sabato 27 maggio 2017
 
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Recensioni

Marzo 2017 - Dopo “Fulmine”, libro amatissimo dai ragazzi che racconta la storia di un eroe del nostro tempo che sogna un mondo di uguali, senza privilegi né discriminazioni di censo e di razza e dopo i racconti grotteschi sul razzismo raccolti  “Nel gommone”,  Lello Gurrado conclude la trilogia sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione con “Lampa Lampa”. 
È la storia di Sulley, un diciottenne del Gambia, lo stato più piccolo dellì'Africa, che lascia la sua terra inseguendo un duplice sogno: quello di raggiungere Lampedusa (quella che i migranti africani chiamano Lampa Lampa) e quello di incontrare Leo Messi, il fuoriclasse del calcio mondiale,per il quale stravede.
Ma Sulley svanisce nel nulla. Di lui si perdono le tracce. “È annegato” sentenzia il passeur che gli ha organizzato il viaggio. Taiwo, il padre di Sulley, non ci crede e va personalmente a cercarlo rifacendo, tappa dopo tappa, il cammino del figlio.
Qui il libro di Gurrado decolla, perché Taiwo vedrà da vicino le brutture della traversata del deserto, assisterà a furti, violenze, stupri, vedrà i miraggi, ascolterà antiche leggende, come quella del coccodrillo rosso e della regina dei miraggi, conoscerà i segreti delle oasi e delle prigioni libiche, fino a quando, miracolosamente, direi favolisticamente, ritroverà il figlio. 
Un libro inteso, crudo, documentatissimo, violento. Ma anche un inno alla vita e alla speranza. I sogni, dice Lello Gurrado, a volte si avverano.
Lampa Lampa, di Lello Gurrado, Edizioni Radici future, 14 Euro
 

Gennaio 2017 - È arrivata Osterie d’Italia 2017: riflettori su accoglienza e ospitalità... Presentata alla Reggia di Venaria la nuova guida annuale.
«Ritrovare l'osteria come luogo in cui si sta bene»: si è aperta con le parole del curatore Eugenio Signoroni la presentazione di Osterie d'Italia 2017. Parole dirette e semplici, come la nuova strada che quest'anno ha imboccato la guida: «Abbiamo deciso di puntare sulla riscoperta dei locali autentici e, soprattutto, sull'accoglienza e l'ospitalità, il vero segno di riconoscimento che contraddistingue gli indirizzi presenti in Osterie d'Italia». Con questa nuova edizione desideriamo rimanere il più fedeli possibile al concetto di osteria. Per questo abbiamo scelto di ridurre notevolmente le pagine della guida e raccontare, invece, tutti quei locali che racchiudono in sé l’idea tradizionale: luoghi informali, semplici, accoglienti e la cui cucina si rifà alla tradizione». Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, curatori della guida, commentano così l’edizione numero 27 di Osterie dItalia. «Per raggiungere questo risultato è stato fondamentale, come sempre, il supporto degli oltre 300 collaboratori sul territorio, che segnalano i locali più caratteristici e autentici». Un volume tutto nuovo che si interroga sul lessico dell’osteria e cerca di individuare quelle che aderiscono maggiormente alla definizione canonica.
 
«Quello che proponete nei vostri ristoranti e nelle vostre osterie è quel tipo di cibo che Slow Food vuole nella ristorazione – ha affermato il Presidente di Slow Food Italia Gaetano Pascale –. Il cibo è un diritto e per questo deve rispettare la qualità ed essere venduto al giusto prezzo, per essere accessibile a tutti. Voi osti rappresentate un'avanguardia e un'opportunità per la ristorazione del nostro Paese, e per questo vi chiediamo di farvi portavoce di nuove modalità di distribuzione del cibo». Sulla stessa linea il messaggio di Carlo Petrini: «Il futuro è l'alleanza tra ristoratori, mondo contadino e cittadini. E sono proprio le relazioni che Osterie d’Italia riesce a creare che distinguono “la gialla” dal resto delle pubblicazioni presenti. Relazioni tra gli osti, relazioni tra i produttori e i cuochi, e soprattutto, relazioni tra clienti e ristoratori».
 
Concludendo, i curatori ribadiscono come sia «interessante pensare alla guida come un sistema, una sorta di Terra Madre delle osterie: non più una guida gourmet, ma uno strumento in grado di creare sinergie tra produttori e clienti, un mezzo per scambiare conoscenze tra i diversi attori della comunità del cibo».
 
Sono 153 le novità recensite in questa edizione, di cui la maggior parte con un menù che non supera i 35 euro: «Abbiamo scelto di non inserire i ristoranti che per costi, spirito e proposte in carta non rappresentano il concetto tradizionale di osteria, togliendo la storica sezione Oltre alle osterie. Abbiamo comunque mantenuto alcuni locali storici che propongono menù completi sopra i 35 euro, ma che continuano a essere vere e proprie osterie d’altri tempi» proseguono i due curatori. La guida è stata alleggerita anche dagli Inserti regionali: sono rimasti solo quelli che raccontano la cultura del cibo e le modalità di preparazione legate al territorio e alla tradizione, come i cibi di strada siciliani, gli arrosticini abruzzesi, il morzello di Catanzaro, i trippai di Firenze e le malghe del Trentino Alto Adige.
 
L’attenzione al prezzo è rappresentata anche dal bollino con un euro e una freccia, il nuovo simbolo che semplifica la consultazione della guida, segnalando così i locali più costosi, aprendosi a tutte le tasche e mantenendo un occhio attento alla qualità. La ricerca è agevolata anche dai tre indici organizzati per prezzo, luogo geografico e ordine alfabetico dei locali. Rinnovate anche le schede di presentazione delle osterie: divise in due sezioni, raccontano da una parte la storia del locale e dall’altra quella dei suoi piatti. Osterie d’Italia diventa così una guida interattiva con elementi digitali, come i simboli, gli indici e le schede, che facilitano gli avventori nella lettura. Invariati invece i simboli storici della guida: la Chiave, assegnata alle osterie che offrono ospitalità per la notte; la Chiocciola, per i locali con un’atmosfera in perfetto stile Slow Food; il Formaggio, che indica le osterie che propongono una selezione di prodotti caseari; infine la Bottiglia, che si riferisce alle proposte eccellenti della cantina. Segnalate anche le osterie con un’accessibilità agevolata per i disabili, i locali gluten free e quelli con l’orto. In evidenza anche gli chef che aderiscono al progetto dell'Alleanza Slow Food dei cuochi.
 
 

Ottobre 2016 - Raffaele Masto dà voce all'Africa, e lo fa in maniera sorprendente, lontanissimo dai luoghi comuni. E ci racconta così quel futuro, già cominciato, che sta cambiando anche l'Europa. Si intitola semplicemente "Africa" il libro pubblicato per Tam, piccola e coraggiosa casa editrice che ha ingaggiato le migliori firme per realizzare pubblicazioni agili e brillanti. Masto, voce di Radio Popolare, è uno dei maggiori esperti dell'Africa, una terra immensa e contraddittoria, che viene per la prima volta trattata nel suo insieme, in un reportage essenziale e allo stesso tempo emozionante. Emerge il quadro di un continente dalle opportunità straordinarie che, al di là delle guerre, delle dittature, delle carestie e del terrorismo jihadista, segna il più dinamico sviluppo demografico del pianeta e si dimostra terreno fertile per le imprese emergenti della green economy e dell'hi-tech. Una lettura che è anche l'occasione per capire con chi abbiamo a che fare, alla luce dell'epocale migrazione a cui stiamo assistendo.

 

Luglio/Agosto 2016 - Non ci sono soltanto i viaggi di piacere. In un'epoca difficile come questa, intrisa di paure, guerre, povertà, genocidi, c'è anche chi parte per lasciare per sempre il proprio paese, chi lascia la sua terra per non tornarvi mai più, inseguendo la speranza di trovare finalmente un approdo sicuro e confortevole. 
Le migrazioni costituiscono il problema più serio e delicato dei nostri giorni, un problema epocale che rischia di restare tale per anni, almeno fino a quando le grandi potenze dell'Occidente non si metteranno tutte insieme intorno a un tavolo alla ricerca di una soluzione.
È un problema enorme, che gli osservatori presentano nei modi più disparati. Lello Gurrado, già autore di "Fulmine", un romanzo che affronta con coraggio i problemi dell'integrazione, lo fa attraverso l'ironia. Il suo ultimo libro, "Nel gommone",  edito dalle Edizioni del Gattaccio di MIlano, è una mini raccolta di sette storie grottesche sul tema del razzismo. Sette storie che fanno sorridere, ma invitano il lettore, dopo aver sorriso, a meditare. Castigat ridendo mores, dicevano i latini. Ed è quello che fa Gurrado con questo libro.

Queste sono le trame dei sette racconti. 
1. Juventus - È la strana storia del figlio di un bianco italiano e di una nera del Burundi che viene al mondo con una stranissima caratteristica: i due colori dei genitori non si sono amalgamati e il bambino di conseguenza è un po' bianco e un po' nero, bianco un braccio, nero l'altro, bianca una gamba, nera l'altra, e via così. Per questo viene soprannominato "Juventus", la squadra di calcio che ha la maglietta a strisce bianche e nere.

2. Angelitos negros - Il nipote del cantante Marino Barreto ricorda a un pittore la vera storia di Angelitos negros, la famosa canzone in cui un uomo di colore chiedeva a un artista incaricato di dipingere un altare di inserire nel dipinto anche un angioletto nero.

3. La pelletteria - Il protagonista è un uomo dalla pelle nera che viene convinto da un misterioso personaggio incontrato in treno ad acquistare la pelle bianca. Non costa niente in denaro, ma si può acquistare in cambio di cinque anni di vita.

4. Il paese senza il nero - Il sindaco razzista di un paese del Nord Italia, tale Joe Grattugia, detto "Benito el drito", decide di abolire qualsiasi riferimento al nero, a partire dalla stessa parola. Banditi i libri di Nero Wolfe e il Rosso e Nero di Stendhal, cancellati dai menù dei ristoranti il Pinot nero e il Nero d'Avola, tolti dai libri di storia i riferimenti a Giovanni dalle Bande nere e a Nerone, proibito bere il Negroni e via così. Per un finale a sorpresa.

5. "Capocazzo" - E' il soprannome di un "caporale" che gestisce un campo di angurie. Un giorno provoca la morte di un giovane raccoglitore di colore e, in segno di protesta, tutti i lavoratori di colore lasciano il paese mandandolo in crisi. La giunta di destra rimane spiazzata e, inaspettatamente, organizza una serie di manifestazioni di solidarietà nei confronti degli extracomunitari nella speranza che tornino in paese e al lavoro.

6. Indovina chi viene a cena - Carol è una bellissima ragazza nera, di gran lunga la studentessa più bella e affascinante dell'Università dell'Alabama. Di conseguenza è anche la più corteggiata. Gli studenti sognano di uscire con lei e Carol, quando ne ha voglia, ne sceglie uno, invitandolo a cena dai suoi. Ma inspiegabilmente, dopo aver conosciuto i genitori di Carol, gli studenti spariscono dalla circolazione, nessuno li vede più in Università.

7. Nel gommone - Il racconto che dà il titolo al libro è la cronaca della traversata in gommone di 160 migranti in fuga dal loro continente. Due giorni e due notti in mezzo al mare con la speranza nel cuore e un incubo nella testa: il respingimento. Ma alla fine andrà tutto per il meglio con una clamorosa sorpresa finale.

Un libro davvero consigliato a tutti, per riflettere, ma non solo...
L.M.

Febbraio 2016 - Cosa ci fanno uno scapestrato agente di viaggio a New York e un temerario addetto di una compagnia aerea a Parigi?
Semplice, inviano favole via mail ai loro figliocci… Ma no, il primo è lì in teoria per risolvere un casino di lavoro e l’altro per il classico corso di aggiornamento…E invece no. E a furia di mandare e-mail nasce pure un libro!
Dopo più di cinquanta anni dalla pubblicazione di Favole al telefono di Gianni Rodari esce infatti F@VOLE VIA E-MAIL, una raccolta di favole che rivisita in chiave moderna il successo editoriale di quell’amato scrittore per bambini.
Nel ’62 Rodari s’ inventava il personaggio del ragionieri Bianchi di Varese che, da buon agente di commercio, girava l’intera Italia tutta settimana da Nord a Sud e, per non far sentire la sua mancanza alla figlia, le raccontava per telefono una favola al giorno.
In questo libro gli autori lontani da casa per dieci giorni saranno invece due: Maurizio Malavasi, disperato agente di viaggio che dovrà recarsi a New York per risolvere un casino di lavoro e Valerio Ciardi, spedito come un pacco a un corso di aggiornamento a Parigi dalla compagnia aerea per cui lavora. Due amici fraterni e una famiglia ciascuno con prole ‘digitale’ perché ormai tra e-mail, whattsapp, smartphone e tablet è molto difficile sfuggire al ‘ditino sulla tastiera’ anche per i più piccoli. Ognuno di loro rappresenta infatti  la classica ‘famiglia tecnologica’ del XXI secolo in costante e continua comunicazione: è questo che gli permetterà la solenne promessa ‘ una favola al giorno’.
Sì, perché entrambi dovranno scrivere una fiaba ogni giorno ai loro figli. Questa è la loro promessa! Ma non dovranno raccontarle al telefono come il ragionier Bianchi. E’ ormai preistoria. Siamo nel 2015 e ormai ci si comunica e scrive in tempo reale. E i bambini lo sanno, poiché maneggiano questi aggeggi tecnologici quasi meglio dei loro padri. Inoltre non vogliono solo ascoltare le storie ma toccarle con mano e leggerle! I due papà dovranno così inviarne una al giorno via e-mail all’indirizzo dei loro terribili divoratori di storie: Samuele e Lorenzo. Una promessa è una promessa e i loro bambini a nanna senza storia non ci vanno!
Che siano storie di draghi o cavalieri, orchi o giganti, fate o maghi, animali o pesci, piante o cose, poco importa. L’importante per loro è ascoltare prima di addormentarsi l’amata favola della BUONA NOTTE!
Altrimenti, come dicono loro stessi: “Papi, se non mi leggi una favola... stasera ti metto in punizione!”
Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento più bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.

Disponibile su Ibs.it: http://www.ibs.it/code/9788894028348/malavasi-maurizio-ciardi-valerio/favole-via-email-20.html

Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.

B.Pav.
Marzo 2015 - La storia incomincia in un  paesino senza nome della Puglia, tra Brindisi e Lecce, e termina in un paesino senza nome del Veneto, in provincia di Treviso. "Fulmine", il protagonista del romanzo di Lello Gurrado, risale la penisola in cerca di fortuna. Nel suoi paesello riusciva a sopravvivere facendo la raccolta di olive a novembre e quella dei pomodori in estate. In Veneto trova lavoro come barista, ma neppure al Nord sono rose e fiori. Fulmine si scontra con una realtà complicata, conosce le in giustizie e i soprusi, si rende conto di quanto sia ancora lontana l'integrazione, quella vera, e a quel punto decide di lottare. Diventa un leader, un trascinatore, un eroe moderno.
Un viaggio in Italia, dunque, questo "Fulmine" ,ma soprattutto un viaggio nel nostro tempo, tra conferme e contraddizioni.
Lo stile del racconto è fluido e veloce. Si viaggia dalla prima all'ultima pagina, verso la spiazzante sorpresa finale, a ritmo forsennato.

Paolo Montanari 

Febbraio 2015 - Le stelle sono le protagoniste indiscusse del romanzo di Kristin Harmel: Finché le stelle saranno in cielo, la cui storia si muove tra ricordi e perdita, reale ed eventuale. Perdita della memoria, perdita del passato e del presente, ma anche perdita del futuro e di tutto ciò che potrebbe o non potrebbe riservarci…
Parte della storia si svolge a Cape Cod ed è impossibile non innamorarsi della placida atmosfera dei suoi tramonti o non desiderare una colazione da degustare, ammirando la vita che scorre oltre i vetri della pasticceria di Hope (la protagonista) o in una di quelle reali.
 
La “vera” Cape Cod, infatti, è la meta perfetta per una vacanza estiva al mare o per una pausa fuori stagione all’insegna del relax, soprattutto in autunno, quando riflette le variopinte tonalità della natura, rese ancora più brillanti dai campi di mirtilli di rossi.
 
In estate, le spiagge di Cape Cod (alcune delle quali fanno parte del Cape Cod National Seashore Park, appositamente creato per preservarle) offrono la possibilità di godersi le loro dune di sabbia, così come di dedicarsi a sport acquatici quali windsurf, canoa, sci nautico, vela e molti altri ancora.
Naturalmente, non c’è mare senza fari (otto ancora in funzione), tra cui spicca il Nauset Light.
Tornando, invece, alle attività sportive, Cape Cod gode di un’eccellente reputazione tra gli amanti del golf. Agli ospiti, che preferiscono intrattenimenti d’altro tipo, vengono riservati mercatini, shopping, spettacoli teatrali, concerti, sagre, un cinema “drive in” e la possibilità di ammirare il Kennedy Memorial o il museo John F. Kennedy Hyannis Museum.
Inoltre, nella baia al largo di Provincetown, prevalentemente abitata da pescatori e artisti, è possibile ammirare le balene.
Non resta che scegliere tra natura, cultura e sport oppure concedersi una vacanza a 360º!
 
Gilda Lomonte
 
Settembre 2014 Il primo romanzo di Khaled Hosseini accompagna il lettore alla scoperta di Afghanistan, Pakistan e Stati Uniti, dove il protagonista scappa dopo l’invasione sovietica dell’Afghanistan nel 1981. Ed è nella sua terra d’origine, per la precisione nella sua Kabul, che ha inizio “Il cacciatore di aquiloni”. La stessa città a cui Amir fa ritorno, trovandola controllata dai talebani, per affrontare un passato da cui non può liberarsi, se non assumendosene la responsabilità con il coraggio che gli era mancato da bambino.
 
Ed è proprio con la curiosità tipica dei più piccoli che si parte alla scoperta della capitale afghana. Il centro storico, contraddistinto da intricate stradine costellate di bazar, invita allo shopping. Per poi dedicarsi a numerose attrazioni storico-culturali, quali il Mausoleo di Nadir Shah, il Faro dell’indipendenza (Minar-i-Istiqlal, costruito nel 1919 al termine della terza guerra afghana), la Tomba di Timur Shah e la Moschea di Shah Do Shamshera.
L’offerta museale propone il Museo di Kabul, il Museo Nazionale Afghano, la Galleria Nazionale Afghana e il Museo Omar Mine, per citarne alcuni. Senza dimenticare la sede del governo (Palazzo Darul Aman), lo zoo di Kabul e l’Archivio Nazionale Afghano.
 
Kabul è questo e molto altro ancora, come suggerisce l’iscrizione sulla Tomba di Babur, circondata dagli omonimi giardini: “Se c’è un paradiso in terra, è questo, è questo, è questo!”.
Un paradiso reso ancora più indimenticabile da un tuffo nella natura dei Giardini Paghman e del Lago Qargha (9 km da Kabul).
 
Poi, chissà, con un po’ di fortuna un aquilone volteggerà in cielo, dando vita a un romanzo…

Gilda Lomonte
 
Maggio 2014 - Benvenuta, primavera! La stagione ideale per approfondire “Il linguaggio segreto dei fiori”.
Questo romanzo di Vanessa Diffenbaugh accompagna il lettore alla scoperta del significato dei fiori, offrendo indirettamente preziosi consigli per comporre il bouquet ideale, a seconda dell’occasione, dei sentimenti e dell’augurio che portano con sé.
Ed è attraverso queste “parole” dal profondo significato che Victoria, la protagonista, si esprime e consente ai suoi clienti di comunicare con le persone care. Un linguaggio segreto e silenzioso che arriva inevitabilmente all’anima. Magicamente… 
Il mistero dei fiori insieme al segreto inconfessabile di Victoria. La paura di amare e quella di lasciarsi amare. Un romanzo duro e tenero al tempo stesso, sullo sfondo di una San Francisco che, come sceglierebbe la protagonista, dà il benvenuto ai lettori-viaggiatori con il glicine (dal dizionario dei fiori di Victoria e Grant).
 
Benvenuti in California, quindi!
A San Francisco si incontrano stile vittoriano (le case di Haight-Ashbury) e architettura moderna, tra le colline della città (Lombard Street) con i tipici tram o l’inconfondibile vista sul Golden Gate Bridge avvolto dalla nebbia. Senza dimenticare le immancabili Chinatown e Little Italy (North Beach).
Se nella zona nord della città attende il Fisherman’s Wharf, con musei, negozi e chioschi di frutti di mare (dalla costa è possibile raggiungere la prigione di Alcatraz), meritano una visita anche il Mission District (il quartiere più antico e multietnico di San Francisco) e il Financial District (centro della vita economica e finanziaria).
Tra i grattacieli svettano Transamerica Pyramid, Millennium Tower e 555 California Street, per poi passare al contrasto con la natura, in cui immergersi nel Golden Gate Park, nel Lincoln Park o nell’oasi di Victoria. Come incontrarla? La risposta ne “Il linguaggio segreto dei fiori”!

Gilda Lomonte
 
Aprile 2014 - L’odissea contemporanea dell’Ulisse da Baghdad
Rivisitando il mito omerico e riattualizzandolo con destrezza e raffinata sensibilità, Eric Emmanuel Schmitt invita il lettore a calarsi nei panni di quest’Ulisse contemporaneo che intraprende il viaggio della sua vita alla ricerca di ciò che è e dell’opportunità di un futuro migliore, per sé e per la sua famiglia.
Siamo nella Bagdad decimata dalla guerra e stremata dall’embargo americano. Il giovane Saad Saad, il cui nome emblematizza al tempo stesso la tristezza e la speranza, assiste inerme alla morte dei suoi cari: Leila, la fidanzata, che scompare sotto le macerie di un edificio bombardato; il padre, uomo saggio e amante della letteratura, che cade durante un alterco con gli occupanti americani; Salma, la nipotina, che muore a soli sei anni per una setticemia incurabile a causa dell’embargo che sta vivendo il paese.
L’Irak simboleggia ormai ai suoi occhi la tristezza per il peso dei lutti che sopporta e restarvi significa rinunciare alla chance di non dover più subire la sconfitta e la fatalità di un paese ingiusto e caotico; sceglie quindi la strada della clandestinità per raggiungere l’Inghilterra. Se l’irak è il luogo in cui ha imparato a riflettere con il padre e ad amare con Leila, l’Inghilterra rappresenta per il giovane l’Itaca fantasmagorica. E la sua epopea non ha nulla da invidiare a quella di Ulisse, con il suo lotto di peripezie e di nemici tanto implacabili quanto quelli omerici che si celano dietro l’apparenza di un mondo civilizzato: aspirante terrorista, trasportatore di oggetti d’antiquariato, gigolo di fortuna al Cairo, fidanzato in Sicilia e infine accolto in Francia dai partigiani della lotta per i sans papier, Saad combatte quotidianamente la sua guerra contro la fame, la povertà, l’umiliazione e il razzismo, accompagnato nel suo percorso interiore dalle apparizioni del padre defunto che, attraverso una serie di scambi verbali buffi e commoventi al tempo stesso, lo esorta a farsi artefice del proprio destino. Essere un Saad triste o un Saad che simboleggia la speranza nell’avvenire dipende solo da lui.
Il contrasto tra l’incanto dell’epopea e il realismo degli avvenimenti terribili permette a Schmitt di dare una lettura sfumata della tragedia del nostro Ulisse, in lotta contro un mondo di Scilla e Cariddi pronto ad azzannarlo in ogni momento, e di tutto il popolo iracheno.
Approfittando degli interstizi tra le tappe del viaggio del protagonista, l’autore introduce poi alcune riflessioni sulla condizione umana. Chi protegge l’uomo se non le istituzioni di un paese giusto? Ma esistono realmente paesi giusti? Un paese giusto ha il diritto di scegliere quali sono gli eletti che proteggerà? Secondo quali criteri? Clandestino non è di per sé una parola che rinnega tutti i valori di umanità e fraternità? E bisogna puntare il dito contro chi tenta di fuggire da un destino sordido? Le peripezie di Saad Saad permettono di rimettere in discussione le nozioni di identità, di appartenenza a una cultura, di frontiera. Le frontiere sono il bastone delle nostre identità o l’ultimo baluardo di illusione? Schmitt ha il dono di sollevare questioni rilevanti senza dare l’impressione di voler fare una lezione moralista. E a parlare sono le voci di coloro che vivono nascosti, rintanati come bestie braccate, e che in Ulisse da Bagdad trovano lo spazio per farsi sentire. Persino i morti hanno il diritto di parola…
La storia finisce ma il viaggio di Saad Saad è ancora lungo. La strada da percorrere è molta ma probabilmente Saad non è più solo…

Diana Facile
Marzo 2013
Oscar Wilde pubblica il suo romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” nel 1890, ambientandolo nella Londra vittoriana del XIX secolo. In una sorta di faustiano patto con il diavolo, il giovane e affascinante Dorian vedrà invecchiare al suo posto il dipinto fattogli da Basil, nel quale si rispecchierà anche la decadenza della sua anima, che porterà all’epilogo dell’opera.
 
A fare da sfondo alla vita di Dorian Gray e degli altri personaggi del libro, la City che con i suoi musei non può che ricordare uno degli aforismi del romanzo di Wilde: “La vita imita l’arte molto più di quanto l’arte non imiti la vita”. La capitale del Regno Unito, infatti, accoglie la nota Tate Gallery, la National Gallery (dove sono esposti, tra gli altri, dipinti di Van Gogh, Caravaggio e Leonardo da Vinci) e il British Museum, per citare solo alcuni dei musei da visitare.
Passeggiando per la città, il Tamigi collega le principali attrazioni, partendo dal Big Ben e dall’Abbazia di Westminster fino alla Torre di Londra e al Tower Bridge. Senza dimenticare il cuore di Londra con i suoi innumerevoli parchi (come, ad esempio, Hyde Park e Regent’s Park o il vicino Greenwich Park) oppure il tradizionale cambio della guardia a Buckingham Palace, Covent Garden, il “segreto” Neal’s Yard e Notting Hill con il suo mercatino dell’usato. A proposito di shopping, Soho, Oxford Street e Camden Town sono mete indiscusse, mentre a completare l’offerta contribuiscono teatri, pub e le immancabili fish & chips!
 
Gilda Lomonte
 
Dicembre 2013 - Nel romanzo “L’inferno avrà i tuoi occhi” l’autrice Silvia Montemurro cerca di capire l’omicidio di suor Maria Laura Mainetti, avvenuto a Chiavenna nel 2000. Tre amiche, la noia di una vita sempre uguale, un sacrificio a satana. Carnefici e vittime in cui ognuno di noi potrebbe trasformarsi? Un luogo può essere responsabile?
 
A fare da sfondo alla trama del romanzo, ispirato a una storia vera, la cittadina di Chiavenna, nell’omonima valle della provincia di Sondrio, con le sue offerte culturali e naturalistiche.
Gli amanti dei monumenti possono ammirare il complesso risalente al V secolo della Collegiata di San Lorenzo, Palazzo Balbiani, la statua di San Giovanni Nepomuceno sull’omonimo ponte, il Museo del Tesoro o quello della Valchiavenna e la nota Via Dolzino.
Gli appassionati di natura, invece, il parco botanico e archeologico del “Paradiso” e Uschione, che attende gli amici della montagna al termine di un ripido sentiero.
Infine, i turisti alla ricerca di tradizioni e usanze non possono mancare alla Sagra dei Crotti (secondo fine settimana di settembre), né lasciare Chiavenna senza aver degustato bresaola e pizzoccheri, lasciandosi conquistare dalla natura dei dintorni.

Gilda Lomonte
 
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