto che, nel periodo compreso tra metà luglio e metà ottobre, vi è possibile osservare le balene.
Le megattere, i cetacei più comuni nell’area del Pacifico, ogni anno migrano dalla zona dedicata alla riproduzione (le acque tropicali dell’Oceano Pacifico) alla zona dedicata all’alimentazione (Oceano Antartico), nuotando per circa 12.000 km. The Brando e Tetiaroa sono il luogo ideale dal quale osservare il passaggio di questi giganti degli oceani. In particolare, The Brando lavora attraverso l’associazione Te Mana o Te Moana per assicurarsi che gli animali vengano trattati nel pieno rispetto, grazie alla guida di esperti. Nel 2011 è stato aperto anche un centro di ricerca e osservazione, il Cetaceans Observatory, per permettere l’osservazione e la raccolta dei dati atti alla sensibilizzazione dei locali e dei turisti.
Inoltre The Brando, attraverso la collaborazione con Tetiaroa Society, organizza ogni giorno tour guidati dell’atollo con ricercatori e guide naturaliste, già inclusi nella formula all inclusive.
Una proposta davvero incredibile, quella di The Brando, resa ancora più imperdibile dall’offerta Stay and Save, grazie alla quale, prenotando il proprio soggiorno presso l’esclusivo resort entro il 31 luglio, si potrà addirittura usufruire di sconti del 15%. Per ulteriori informazioni: https://thebrando.com/.
 
V. E.

 

Maggio 2019 – L’ecoturismo rappresenta sempre più un modello di turismo sostenibile, che permettere ai turisti più avventurosi e sensibili alle tematiche ambientali di vivere un’esperienza a stretto contatto con la natura. La Repubblica Dominicana è ricca di luoghi e attrazioni ideali per un turismo ecologico tra aree protette, strutture immerse nella natura, progetti sostenibili, attività sportive quali kayak, canyoning e zipline per vivere appieno il territorio e scoprire le meraviglie naturalistiche dell’isola.
La provincia di El Seibo, nella zona centro orientale dell’isola, è caratterizzata da attrazioni naturalistiche di rara bellezza; ecco perché trascorrere una vacanza in questa località significa soggiornare in chalet immersi nella natura, fare attività lungo i fiumi (Rio Yabon, Magua, el Cedro e Las Lisas), provare l’emozione unica di trascorrere la notte circondati dalle montagne (Loma o Montagna verde) tra piantagioni di cacao, caffè, palme da cocco, piante di maracuja e cannella. Da qui è inoltre possibile raggiungere la Montagna Redonda, che offre la vista più panoramica di tutta la Repubblica Dominicana per godere di una visuale a 360° sulla baia di Samanà e sulle lagune di Redonda e di Limon.
Sempre nella provincia di El Seibo, procedendo verso la zona montuosa di Miches, la natura si fa sempre più rigogliosa e lascia spazio qua e là a scenari paesaggistici mozzafiato e piccoli villaggi che mostrano l’essenza di una natura autentica. In quest’aerea sorgono diverse produzioni locali che danno forte impulso all’incoming turistico del Paese, tra cui la Ruta del Chocolate. Qui i visitatori, seguendo uno dei tre percorsi proposti, hanno la possibilità di visitare le piantagioni di cacao biologico e scoprire le tecniche di preparazione di marmellate, vini e altri prodotti derivati dalla frutta secca, oltre ad avere l’occasione di alloggiare direttamente nelle baite dei produttori o partecipare ad un’escursione a cavallo.
Di fronte al turismo sempre crescente nella zona di El Seibo, la Repubblica Dominicana, in collaborazione con le località turistiche, le strutture locali e un team di esperti, ha iniziato a spingere maggiormente il turismo ecologico, con lo scopo finale di promuoversi come destinazione ricca di bellezze naturali, storiche e culturali, ma anche di preparare le comunità ad intraprendere questa nuova strada con un’offerta dedicata.
Proprio in quest’ottica è nato il Terranova Ranch, un’impresa ecologica a conduzione familiare immersa nel verde, che offre al visitatore un’ospitalità accogliente fatta di capanne e bungalow che possono ospitare fino a 170 persone con la possibilità di vivere la campagna circostante, tra allevamenti di cavalli e pascoli. Il progetto include anche la promozione di artigianato locale e la produzione agroalimentare, in modo tale da incrementare la crescita economica della comunità in modo sostenibile, rendendo El Seibo l’avanguardia del turismo ecologico in Repubblica Dominicana.
 
Veronica Elia

Novembre 2018 – Da poco più di un mese, camminare tra le nuvole è finalmente possibile! Pensato per la prima volta nel 2016, il Ponte Tibetano più alto d’Europa è stato inaugurato in Valtellina lo scorso 22 settembre.
Si tratta di un percorso pedonale lungo 234 metri, posto a circa 140 metri di altezza, che si estende da Campo Tartano, dove si trova la biglietteria, fino a Frasnino; la passerella, larga un metro, è stata realizzata con 700 assi di larice del Val Tartano, grazie al contributo del Consorzio Püstarèsc.
In occasione della sua apertura, il “Ponte del Cielo”, come è stato ridefinito, ha attirato a sé tantissimi visitatori, i quali, superato il timore iniziale, hanno attraversato per primi il percorso, lasciandosi incantare da una vista spettacolare che spazia dalle montagne alla vallata e dalla diga di Colombera al lago di Como. L’altezza è indubbiamente da brividi, tuttavia, per procedere con l’attraversata in totale sicurezza, non occorre indossare imbragature, ma semplicemente munirsi di scarpe da montagna; le uniche precauzioni adottate riguardano il numero massimo di persone che possono transitare contemporaneamente sul ponte (massimo 100) e la distanza di due metri da mantenere tra un visitatore e l’altro.
Come spiega Renato Bertolini, presidente del Consorzio Püstarèsc, il Ponte Tibetano è destinato a diventare fin da subito “un polo di attrattività turistica per il territorio che, purtroppo, non è immune al fenomeno dello spopolamento che le montagne stanno vivendo”.
Per incentivare l’iniziativa, inoltre, la struttura rimarrà aperta ai turisti tutti i giorni dalle 9.30 alle 16.30, ad eccezione del sabato, giorno in cui si potrà passeggiare tra le nuvole fino al tramonto. Modico anche il costo del biglietto: solo € 5 per gli adulti; accesso gratuito, invece, per i bambini. Infine, per contribuire personalmente al progetto, con una donazione di € 100 ci si potrà aggiudicare una delle assi della pavimentazione, godendo, per tre anni dall’inaugurazione, di accesso libero al ponte.
 
Veronica Elia

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